di Flaminia Zacchilli

 

Sospesa fra pop e hip hop, tra ambizioni artistiche e velleità commerciali, fluttua leggera Claudia Nahum, in arte Baby K. Per il suo terzo album Icona, la pupilla della Sony indossa capelli biondo platino e ombretto fucsia, e sfoggia una perfetta bolla di chewing gum in bocca. Un’immagine specularmente diversa da quella urban, acqua e sapone, dei due ablum precedenti Una Seria e Kiss Kiss Bang Bang; ma Icona si configura proprio così, come un percorso su un filo teso tra queste due anime della cantante, in cui Baby K si ferma proprio nel mezzo e guarda soddisfatta ora l’una ora l’altra con la consapevolezza di chi è riuscito a fare bene ciò che gli piace.

Fonte: soundsblog.it

Sembra un’altra epoca quando, nel 2013, la ragazza è approdata alla fama nazionale con l’aggressiva e cinica Killer. Icona è uscito a metà novembre, ma le sonorità e le tematiche hanno il sapore dell’estate, e questo va ben oltre il tormentone Da Zero A Cento. L’anima rap non è morta, impossibile supporre che sia così. Sono J-Ax e Gemitaiz gli ospiti più illustri dell’album, e quelli con cui la cantante sembra essere nonostante tutto più in sintonia. Ma i brani di Icona sono leggeri come piume, impostati su beat di ispirazione reggaeton e trap e con ritornelli che è assolutamente impossibile togliere dalla testa. Già dalla prima canzone, nonché title track, Baby K parte a mille e si presenta come una nuova icona a livello di Michael Jackson, Madonna o The Notorious B.I.G. Vanità senza dubbio esagerata, ma con un certo fascino se si considera che, effettivamente, lei stessa è diventata un’icona a tutti gli effetti.

Nessuna traccia di Icona dura più di quattro minuti, e scorrono tutte come acqua a ogni ascolto. Il tormentone Da Zero A Cento, sorprendentemente, riesce a reggere come si deve anche nei mesi invernali. Il beat elettronico di Certe Cose riesce a dare alla canzone un tono appiccicoso e memorabile, reminiscenze del grande elettropop degli ultimi anni 2000. A corredare il tutto è la voce della nostra cantante, che continua a non spiccare dal punto di vista dell’estensione; appare infatti metallica e contenuta, ma stranamente funzionante per un album del genere.

Fonte: radiobicocca.it

Baby K riesce a interpretare perfettamente due sentimenti: la disinvoltura spavalda da femcee senza peli sulla lingua e la spensieratezza festaiola, da “chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza”, che unisce a filo rosso la vecchia Roma-Bangkok e la nuova Da Zero A Cento. In Icona riesce a gestirle entrambe, sorreggendo come si deve ogni canzone – o meglio, ogni potenziale hit. Icona è semplice, terra-terra, essenziale nella sua orecchiabile modestia. Grande eccezione alla dicotomia rap graffiante-pop estivo è la chiosa dell’album Sogni d’Oro E Di Platino, un tentativo encomiabile e modesto di ballata introspettiva elettropop. La canzone è un chiaro esperimento per la cantante, che cade su due gambe senza troppo clamore. Bisogna tuttavia apprezzare la sottigliezza della metafora, che con l’immagine dell’oro e del platino riecheggia il successo ormai completo della rapper e pronostica nuove smash hits.

L’album è molto leggero, in certi punti troppo, dando spazio a momenti impacciati e una dose modica di filler. Come secondo singolo, Voglio Ballare Con Te si presenta come fin troppo simile alla precedente Da Zero A Cento, eccetto meno orecchiabile. Tra le frasi infelici, spicca “voli sul tappeto come Cinderella”, da Vibe: sappiamo tutti quanti che a volare sul tappeto era Jasmine, e per un album che si presenta come un fenomeno pop, errori del genere puzzano di ipocrisia. Ma il punto più basso dell’album è senza dubbio la penultima traccia Mi Faccio I Film, lenta e stagnante, e soffocata in un possente autotune che in altre tracce, come la precedente Dammi Un Buon Motivo, si era rivelata un’arma vincente per una canzone leggera, ma funzionale e coinvolgente.

Ma Icona funziona comunque senza troppi problemi. Una Baby K nuova, insolita, pop e fresca – e senza dubbio la benvenuta nel panorama del nostro pop. Ci ha fatto ballare tutta l’estate e probabilmente continuerà a farlo anche in inverno. Si può dire senza ombra di dubbio che i sogni d’oro e di platino di Baby K, nel 2018, sono complete realtà.