A volte basterebbe soffermarsi sulle parole e sul loro significato: per esempio tormentone discende evidentemente da tormento, il che non è propriamente la miglior sensazione da augurarsi o da augurare a qualcuno. Ma un meccanismo tipico della lingua è logorare il significato delle parole con l’uso, annacquarlo quando non addirittura cambiarlo, e così il tormentone estivo è diventato qualcosa di necessario, di inevitabile e – tutto sommato – per molti godibile.

Insomma ci siamo ritrovati ad essere dei novelli flagellanti uditivi senza credo al di fuori dei network radiofonici. Quindi anche quest’anno, come ogni anno, facendo zapping tra le principali radio italiane a qualsiasi ora del giorno o della notte, abbiamo la certezza matematica di trovare almeno una tra le dieci canzoni più trasmesse al momento: da Baby K alla ex-socia Giusy Ferreri, dagli inspidi come pochi Imagine Dragons a Sia (oramai onnipresente quasi quanto Pitbull – non ce ne abbia).

Allora in questi tempi duri da omologazione forzata ci facciamo paladini di una vecchia e sana controcultura per spronarvi (e spronarci) ad uscire dal solito circuito della grande distribuzione anche in ambito musicale e vi proponiamo la nostra playlist estiva, che andrà aggiornandosi durante questi mesi estivi, bella che pronta da seguire su Spotify.

Dentro ci trovate alcune tra le tracce più interessanti uscite in questo periodo, partendo dagli inglesi Disclosure che nel featuring con Fatoumata Diawara portano sul dancefloor le influenze maliane; restando in tema pista da ballo con i Confidence Man, che siamo sicuri faranno muovere il piedino per bene (e saranno in Italia con una data esclusiva all’Ypsigrock Festival di Castelbuono). E anche se è risaputo che i tormentoni debbano essere quasi indispensabilmente ritmati e ripetitivi, non temete, non è quel che ci interessa: ci trovate anche il jazz di Kamasi Washington (qui la nostra recensione Heaven & Heart) e un estratto dal Lost Album appena pubblicato di John Coltrane.

Spazio anche all’Italia con Liberato e L I M (progetto solista di Sofia Galotti degli Iori’s Eyes). Da tenere d’occhio anche un nome nuovo della scena R&B afroamericana (e queer), serpentwithfeet, oltre al ritorno degli Interpol – e che ritorno!

Insomma ce n’è davvero per tutti i gusti, o quasi. E qualora ve lo steste domandando: no, non c’è il male di questo secolo, non c’è il reggaeton.

Buon ascolto!