Nemmeno è finita – astronomicamente parlando – l’estate più cacofonica di sempre, che quel piacione sforna-tormentoni di Tommaso Paradiso si è rimesso in moto con i suoi Thegiornalisti, pubblicando il nuovo singolo New York, pronto per quest’autunno caldo (come ogni autunno italiano che si rispetti).

Dopo la marcetta in salsa eighties che ha assillato ogni innocente radioascoltatore su strade ed autostrade o negli stabilimenti balneari (per dirla come loro), anche questo nuovo brano è pieno di riferimenti alla stagione che si appresta a colonizzare: un caso? Probabilmente , perché “le foglie di quest’autunno” che volano fino a Saturno sembrano proprio andare a braccetto con l’estate che scalda la birra, la “festa del santo patrono” e tutte quelle altre immagini al limite del buffo delle quali Felicità Puttana era infarcita. Il terreno per l’uscita del loro quinto disco, Love (che ha una copertina da far impallidire ogni grafico), è spianato insomma già da molto: palazzetti esauriti, date raddoppiate o addirittura triplicate. La consacrazione della band come una delle più importanti nel panorama musicale italiano è, ormai, un fatto.

La copertina del nuovo disco dei Thegiornalisti, LOEV. Scusate: LOVE.

Missione compiuta, perché in fondo l’ambizione di Paradiso e compagni è stata quella fin dagli esordi: essere apertamente pop. E l’impresa è sembrata quasi scontata, anche se i loro esordi all’interno del panorama indipendente hanno confuso le carte in tavola per una fetta di pubblico alla quale bastava l’etichetta di ItPop per saltare sul loro carro, senza troppi se o ma; ma, appunto, complice il favore radiofonico accordato alla nuova scena cantautoriale italiana, i Thegiornalisti (e soprattutto il loro frontman) hanno ben presto conquistato la nazione tutta, costringendo a rovinosi dietro front quei fan della prima ora che aborrono per partito preso la fama, lo show business e quant’altro. Eppure, proprio come capitava ad un politico non più molto in voga, nessuno dichiara troppo apertamente di ascoltarli. Fatto sta che i Thegiornalisti continuano a collezionare milioni di views su YouTube, like su Instagram e via dicendo. E qui il discorso acquista un nuovo livello di analisi.

Da sempre un artista è pop a 360° gradi, ma come si declina quest’aspetto nell’era dell’immediato, del tempo reale e dei social network? Quello di Instagram è un orizzonte che va tenuto in considerazione per indagare la costruzione di un immaginario e come questo influenzi chi lo osserva, quanto contribuisca a rafforzare un successo (ne parliamo, in parte, qui). E in questo hanno un valore aggiunto anche nella promozione dei loro dischi, sicuramente, personaggi come Tommaso Paradiso: le story e i post del cantante di Roma nord lo dipingono come un bravo ragazzo(ne), che vuol bene a tutti, che non ha paura di mostrarsi sensibile, amante delle cose semplici.

Ecco, le cose semplici sono il cardine di tutto: questa beatificazione dell’autentico, del quotidiano, è in fondo la stessa che si ritrova nelle canzoni dei Thegiornalisti, piene zeppe di amori solitari urlati alla luna mentre si sta in casa, sul balcone, o sul letto. Certo, è un’autenticità a volte drogata da una leggera dose di ostentazione (qui quando scarichi le buste della spesa dal tuo SUV, con annesso tag all’azienda), ma il concetto non perde la propria intensità.

View this post on Instagram

Intimità, cose semplici, volersi bene.

A post shared by Tommaso Paradiso (@tommasoparadiso) on

Sarà questo uno dei segreti del successo? Forse, magari, chissà. Non è facile analizzare un artista che è sulla cresta dell’onda del successo: i numeri parlano chiaro, si dirà. Eppure, a ben guardare, nell’immaginario tracciato da testi, musica e fotografie della band romana si scorge di riflesso un pubblico che come sempre cerca le rassicurazioni di canzoni che siano declinabili sulla propria vita; una prossimità incredibile alla vita altrui che permette a queste canzoni di acquistare più valore, come fossero “a portata di mano” di chi le ascolta non solo immaginandole, ma quasi testimoniandole.

Avvicinandoci ancora di più a delle vite che sarebbe bellissimo avere, mescolandole tra i post e le story di amici qualunque nel nostro feed di Instagram, i social network ci danno l’impressione ancora più tangibile di essere allo stesso livello dei famosi: in questi anni nei quali c’è chi del “semplice” mostrarsi sta facendo un lavoro, anche la musica si abbevera in parte alla medesima fonte, ma avrà (oppure no) sempre un’anima che è impossibile rendere sintetica: sta a noi riconoscerla nelle cose che ascoltiamo.