La musica è quella cosa meravigliosa e super simpatica che si adatta a qualsiasi dinamica stia vivendo il tuo ingenuo cuore: che tu voglia ridere, sognare o stramazzare sul letto in un lago di pianti, lei c’è e ci sarà. Ma è solo quando viene combinata ad un mix letale di paturnie sentimentali che brilla nel suo massimo splendore.

Facciamo un passettino indietro di qualche decennio, tornando ai Nineties generosi in materia di pezzi indimenticabili: basti pensare al 1993, anno in cui lo snodato Haddaway faceva il botto con l’inno dance What Is Love, mentre in contemporanea un giovane Max Pezzali, insieme a Repetto e compagni, pubblicava Come mai, il singolo estratto dal loro secondo album Nord sud ovest est. Scenari e luoghi diversi per rappresentare, in sostanza, lo stesso dilaniarsi per la persona bramata. Se questo momento amarcord non fosse abbastanza, vi rammentiamo il romanticismo nostrano dei primi 2000: non venite a dirci che, sotto la doccia, non siete degli irresistibili performers intonando tormentoni come Cleptomania (2003) degli Sugarfree o Pop Porno (2008) del duo Il Genio.

Ma, caro lettore, i tempi sono in continua evoluzione perfino in materia amorosa e in fatto di cambiamento noi non siamo da meno. La vita da fuori sede in una città più grande e caotica, le sostanze illegali, le persone illegali e carogne, Tinder ed altre espressioni probabilistiche matematiche per dire che rimarremo comunque soli, la voglia di socializzare più marrone del vetro delle birre da discount dei pakistani, ecco, queste sono solo alcune delle situazioni che potremmo citare. Ma per tutto esiste una soluzione e noi… no, non ce l’abbiamo, però possiamo offrirti una colonna sonora con cui rendere tutto più sopportabile. Come? Beh, partiamo inaugurando la nuova rubrica #playlistdisdicevoli, una serie di canzoni che descriveranno degli scenari sfigati in cui ognuno di noi si è ritrovato impantanato almeno una volta. Se siete pronti per la melma, iniziamo questo racconto dell’amore moderno!

 

Quello che le donne dicono – Lo Stato Sociale

Esistono due scuole di pensiero riguardo alle storie estive, partendo da chi le ripugna come peste bubbonica e chi cerca un fugace piacere delle carni, senza se e senza ma. Su una cosa, però, siamo tutti d’accordo: l’ambiguità delle donne. Queste macchine da guerra psicologica sono efficienti nell’accusare il sesso opposto di penuria comunicativa, ma sono le prime a non trasmettere i propri messaggi in modo chiaro e lineare (ambasciatore non porta pena, sia chiaro). Di questo ci parlano Lo Stato Sociale, i secondi classificati alla 68esima edizione del Festival di Sanremo, freschi dall’esibizione sul palco del Primo Maggio a Roma e che il 9 febbraio scorso hanno pubblicato Primati. Si tratta di una raccolta di alcuni inediti e di successi precedenti come la traccia n°15, Quello che le donne dicono, contenuta nell’album del 2012 Turisti della democrazia.

Spoiler alert! Corre voce che possano organizzare un concertone in piazza Maggiore a Bologna per il 12 giugno…mah, chissà…

 

Le Coppie – I Cani

Niccolò Contessa nel 2011 fece un album sorprendente dal titolo altrettanto sorprendente, ovvero Il sorprendente album d’esordio de I Cani. Dopo quest’elogio condito da sazietà linguistica, ci piace l’idea di riprendere un pezzo evergreen come Le Coppie: tre minuti e otto secondi di luoghi comuni e situazioni tristemente sincere. Narra la storia di una coppia dai primi albori affettuosi alla rovina più degradante. No, forse è meglio passare l’estate ognuno per conto proprio.

