Recita così un adagio twitteriano che meriterebbe maggiore diffusione: “Non sprecare il tuo tempo con gente che pensa di essere troppo intelligente per ascoltare musica pop“.

A Siena si riconosce il valore della musica pop e il suo cruciale impatto nella società: un impatto totale, che non riguarda solamente il ristretto immaginario di alcune fasce generazionali o sociali, che in genere reputiamo culturalmente inferiori. Con la mostra Musica per gli occhi: interferenze tra video arte, musica pop, videoclip la direzione del museo di Santa Maria della Scala vuole ricordarci come la musica pop possa influenzare e mettere in comunicazione i più grandi artisti del nostro tempo. Come? Attraverso la videoarte.

Il frutto dell’amore fra cinema e musica è rappresentato dai videoclip musicali. Dal 1981, anno di nascita di questo nuovo mezzo di promozione musicale, vari artisti si sono messi in discussione, cimentandosi alla regia, e allo stesso tempo i video musicali hanno offerto importanti spunti di riflessione ai videoartisti. Per questo motivo la mostra è imperdibile, poiché ci dimostra come le opere d’arte non siano sono quelle appese nei musei (che spesso chiuse nei musei ci rimangono), a vantaggio (e uso) esclusivo dei nostri occhi e della nostra fame di senso estetico.

Così il curatore della mostra Luca Quattrocchi:

L’esposizione parte da un’analisi approfondita della pop music e di come essa ci circonda con  il suo immaginario visivo, suadente e penetrante, e di come essa interviene nella vita quotidiana contribuendo a definire e modificare relazioni sociali, tendenze estetiche, gusti collettivi.

Anche uno strumento di marketing e di promozione dell’immagine di un cantante può e deve essere considerato opera d’arte. Non a caso, l’allestimento della mostra esalta le installazioni video proprio come se fossero dei quadri imponenti, quelli che ammiriamo sospirando – o fotografando e prontamente postando su Instagram.

Fonte: Ansa

Sicuramente il merito di questa rivoluzione artistica è da attribuire a MTV: tra poco più di una settimana si svolgeranno i Video Music Awards, a riconferma dell’azione ancora imperante di questa Settima Arte in miniatura. Di nuovo Quattrocchi, nel catalogo della mostra, ricorda come il sociologo Todd Gitlin sostenesse il ruolo guida di MTV nell’accelerare “il processo attraverso il quale le persone sono più portate a pensare secondo immagini che secondo logica”.

Che ci sia questo processo alla base del successo di Instagram e TikTok, dove siamo tutti dei registi in erba? Il direttore del museo, Daniele Pitteri, sostiene l’attualità dell’analisi proposta dall’esposizione:

Il XX secolo e questo scorcio di XXI secolo sono stati l’epoca in cui la dimensione visiva e quella uditiva si sono progressivamente cercate, avvicinate e poi definitivamente fuse. […] La nuova musica, quella che milioni di giovani in tutto il mondo amano non è fatta solo di note. È fatta anche di simboli e di musicisti/star che usano il proprio corpo come elemento di comunicazione e di relazione con il pubblico. Una musica fatta non solo per essere ascoltata, ma anche per essere vista.

Fonte: Ansa

Il percorso della mostra è diviso in tre parti. La prima sezione è dedicata alla videoarte, con l’investitura della musica pop a garante del dialogo sulla contemporaneità. Ben quindici i videoartisti di fama mondiale accolti in questa sezione, tra cui Francesco VezzoliPipilotti RistMartin CreedAES,  Robert Boyd Jesper Just.

Nella seconda sezione sono presentati invece i videoclip musicali che portano la firma di famosi registi cinematografici. Quattordici i “mostri sacri del cinema mondiale”, tra i quali Michelangelo AntonioniDavid LynchRoman Polanski, Wim Wenders, Luc Besson Derek Jarman (l’immagine in evidenza è un fotogramma del video di The Queen Is Dead).

Infine la terza sezione accoglie quattordici videoclip realizzati da altri artisti contemporanei, sovvertitori di canoni che non potevano non sperimentare questo mezzo espressivo: sono presenti le opere di Damien HirstVanessa BeecroftKeith HaringAndres Serrano, Banksy e Andy Warhol.

 

Informazioni generali

Dove: Santa Maria della Scala, Siena

Quando: dal 10 agosto al 4 novembre; lunedì/martedì/mercoledì/venerdì/sabato/domenica: 10-19, giovedì: 10-22

How much: biglietto intero € 9, ridotto € 7, famiglia € 20, gruppi € 5. Gratuito per bambini fino a 11 anni, residenti nel Comune di Siena, scuole pubbliche ed universitarie senesi, docenti accompagnatori, accompagnatori gruppi (1 ogni 10 persone), portatori di handicap e accompagnatore, giornalisti

Per informazioni aggiuntive visitate il sito ufficiale di Santa Maria della Scala, oppure telefonate al numero 0577286300 o scrivete all’indirizzo infoscala@comune.siena.it