Janelle Monae, Pynk

Il 10 aprile Janelle Monae ha rilasciato il video di Pynk, terzo singolo estratto dal nuovo album Dirty Computer, in uscita il prossimo 27 aprile per la Bad Boy Records, la Wondaland (più che un’etichetta, è un movimento fondato dalla Monae) e per la Atlantic Records. Fotogrammi dei pantaloni a forma di vagina indossati dalle protagoniste del videoclip sono rimbalzati in ogni antro del web, assieme a titoloni come “Pussy power” o “Pussy empowerment” o “Hell, Yes, Janelle Monáe Is Pro-Pubic Hair”. Il brano vanta il featuring di un’altra esponente queer, la canadese Grimes, il che potrebbe spingere ulteriormente il marketing angry feminist-oriented sia per Pynk sia per lo stesso Dirty Computer, album che sembra avere come tema portante la ribellione sessuale contro gli schemi precostituiti della società odierna. Ricordiamo che Janelle ha recitato un ruolo molto importante in Moonlight, vestendo le parti della madre che il giovane protagonista omosessuale non aveva mai avuto. Il testo di Pynk, però, dice tutt’altro e non punta a essere divisivo, come potrebbero suggerire i versi ‘Cause boy it’s cool if you got blue / We got the pink (le vagina-dotate sono migliori degli Altri, il cui colore rappresentativo è il blu): al di là di tutti gli stereotipi, rosa è il colore che tutti abbiamo nelle parti interne del nostro corpo, tutti, uomini e donne, come recita il verso d’apertura Pink like the inside of your, baby. E, sembra una banalità dirlo, ma dalla sacra vagina vengono al mondo non solo le sacre donne, ma anche gli uomini.

 

Florence and the Machine, Sky Full Of Song

Gloria in excelsis Deo. Florence Welch è tornata, ma è tornata veramente come una volta, quando non si adagiava sulle formule vincenti che le avevano aperto le porte di un indistinto successo commerciale. Giovedì, a tre anni dallo scialbissimo ma fortunato How Big, How Blue, How Beautiful, la tormentata fatina londinese ci ha sorpreso con un brano a cappella, scevro da qualsiasi sovrastruttura e cliché: minimale ma pieno e appassionato, crepuscolare al punto giusto, proprio come la Florence nei suoi pezzi migliori. Proprio quando canta, Florence sente tutto ciò:

C’è questa sensazione di essere spaccata, aperta in due, di essere scagliata senza fine fuori e dentro, e di volere qualcuno che ti tenga ferma, che ti riporti indietro a te stessa. È una sensazione incredibile, celestiale, ma in un certo senso anche una sensazione di solitudine.

Il brano sarà disponibile in un’edizione speciale per il Record Store Day del 21 aprile, insieme alla registrazione di New York poem (for Polly), tratta da Useless Magic, una raccolta di testi, artwork e poesie che compongono il corpo del primo libro di Florence, la cui pubblicazione è prevista per luglio.

 

Nicki Minaj, Barbie Tingz e Chun-Li

Doppietta per la rapper in Fendi. Che fosse brillante non doveva certo farcelo notare Jack White, anche se apprezziamo che finalmente Nicki stia ricevendo il credito e l’attenzione che merita, e non solo per questioni di gossip (anche se la vita personale è il motore creativo in un album, com’è giusto che sia). Ai microfoni di Zane Lowe ha dichiarato che i due singoli appartengono al suo venturo album, il migliore che abbia mai registrato. Purtroppo non si sa ancora la sua data di uscita.

 

Elisa, We Will Be Strangers

Nell’enciclopedia di Know Your Meme alla voce How Do You Do, Fellow Kids?, meme che riprende una celebre battuta di Steve Buscemi in un episodio della serie 30 Rock, si legge: “si tratta di un’immagine comunemente usata per rispondere ad utenti che si atteggiano come parte di una comunità di cui non sono chiaramente familiari”.

Steve Buscemi non avrebbe mai potuto assomigliare di più alla Elisa Toffoli di We Will Be Strangers. Andava benissimo l’esperimento anni ’80 di Da sola / In the night, visto che ormai tutti possono sporcarsi con tutto, buttando lì la scusa del “fare le cose ironicamente”. Il pezzo poi si cantava piacevolmente di cuore, quando si beccava in radio. In questo Elisa ha sbagliato con la sua svolta elettroqualcosa: i pezzi che vanno forte in radio li puoi fare solo se collabori con quei minus habentes che però ci sanno fare, non se li presenti a Londra per sentirti meno provinciale e per cancellare la macchia di Amici, se scegli come artwork del singolo una copertina che avrebbe scelto una cover band di diciottenni alle periferie della cultura che hanno appena scoperto i Daft Punk (ma che suonano come i peggiori Duran Duran) e che stanno in fissa con la sigla di Stranger Things. È tutto sbagliato, tutto tutto tutto.

 

Album della settimana: Tinashe, Joyride

Notizia della settimana: la svolta latino-americana de Il Volo, che ci sembra la rivincita più adeguata per la cancellazione del video di Despacito da YouTube.

Polemica della settimana: Giù le mani dal diritto di autore è una battaglia lanciata contro Sky dalla SIAE (ahahah) e dagli artisti protetti da questa società, poiché l’emittente televisiva deve ripagarli dell’utilizzo di alcuni brani in trasmissioni come X Factor. Ovviamente è nato anche un hashtag per questa lotta.

In chiusura, la copertina dell’ultimo numero del New Yorker del disegnatore londinese Tom Gauld. NB: è la prima copertina a tema musicale del settimanale. Qui la storia del suo concepimento.