A Parigi, tra i verdi prati del Bois de Boulogne e del Jardin d’Acclimation, sorge il ‘veliero d’acciaio’. Questa moderna e concettuale opera architettonica -che merita un articolo a sé stante- non è che la sede della Fondazione Louis Vuitton, un luogo che nutre la moda e l’arte, con le sue undici gallerie dedicate a mostre permanenti.

Fondazione Luis Vuitton, Parigi – Photo Credit: fondationlouisvuitton.fr

Negli ampi spazi di questo luogo trovano dimora anche molte mostre temporanee e dal 3 ottobre 2018 al 14 gennaio 2019 sarà possibile ammirare i capolavori di Egon Schiele e Jean-Michel Basquiat. In due mostre distinte, ma dal biglietto unico, il pubblico potrà fruire delle opere di questi artisti, che, seppur morti prematuramente all’età di 28 anni, ci hanno lasciato in eredità l’unicità della loro arte.

Su quattro piani e 2500 metri quadri si dirama la mostra su Basquiat, che riunisce 120 delle sue opere, dagli albori della sua carriera nel 1981, sino alla morte nel 1988. Sono presenti anche lavori inediti in Europa, come Obnoxius Liberals, In Italian, Riding with Death, nonché alcune opere frutto della collaborazione con Andy Warhol.

La mostra su Egon Schiele, nato nel 1890 a Vienna, comprende 110 dipinti. Sarà, dunque, possibile ammirare all’interno della FLV moltissime opere dell’uomo che fu in assoluto il primo esponente dell’espressionismo viennese, nonché pupillo di Gustav Klimt, a cui va il merito di aver iniziato l’artista ai lavori di Van Gogh, Munch e Toorop.

Chi sono Jean-Michel Basquiat e Egon Schiele

Basquiat nasce come writer di strada, i muri del Lower East Side di Manhattan erano la sua tela e, insieme a Keith Haring, riuscì a nobilitare l’arte del graffitismo in America, portandola allo stesso livello dei quadri dei grandi pittori.

Nei suoi primi lavori di strada si intravede una profonda consapevolezza della cultura moderna e l’impulso di comunicare su vasta scala il suo punto di vista come uno dei pochi artisti di colore. Negli anni successivi abbandona lo street writing e si dedica alla creazione di cartoline; per un gioco del destino, conoscerà Andy Warhol in un ristorante di SoHo, proprio cercando di vendergliene alcune.

Da qui inizia la sua ascesa nel mondo della pittura, entrando in contatto con i maestri dell’epoca, da Warhol a Keith Haring, che lo aiutano a farsi conoscere nel mondo dell’arte, credendo nelle sue potenzialità. Purtroppo, la vita e la prolifica attività artistica di Basquiat si interromperanno bruscamente a causa di un’overdose di eroina.

Basquiat Schiele Louis Vuitton

Andy Warhol e Basquiat – Photo Credit: volture.com

Una vita breve, ma tumultuosa, diede ad Egon Schiele l’ispirazione necessaria a realizzare quadri dall’erotismo malinconico. Infatti, nonostante la giovane età e complice il periodo storico in cui visse, il pittore austriaco si distinse subito per la capacità dei suoi lavori di trasmettere emozioni forti, permettendo al lato più fragile e tormentato dell’uomo di esprimersi.

Oltre all’espressività facciale, i soggetti rappresentanti da Schiele comunicano l’angoscia e la sofferenza attraverso i loro corpi, nudi e scarni, erotici e malinconici. Nei suoi quadri non ci sono filtri che mascherino l’animo umano, ma le immagini sono brutalmente oneste nella loro comunicatività.

Il pittore viennese non ebbe solo una vita tumultuosa, ma anche la morte non gli fu clemente: egli si spense tre giorni dopo la morte della moglie incinta, entrambi vittime della febbre spagnola che colpì milioni di persone durante la Prima Guerra Mondiale. Prima di morire, Schiele dipinse il quadro La famiglia, che vede lui, la moglie e il loro futuro figlio accovacciati insieme.

Basquiat e la moda

L’estetica di Basquiat ha contaminato spesso quella degli stilisti. L’anno scorso Yves Saint Laurent ha scelto un make-up di Urban Decay ispirato allo Studio 54, uno dei locali preferiti dagli artisti newyorkesi degli anni Settanta e Ottanta; il trucco rievocava i graffiti e le tinte accese della street art e il packaging raffigurava proprio i disegni di Basquiat.

Ma questa non è la prima volta che le sue opere vengono utilizzate per il beauty delle modelle: nel 2014 il fotografo Erwin Olaf realizzò per Vogue Netherlands un servizio di moda ispirato all’artista newyorkese, ricreando i suoi famosi scheletri sul volto delle modelle.

Anche lo street style e la logo-mania, trends rivisti nell’ultima Paris Fashion Week, si ispirano spesso al graffittismo, di cui Basquiat rappresenta uno dei principali modelli di riferimento.

Orari delle mostre:

Dalle 11:00 di mattina alle 23:00 di sera

Prezzo:

-Biglietto intero: €16.00
-Biglietto famiglia (due adulti più quattro bambini): €32.00
-Ridotto studenti: €10.00
-Ridotto artisti e ridotto under 18: €5.00

Ulteriori informazioni sul sito.