Come si fa a non voler bene a Cecco e Cipo? Il duo originario di Vinci più genuino che c’è in circolazione è tornato sulle scene dopo un anno di pausa da interviste e concerti. Per una band iperattiva come la loro sarà stato difficile tenersi lontano dal palco e dal pubblico, che è praticamente caduto dalla sedia all’annuncio dell’uscita del singolo Tutto il bello che c’è.

Sono furbi, come li ha definiti Mika a X Factor 8, sono molto più di due macchiette? Avrebbero pure potuto tentare comode scorciatoie e comparsate televisive, anziché proseguire per la propria strada? Per togliervi ogni dubbio – se ancora ne avete qualcuno – li abbiamo intervistati.

Un anno di pausa dalle scene: troppo poco, troppo tanto, il giusto? Com’è stata la strada che vi ha portato fino a Tutto il bello che c’è?

Il giusto, il tempo di fermarsi, guardarsi attorno e fare un album. Era troppo tempo che non ci fermavamo, ne avevamo il bisogno, e adesso eccoci qua! Pronti. È stato un percorso meraviglioso, pieno di emozioni, pieno di gente, pieno di musica, e non possiamo chiedere di meglio. Avevamo la necessità di fare un disco diverso, e lo abbiamo fatto. Speriamo che i fan apprezzino.

Parliamo proprio del vostro ultimo singolo, che è uscito il 19 ottobre ma che non sembra poi così autunnale: il videoclip è ambientato in uno stabilimento balneare, citate Ibiza, e poi il tema stesso è un carpe diem amoroso un po’ smorzato dalla leggerezza dell’atmosfera che si percepisce in tutta la canzone. Tutto voluto e calcolato? Quanti layers ci sono?

Ahahah, in realtà abbiamo fatto tutto quello che ci è venuto alla prima e basta. Siamo molto istintivi. È vero citiamo Ibiza, il video è al mare, ma non ci siamo posti il problema, semplicemente ci piaceva ambientare la storia lì. D’altronde la gente sa di doversi aspettare qualcosa fuori dagli schemi da noi, quindi perché no?

Con il Vaccaboia Tour avete contato più di cento date in un anno, che è qualcosa di pazzesco, perché oggi gli artisti puntano sul live più che altro perché devono, perché purtroppo è la principale fonte di introiti. Mentre voi invece sembrate quei cantastorie che giravano di corte in corte perché era scontato lo facessero, non contemplavano altri modi di vivere. Un commento su YouTube sotto l’esibizione di Vacca Boia a X Factor 8 mi ha colpito molto e ve lo riporto: “[Hanno] la capacità di raccontare una storia dall’inizio alla fine, sono i nuovi menestrelli”. Che ne pensate?

Sulla capacità di raccontare qualcosa dall’inizio alla fine ci fa molto piacere, vuol dire che comunque ci trovano un senso in quello che facciamo, cosa che a volte non troviamo nemmeno noi, mentre a volte semplicemente non viene capito. Siamo semplicemente dei cantautori, e amiamo il live, infatti non vediamo l’ora di ripartire. Siamo stati tanto tempo fermi, abbiamo molta fame di palco e di gente: ci manca molto, ma ormai manca poco. Per il resto, non saprei bene cosa dirti, ci siamo sempre guardati poco intorno, o meglio, abbiamo sempre guardato poco cosa facessero gli altri, abbiamo sempre cercato di essere noi stessi, che poi è quello che conta, è quello che arriva davvero, è quello che se piace dura di più negli anni.

È vero che avete studiato teatro? Da Roba da Maiali, o anche da prima, fino ad adesso ci sono stati degli aspetti della vostra personalità che avete limato per dare il meglio di voi sul palco?

Sì, abbiamo studiato teatro con Franco Di Corcia, uno dei nostri primi fan. È stata un’esperienza magnifica, che ci ha migliorato non di poco il modo di stare su un palco. Fare teatro è meraviglioso, lo consigliamo a tutti, fa bene all’anima. Per quanto riguarda la personalità, come la vedete fuori dal palco, ahimé, è anche sopra, che non so se sia un bene o un male, non riusciamo a fingere e non amiamo i copioni (anche se abbiamo fatto teatro), amiamo improvvisare.

State seguendo X Factor 12? Voi che siete più saggi e lucidi di noi, sapete spiegarci perché chi vince X Factor non vince veramente X Factor?

Ma perché la musica non deve vincere, deve solo arrivare in qualche modo. XFactor è una bella vetrina, rischiosa, ma può funzionare, su di noi ha funzionato, ma non ci sentiamo mai in grado di consigliarlo ad altri, perché è sempre un mistero. Il trucco è entrare, andare lì, presentarsi per quello che si è, non per quello che si vuol far credere di essere (ché la gente non è stupida e se ne accorge se fingi, a lungo andare), prenderti tutto quello che ti arriva dalla gente e partire in tour. Un po’ come abbiamo fatto noi. Se fate cosi, è figo, molto divertente. E no, non stiamo seguendo XFactor 12, per il semplice motivo che la sera usciamo, guardiamo poca TV.

Qual è “tutto il bello che c’è” per voi? Qualche consiglio per poterlo notare in questi tempi di perenne indignazione?

Tutto quello che ti piace, ma che a volte dai per scontato. Spesso sta proprio nelle piccole cose, non ci fai nemmeno caso, e invece dovresti farci più caso. Se ti piace qualcosa, tienitela stretta.

Le date del tour per ora sono queste: 17/11 Strike Up di Tolentino, 21/11 Spazio Musica di Pavia, 22/12 Capanno 17 di Prato. Per non perdervi nessun aggiornamento seguite Cecco e Cipo sul loro sito ufficiale, su Facebook, YouTube e Instagram.