Così recita Il Ballo di San Vito, celebre canzone di Vinicio Capossela.

Oggi proviamo a tentarvi e sedurvi con un piacevolissimo peccato di gola musicale. Vorreste andare in vacanza ma ancora non avete preso alcun biglietto? Vi affascina l’idea di conoscere il sud, ricco di usanze e di antiche e bellissime storie? Nel caso in cui l’acqua cristallina, le spiagge dorate, la scogliera imponente, il cibo formidabile, l’ottimo vino e la spumeggiante affabilità della gente del posto non siano motivi sufficienti da spingervi a visitare il Salento, ve ne diamo uno in più.

Lo stesso Poeta citato all’inizio venne travolto nel 2008 e come biasimarlo da un irrefrenabile vortice di emozioni e sensazioni. Di cosa stiamo parlando? Ovviamente della Notte della Tarantauno dei più importanti ed energici festival musicali del mondo.

La manifestazione ha origine nel lontano 1998 e continua ad essere viva e rampante di edizione ed edizione. È articolato in diverse fasi, comprendenti un itinerario a tappe in diverse città salentine, più il famoso concertone finale, che si terrà a Melpignano il 26 Agosto di questo mese. Partirà da Corigliano d’Otranto (6 agosto) per poi passare in successione da Nardò (7), Torre San Giovanni (8), Cursi (9), Acaja (10), Calimera (11), Zollino (12), Alessano (13), Lecce (14), Torrepaduli (15), Galatina (16), Carpignano Salentino (17), Sogliano Cavour (18), Soleto (19), Martignano (20), Castrignano de’ Greci (21), Cutrofiano (22), Sternatia (23) e Martano (24).

Ci eravamo lasciati con la sapiente direzione artistica di Carmen Consoli; l’onore – ma forse anche l’onere – di ricoprire il ruolo di Maestro Concertatore quest’anno è stato affidato a Raphael Gualazzi, artista poliedrico nonché cantautore e compositore jazz. La bellezza e l’eclettismo della Notte della Taranta risiede proprio nell’andare a prendere il buono da tutte le cose, coniugandolo in un principio di armonia e patrimonio culturale: gli ospiti sono ancora da scoprire, quindi perché non farci un salto per rimanere sorpresi?

PS: Se pensate che si tratti di un evento di nicchia, vi basterà sapere che nei vari anni si è potuta vantare la presenza di personalità quali Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Sud Sound System, Franco Battiato e Après la Classe, giusto per citarne alcuni.

PPS: Vi starete chiedendo: perché intitolare un festival alla taranta?”. Ve lo spieghiamo subito. Con il termine tarantismo si suole identificare un fenomeno verificatosi in Salento a cavallo tra la fine degli anni ’50 ed i primi del ’60. I tarantati erano coloro che manifestavano le conseguenze del morso della ragno, altamente velenoso; in realtà si tratta di una questione ben più psicologica e radicata. Fu l’antropologo Ernesto De Martino a compiere studi a riguardo, constatando che i gesti e le movenze febbrili, simili ad un ballo, non erano altro che una reazione di nevrosi al sentimento di dolore, abbandono ed arretratezza che colpiva la popolazione dell’epoca. Ad esserne maggiormente afflitte erano le donne e fiumane di gente che giungevano in pellegrinaggio a Galatina in occasione della festa dei SS. Pietro e Paolo (29 giugno); in questa occasione i “malati” facevano visita alla cappella di San Paolo, sia per ringraziare il Santo della guarigione ottenuta durante la cura domiciliare che per confermarla o per implorarla.

Il ritmo frenetico dei tamburelli accompagnava canti di lamento e danze scattanti ed ipnotiche. Insomma, anche a quei tempi la musica era terapia salvifica per l’anima ed il corpo. La storia, da allora, non sembra essere cambiata.

Per seguire le news del festival ed avere maggiori info su come raggiungere i luoghi coinvolti, visitate il sito ufficiale: http://www.lanottedellataranta.it/