I grandi si rispettano, i piccoli si divertono“: questo è lo slogan del festival siciliano ormai diventato di culto in Italia e, forse anche di più, in Europa, capace come pochi altri di coniugare spettacoli esclusivi ad un’atmosfera raccolta e quasi intima.

Siamo abituati a rapportare la sostanza di un’entità alla sua dimensione: un libro di settecento pagine, un film di cinque ore, un piatto da trecento grammi di pasta. Eppure non sempre la corposità dipende dalla grandezza del proprio contenitore: ci sono opere che hanno molto da dire in poche pagine, o pochissime scene possono racchiudere un’infinità di suggestioni.

Così per esempio in Sicilia, in un paesino tra le montagne del parco delle Madonie, qualcuno si è inventato un festival musicale mignon nelle dimensioni ma grande nei contenuti e nelle proposte. Ypsigrock Festival è nato ormai 22 anni fa con un azzardo di alcuni giovani di Castelbuono, che volevano portare a suonare nella piazza del loro paese le band che più amavano. Nel giro di qualche anno, combattendo contro un contesto ristretto e avverso in ogni senso possibile, il sogno è cresciuto e si è formato diventando una realtà internazionale, rimanendo tuttavia ancorato eroicamente – e inevitabilmente – al proprio piccolo, piccolissimo spazio (se lo si rapporta alla scala di grandezze cui siamo abituati pensando ad un evento del genere).

Negli anni ha saputo trasformarsi, occupando fisicamente nuovi spazi: da qualche anno, infatti, due nuovi palchi e altri eventi sono sparsi per il centro storico; il tutto senza bulimie o ingordigie dettate dalla voglia di dimostrarsi grandi, anzi: come uno chef capace ha selezionato attentamente la composizione e il modo di “mostrarsi” e proporre le proprie scelte artistiche al pubblico, che inonda il piccolo paesino e si confonde con gli abitanti di ogni età.

In attesa del nostro report dal festival, vi proponiamo una panoramica degli artisti che prenderanno parte alla tre giorni (e mezzo) castelbuonese.

Il nome di punta è sicuramente quello dei Jesus and Mary Chain. Le atmosfere dream pop e post punk della band inglese si ritaglieranno uno spazio da protagoniste sul palco principale dell’Ypsigrock, sovrastato dall’imponente castello dei Ventimiglia. Stessa location per AURORA, enfant prodige norvegese che, in poco tempo, ha conquistato grande favore di critica e pubblico col suo fare un po’ strambo ed un’aria da sognatrice, ricalcando le strade di Björk ed altre artiste nord-europee… Chissà se rimarrà affascinata come molti altri artisti prima di lei dall’atmosfera del festival.

Tra gli artisti più interessanti ci saranno anche i The Horrors, i quali hanno saputo reinventare un filone punk e garage,  e i Radio Dept. tra i più raffinati interpreti di un dream pop particolarmente intimo e sentimentale.

La cornice del chiostro della chiesa di San Francesco accoglierà in una commistione, che sarà interessante testimoniare, Seun Kuti e gli Egypt 80 nella serata di domenica; mentre si esibiranno qui il venerdì Random Recipe Girls Names; sabato sarà la volta di Her Skin Ama Lou, altri nomi che sapranno riempire a loro volta di fascino un palco davvero particolare.

Infine tra gli altri artisti in cartellone segnaliamo la presenza di Gaika, che rimpiazzerà a causa di un imprevisto dell’ultimo secondo la londinese Kelly Lee Owens… e siamo sicuri che non la farà rimpiangere! Il suo concerto si terrà nella più giovane delle locations ypsine: quella del centro sud, una chiesa che ospiterà grande parte degli spettacoli.

Nell’attesa del nostro report, vi teniamo impegnati con una playlist del festival per provare ad immergervi nelle atmosfere rilassate e uniche di Ypsigrock: con l’auspicio che, magari l’anno prossimo, pensiate di farci un salto anche voi.