Giunto all’età di 83 anni, compiuti lo scorso 11 luglio, per Giorgio Armani è ormai arrivato il momento di pensare al futuro del suo Impero, costruito in 42 anni con tanta fatica e determinazione.

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Fonte: Il Sole 24 Ore

Il coraggio e la capacità di mettersi in gioco dello stilista di origini piacentine, l’hanno portato oggi ad essere uno dei couturier più acclamati e stimati nel panorama della moda, oltre che il 6° uomo più ricco al mondo secondo Forbes. A rispetto del duro lavoro svolto, prima di uscire di scena e ritirarsi in pensione, non poteva non assicurarsi un continuo certo e sicuro per la sua azienda.

“Avrei voluto avere dei figli”, ha dichiarato Armani in un’intervista. A quel punto la scelta del successore sarebbe stata più che ovvia, ma la mancanza di eredi legittimi ha fatto sì che lo stilista si ingegnasse diversamente per mantenere saldi i valori del brand anche quando non sarà più lui al timone.

Fonte: vogue.pt

Oltre le doti creative, Armani ha da sempre dimostrato uno spiccato spirito imprenditoriale. Così un anno fa, ha deciso di costituire la Fondazione Armani inserendo al suo fianco nel consiglio di amministrazione Pantaleo dell’Orco, manager dello stilista, ed il banker di Rothschild Irving Bellotti.

Sotto regole vincolanti e criteri ben precisi, fissati dallo stesso stilista, sarà proprio la Fondazione a gestire il cospicuo patrimonio dell’Impero Armani che ha quest’anno chiuso l’esercizio con un fatturato di 2,5 miliardi di euro. Con tale provvedimento Armani rifiuta, almeno nel breve periodo, l’ipotesi di cessione o di approdo in Borsa e si augura che gli anni di sacrifici e fatica spesi per il lavoro, continuino a dare quanto più possibile i loro frutti.

Se il futuro della maison resta incerto, al contrario l’indiscussa maestria e determinazione del suo fondatore resterà indelebile nei nostri cuori qualsiasi cosa accada quando non ci sarà più.