Ci ha convinti con le nove tracce di Fuori Dalla Tana, full-length d’esordio promosso da Vinile Produzioni Musicali, dolce ed amaro al tempo stesso, che accarezza, spiazza l’ascoltatore regalandogli una piacevole nostalgia. Ci ha incantato con Bene così, pezzo morbido ma dalla chiusura di fiele, delicatissima arma a doppio taglio dal sapore radioheadiano, con note fruttate che vanno da Paranoid Android a Present Tense.

Stiamo parlando di Volpe, presente tra i protagonisti della seconda edizione del #POPUPNEXT. Alter ego di Nicola Gaddi, il cantautore toscano classe ’92 è rimasto talmente affascinato dalle sonorità e dai mondi elettronici da decidere di mescolare le proprie idee acustiche con quelle del chitarrista e tastierista Lorenzo Bertoni e del Producer Valentino Monti. Il risultato è un mix bilanciato di freschezza e sentimenti rétro mai banali.

Volpe è un nome singolare per un progetto artistico: come mai hai scelto proprio questo?

Credo che sia stato lui a scegliermi. Circa 20 anni fa, interpretai la Volpe nello spettacolo Pinocchio e fu mia madre a imbastire il costume di scena, con una pesante coda ed un cappello cloche con due bellissime orecchie arancioni. Quel cappello, per anni dimenticato in un cassetto e tornato fuori solamente per un trasloco, mi ha ricordato la semplicità e la leggerezza di quel bambino che cantava Bennato con i baffi disegnati sul volto. Semplicità e leggerezza che volevo anche per le mie canzoni e per questo, Volpe, mi è sembrato un nome davvero adatto a quel che volevo raccontare.

Quando è iniziata la tua storia d’amore con la musica?

È una storia che dura da sempre e come ogni storia d’amore ha i suoi alti e i suoi bassi. Da bambino ero un vero e proprio animatore, una scheggia impazzita che alle cene di famiglia si trascinava dietro uno di quei microfoni giocattolo con cassettina mangianastri e cantava canzoni popolari o comunque tutto quello che riusciva ad imparare dai videoclip alla televisione.
L’amore vero e proprio però è nato alle superiori, quando i miei ascolti iniziarono ad allargarsi e realizzai che l’idea di creare un brano musicale nel quale poter contenere le proprie emozioni e i propri pensieri non era poi così folle o impossibile come pensavo.

Quali sono gli album fondamentali e di massima ispirazione per la tua vita?

I cantautori italiani sono ovviamente un grande punto di riferimento per me e di questi vorrei citare l’opera del meno conosciuto Gianfranco Manfredi. Quando ascoltai Ma Non È Una Malattia su consiglio di un altro artista italiano che apprezzo moltissimo, ovvero Matteo Fiorino, rimasi sconvolto. Un disco ancora tremendamente attuale.
In questa domanda devo però coinvolgere anche Lorenzo e Valentino, i musicisti con cui produco e porto a spasso le canzoni di Volpe; parlando con loro ci siamo resi conto che in questo ultimo periodo e durante la stesura di Fuori Dalla Tana sono stati molti gli album che ci hanno influenzato. Primo su tutti Days Gone By dei Bob Moses che ci ha fatto conoscere e parlare, poi Mutations di Beck che ci ha accompagnato durante le nostre trasferte ed anche il capolavoro 22, A Million di Bon Iver.
Ultimamente sono stato molto colpito da due dischi italiani poco in linea con il fenomeno ItPop, Litigare di Davide Petrella (autore di Cremonini, Nannini, Elisa ed altri) e Per Cercare Il Ritmo di Germanò, suonati bene e cantati anche meglio.
Mi lascio ispirare da molte cose comunque, anche dalle canzoni che ascoltiamo inconsciamente alla radio o dai libri che leggo. Spero di trovare sempre grande ispirazione in tutte le persone che mi circondano.

All’ultima edizione delle live sessions del Pop Up Next hai presentato Bene così, un brano eclettico, particolare e molto interessante. Come ricordi quell’esperienza?

È stata davvero una bella esperienza. Stefano e gli altri ragazzi di Pop Up Live Sessions ci hanno subito accolto e fatto sentire a casa nella bella cornice che avevano creato nel teatro LoSpazio, proprio accanto al mercato di Via Sannio a Roma. Oltre a una grande professionalità, abbiamo trovato in loro anche collaborazione ed una sincera amicizia, infatti ci hanno proposto di promuovere l’uscita della seconda stagione di #PopUpNext al Marmo di Roma, in occasione della serata dedicata a Spaghetti Unplugged. Speriamo di lavorare ancora con loro in futuro, non possiamo svelare niente per adesso, ma vi possiamo dire che già qualcosa bolle in pentola.
Possiamo però rivelare un piccolo gossip dal giorno del video: alla fine la signora che gestisce il teatro si è innamorata della combriccola di Volpe e noi ci siamo innamorati di lei.

Cosa ti sentiresti di consigliare ad un ragazzo della tua età che intende approcciarsi ad un mondo così bello e complicato come quello della musica?

Sono ancora giovane, ho poca esperienza in un mondo complesso come quello musicale, ma spero di poterne fare molta in questo viaggio. Mi ritrovo all’inizio di un percorso incerto e credo sia importante avere dei collaboratori e degli amici che sappiano dirti quando stai sbagliando e riescano a farlo nel modo giusto – Volpe non potrebbe essere niente senza l’apporto di Valentino e Lorenzo. Certe persone se ne andranno dalla tua strada, altre ti spezzeranno letteralmente il cuore. Ma se c’è una cosa che riesce a fare la musica è proprio aiutarti a trovare quali viti stringere per far tornare assieme i pezzi. Grazie a tutti quelli che mi vorranno ascoltare.

 

Siamo noi a ringraziare Volpe per la sua disponibilità. Oltre che su Spotify, potete seguirlo sulla sua pagina ufficiale su Facebook e su Instagram.