Il 10 agosto 2018, alle ore 18 italiane, è nato Queen, ultimo arrivato in casa Young Money: pesa diciannove tracce e somiglia  alla mamma Nicki Minaj che l’ha desiderato tanto. Ve ne avevamo già parlato qui ma, proprio in corso d’opera, la rapper trinidadiana naturalizzata statunitense ha più volte posticipato la data d’uscita del suo quarto lavoro in studio: originariamente annunciato per il 15 giugno durante la serata del Met Gala, il disco era stato poi previsto per il 17 agosto, fino ad accorciare i tempi di una settimana grazie anche ad un sondaggio su Twitter lanciato dalla stessa artista. Tra i motivi di questo ritardo sembra esserci la caccia a colpi di tweet che ha visto come preda Tracy Chapman, proprietaria di un sample contenuto nell’LP. Solo un problema: la Chapman non risulta iscritta al social network ed ecco che la mamma trepidante è ricorsa all’aiuto dei suoi fans.

Fin dai rumors che l’hanno preceduto, Queen è sempre apparso come una bomba sonora, una bellissima minaccia che avrebbe irresponsabilmente turbato le acque del mare musicale, e sì, la risposta viene a galla già dalla tracklist. La moquette di sorprendenti featuring si estende in lungo e largo, partendo dall’epica seconda traccia Majesty che vede partecipi Eminem – passato dall’Italia giusto un mese fa – e Timothy McKenzie aka Labrinth del trio LSD con Sia e Diplo, per poi muoversi verso la quarta posizione occupata da Rich Sex, collaborazione col suo mentore Lil Wayne; Ariana GrandeThe WeekndSwae Lee, FutureFoxy Brown arricchiscono il restante contenuto esplosivo, mentre tra i produttori risultano inclusi Murda Beatz, Metro Boomin, Zaytoven, Boi-1da e Mike WiLL Made-It.

Se l’essenza dell’album è – non a caso – degna di una regina, anche l’artwork dell’album è magistralmente studiato e ben riuscito: la fotografia in copertina realizzata dal gruppo Mert and Marcus è sublime, altisonante e senza tempo, capace di ricordare il calore e la sontuosità regale di All ‘N All degli Earth, Wind & Fire pubblicato nel 1977, così come la fisicità etera e quasi scultorea di una Grace Jones nella metà degli anni ’80.

Nicki Minaj’s Queen artwork. Credits to: Mert and Marcus

Partiamo proprio citando la hit del 1985 di Grace Jones Slave to the Rhythm, poiché se ne esce quasi schiavi del ritmo e del flow dopo la riproduzione dell’intero disco. È decisamente ben strutturato ed articolato, le danze sono aperte nella smoothest way da una traccia di quasi cinque minuti che prepara e scalda l’ascoltatore al seguito.

Il secondo pezzo, come avevamo accennato, è un diamante che brilla in tutto il suo splendore. Nicki, Timothy e Slim Shady si armonizzano perfettamente in uno dei pezzi destinati a sbarcare il lunario dei tormentoni e diventare un vero e proprio canone di Policleto per il rap attuale. La terza traccia è un emblema alla Dr. Jekyll and Mr. Hyde, munita di duplice personalità, particolare, in perfetta linea con il concept del disco, mentre l’altra pietra preziosa è Rich Sex, duetto old school con Lil Wayne, il cui beat ricorda piacevolmente l’evergreen di Jay-Z Hard Knock Life.

Segue poi una doppietta più commerciale in cui spicca Bed, la collaborazione con Ariana Grande uscita come secondo singolo il 14 giugno; il primo assaggio estratto da Queen era stato Chun-Li, connubio di dinamite e sensualità in grado di ammaliare chi l’ascolta proprio come la following track LLC. Degna di nota e colpevole di causare innamoramenti con pura nonchalance è la chiusura affidata ai pezzi Sir, Miami e Coco Chanel: qui si coglie la sua anima d’artista, è qui che pare spogliarsi di orpelli superflui, di eccentricità da magazine per mostrarsi in tutta la propria nuda e cruda bellezza, con uno statement naturale.

Qui, in fin dei conti, è solo Nicki. Ed è la stessa musica che, a quattro anni di distanza dall’uscita di The Pinkprint, ad incoronarla regina di una cultura controversa e messa in discussione. Queen nasce in concomitanza con l’annuncio del NICKIHNDRXX Tour, la serie di esibizioni insieme al rapper Future che avrà inizio il 21 settembre. A questo punto non c’è altro da dire, se non ammettere che Queen sia un bambino bellissimo.

 

Tracklist:

01. Ganja Burns 4:54
02. Majesty (feat. Eminem & Labrinth) 4:56
03. Barbie Dreams 4:40
04. Rich Sex (feat. Lil Wayne) 3:13
05. Hard White 3:14
06. Bed (feat. Ariana Grande) 3:10
07. Thought I Knew You (feat. The Weeknd) 3:18
08. Run & Hide 2:35
09. Chun Swae (feat. Swae Lee) 6:10
10. Chun-Li 3:12
11. LLC 3:42
12. Good Form 3:19
13. Nip Tuck 3:27
14. 2 Lit 2 Late Interlude 0:55
15. Come See About Me 4:06
16. Sir (feat. Future) 3:45
17. Miami 3:11
18. Coco Chanel (feat. Foxy Brown) 3:45
19. Inspirations Outro 0:58

 

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊/10

Brani consigliati: Majesty, Rich Sex, LLC, Sir