Non basta essere certificati singolo d’oro dalla FIMI, quando ad essere decisiva nella diretta è la scelta di un pubblico che, a detta dei fedelissimi del Chiaro di Luna (questa la traduzione di Måneskin), non ha cuore né competenze per giudicare, non si interessa veramente alla musica che conta, che serve all’Italia, un pubblico che non compra. In altre parole il provinciale popolino italiano. Ma cos’è che vende? Ecco i principali risultati del web all’indomani della finale di X Factor 11: la rete avrebbe dovuto essere intasata da forconi immaginari per la disfatta di questi giovanissimi, carismatici, talentuosi, nuovi Guns’n’Roses, trasgressivi, divertenti e irriverenti (sic, sic, sic, sic, sic, sic e sic), e invece…

DAMIANO NUDO NEL VIDEO DI CHOSEN

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L’indolenza dei redattori nell’inserire correttamente la legatura soprascritta alla lettera danese (å) si riflette sul piano contenutistico in un superficiale rilevamento della pruriginosità che da sempre aleggia attorno a certi fenomeni del rock, che si indirizzano a un pubblico che non ha chissà quali pretese nei confronti della musica, se non quella di accendere i propri bollenti spiriti. Il sesso vende, sia nel caso di Lorenzo Licitra, bellezza educata da principe Disney ma alquanto scialbo e pericolosamente destinato a dei timidi successi, sia nel caso dei Måneskin, checché ne dicano i loro fan, che ingrossano sempre di più le file dei nuovi critici della musica italiana di cui sentivamo proprio il bisogno.

Nella prima puntata della seconda stagione di Mad Men, i creativi della Sterling Cooper devono trovare uno slogan accattivante per una compagnia aerea. La giovane copywriter Peggy Olson (Elisabeth Moss) vuole puntare tutto sull’avvenenza delle hostess per solleticare la fantasia dell’uomo d’affari a cui si indirizza la campagna pubblicitaria. “Il sesso vende”, sostiene. Di parere opposto il suo capo, Don Draper (Jon Hamm), che le ricorda: “Tu sei il prodotto. Tu percepisci qualcosa. Questo è ciò che vende. Non loro. Non il sesso“. Don Draper, per la prima volta, sbaglia. O almeno la sua saggezza non è applicabile alla Terra dei Cachi.

Arrivare secondi a X Factor è la cosa migliore che potesse capitare a dei ragazzi come i Måneskin, in un paese che si ciba di livore e che punta sempre al dito alla mancanza di questo e alla mancanza di quello, senza fare mai un sano esame di coscienza. Non a caso, a raccogliere 8600 like è un commento del genere: “Damiano è una forza della natura come in Italia non si vedeva da una vita (o forse non si era mai visto). Un gruppo troppo avanti per i canoni del pubblico italiano”. Altro ingrediente decisivo è quindi l’incapacità a sottostare alla Legge del Padre, a rielaborare il passato in maniera ragionata, sia da parte di questi quattro ragazzi, sia da parte del pubblico che li adora – ora, sempre che il mese prossimo non trovino qualcun’altro a torso nudo su cui sbavare. In un’intervista per Il Messaggero rilasciata poco prima della finale, Damiano risponde in questo modo alla domanda “Usciti da qui, primo posto dove vorreste andare?”:

«A scuola. A pavoneggiarmi davanti a tutti i professori che dicevano che nella vita non avrei fatto nulla»

Il sacerdote presente nel video che ha sconvolto milioni di visualizzatori, invece, “rappresenta il vecchiume della musica italiana – dal rap all’indie – di oggi che copia il passato, non inventa e non sperimenta”, mentre i loro idoli sono i Rolling Stones, David Bowie, Rihanna, Lady Gaga, Madonna. Definiscono così il loro look: “ricercato, colorato, alternativo e dalla forte ispirazione indie“.

T-shirt dei Rolling Stones, mezze nudità, incapacità ad articolare una frase di senso compiuto in inglese, inglese reso ancor più incomprensibile da un timbro vocalico à la bambina dell’esorcista: avanguardia pura, niente di già visto, nemmeno durante le assemblee d’istituto del quarto superiore. Se vi basta questo, oltre alla retorica degli eterni secondi martiri della musica, oltre all’arroganza confusa come segno di personalità forte, allora alziamo le mani. Significa che abbiamo molto da imparare dagli umori della fetta intelligente dell’ultra-nazione italiana. Fateci un piacere, però: non cambiate idea ogni due secondi, altrimenti non riusciamo a starvi dietro, né noi né i poveri Måneskin, che solo col tempo avranno la possibilità di rassicurarci che loro sono veramente qualcosa di nuovo.