di Flaminia Zacchilli

 

Nel 2013, chiunque poteva avere una hit – letteralmente chiunque. Il boom dell’indie nel 2012, che aveva condotto alla fioritura artisti (ora scomparsi, ma all’epoca blasonati dalla critica) come fun. e Gotye, continuava a dare i suoi frutti nelle classifiche e nella cultura popolare. Il fascino dell’indie è senza tempo, ed è certo che non smetterà mai di offrire spazio a nuovi arrivati.

La scena indie non è fatta per avere hit a lungo termine, e i gruppi che vi riescono devono tenere stretta la notorietà che gliene viene. Così è stato per Nico & Vinz, per gli Of Monsters And Man, per gli Echosmith e per Vance Joy, e così è stato anche per gli Hooverphonic. Dopo che il successo di Anger Never Dies è scivolato via – successo tutto italiano, dato che la canzone non ha nemmeno sfiorato la classifica Billboard – la band belga ha continuato a sfornare musica a pieno regime. Con una carriera più che ventennale, e con una vocalist nuova di zecca, hanno rilasciato il loro decimo album Looking For Stars (Universal) senza aver perso un palmo del loro smalto.

Cover dell’album. Fonte: ibs.it

The Night Before, album contenente la hit solitaria Anger Never Dies, risale al 2011. Da allora, gli Hooverphonic hanno cambiato vocalist, e la nuova arrivata è la diciassettenne vincitrice di The Voice Belgium Luka Cruysberghs. Forse una scelta azzardata, soprattutto considerando la differenza d’età dei leader storici della band Alex Callier e Raymong Geerts, ma non per questo priva di risvolti interessanti. Facile è il paragone con i sunnominati Echosmith, la cui cantante Sydney Sierota aveva la stessa età al momento del successo solitario di Cool Kids. A differenza di quest’ultima, però, la tenerezza giovanile della cantante è sostenuta dalla maturità di fondo dei produttori, creando una combinazione bilanciata, ricca di fascino e grazia.

Le tracce sono introspettive, bizzarre, colme di immagini pittoresche, e la voce sottile e docile della cantante dona loro un tono innocente e simpatizzante. Non si può, tuttavia, non sentire a volte il bisogno di una voce più matura e completa, senz’altro più “di casa” in canzoni malinconiche come Horrible Person. Oltre, lo ammettiamo, a una certa nostalgia autoindulgente verso la cara vecchia Anger Never Dies.

Fonte: Rockol

Gli Hooverphonic sono un gruppo indie, certo, ma non pretenzioso. Eccetto la chiusura Long Time Gone, nessuna canzone supera i quattro minuti, e le immagini dei testi, per quanto possano essere decadenti, rimangono comprensibili e ben visibili. Il pinnacolo di qualità del disco è senza dubbio Concrete Skin, traccia lenta e atmosferica costruita su percussioni vibranti e bassi sontuosi. Il resto dell’album continua, secondo la tradizione, ad essere guidato dal pianoforte, circondato da una quantità variabile di produzione, cori ed effetti.

È verso la fine del disco, quando l’elettronica comincia a farla da padrone e si combina con la sottile voce di Cruysberghs, che appaiono le migliori canzoni. Ci vuole un po’ per arrivare a Sleepless, ma quando ci si riesce ne vale la pena, dato che l’elettronica in questa traccia regge il confronto con il meglio di Allie X. L’orgoglio nazionale del gruppo belga, stavolta, fa riferimento alla corrente artistica del Surrealismo, nata proprio nel loro paese. I testi in Looking For Stars tendono a restare sul vago, senza riferimenti personali e sociali, lasciando condurre la narrativa alle singole immagini e all’atmosfera sapientemente creata dai produttori. Il risultato, in breve, è delizioso.

Non troverete un’altro successo da classifica in Looking For Stars. Nemmeno la brevità delle tracce basta ad assicurare a Callier e Geerts questo successo. Quello che troverete nell’album, ed è molto, sarà il perfetto equilibrio di atmosfera, sperimentazione e indulgenza pop, nelle mani di produttori capaci e disposti a correre rischi. Persino la voce infantile della cantante, dopo avervi fatto l’abitudine, complimenta il tutto.

Chi ha memorie liete di Anger Never Dies sarà senz’altro soddisfatto di averlo provato e ne trarrà almeno qualche bell’esperienza. Nonostante alcuni momenti lenti, Looking For Stars è un ascolto piacevole, completo, atmosferico. Senza alcun dubbio in alto nella scala della musica europea del momento.

 

Voto: 🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊🌊.5/10

Tracce preferite: Concrete Skin, On And On, Sleepless.