 

Amanda Lear – Baustelle

Neil Young ne fece un iconico verso nella sua Hey Hey, My My, per Kurt Cobain invece era una vera e propria massima di vita (e di morte). Pare che il verso It’s better to burn out than to fade away fosse un mantra anche per la protagonista del brano messo in musica da Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi e Claudio Brasini. Ci riferiamo ad Amanda Lear, pezzo contenuto in L’amore e la violenza del 2017. Anche qui si parla di una coppia, con la sola differenza che la Lei in questione fosse dell’idea che niente durasse per sempre e che si dovesse bruciare in fretta, quasi come in un amore atomico. Detto fatto: Lui la prende alla lettera e Lei rinasce come cervo a primavera con delle protuberanze ossee ai lati della fronte.

Vorrei sapere come stai / Se come scrivi è tutto ok / E se davvero ora lo sai / Che sono diventato un mostro… Colpa tua!

 

L’outfit giusto – Willie Peyote

Guglielmo Bruno aka Willie Peyote è una mina vagante pronta a far esplodere versi cinici con un super flow. Ha quattro album all’attivo (uno più bello dell’altro) e l’annuncio delle sue date estive sono fresche di giornata. L’outfit giusto proviene da Educazione sabauda, album pubblicato nel 2015. Ciò che la rende unica è il ritornello dal groove soul cantato da Maya. Come si conquista una tipa? Non ne abbiamo idea, ma possiamo immaginare cosa non si debba fare: […] Ma non mi dire più quanti problemi c’hai / Se ti fai le sopracciglia lei non te la darà mai!

 

Dolcenera – SAMO is NOT dead (prod. GRABE)

Brutta piaga la solitudine; non c’è un artista, un letterato o un passante distratto che non ci abbia pensato nemmeno una volta. Qualcuno ci ha scritto su un pezzo fenomenale come questo, Dolcenera. Singolo del 2014, è la prima collaborazione tra Grabe (il produttore Luigi Grana, con cinque collaborazioni con Mezzosangue alle spalle) ed il rapper Franchetti (Francesco Fontanesi) che ai tempi formava SAMO is NOT dead insieme a Kimbo. Insieme hanno pubblicato l’album A questo punto la vita è confusa. A Grabe piace: la grappa, la tecnologia e la formula 1; non gli piacciono, invece, il caos, le persone con manie autocelebrative ed il reggaeton. A Franchetti piace: la vita, le sigarette, casa propria; al tempo stesso, non gli piacciono la vita, le sigarette ed Amélie Poulain (o gli elenchi dei gusti personali che ricordano la trama del film). Per Grabe l’amore moderno dovrebbe essere, paradossalmente, tutto ciò che non è moderno e spera si possa tornare a genuinità e semplicità tali da far prevalere il contatto umano a quello virtuale, sfidando l’anonimato; Franchetti, invece, sfida la convenzione universalmente nota, credendo che l’amore ormai sia solo quello tra potenziale tradito e potenziale traditore. Se potessero rompere il ghiaccio con una canzone al primo incontro, il primo lo farebbe con Kryptonite di Mecna o Qualcosa per te di Ghemon, mentre il secondo lo farebbe con… Dolcenera, ovviamente. Insomma, due tipi che sanno il fatto loro. E menomale – diciamo noi – finalmente qualcosa che rompa gli schemi e gli schermi delle distanze.

 

Cupido – Sfera Ebbasta feat. Quavo

Eh sì, va bene, la trap non sarà De Andrè (anche se The Andrè canta la trap) e magari non la canti al falò in spiaggia con la chitarra raccattata, magari non sarà quel genere impegnato, magari se sei hipster non ci sta, va bene pure che Sfera Ebbasta abbia due rolex e che invece ti abbiano rubato la bici appena comprata loscamente da un rigattiere asiatico, però vi basterà leggere il testo che segue:

Con le altre faccio lo stupido
Ho bevuto troppo, meglio se mi riportano da te
Ti ho colpita, sono Cupido
Una tipa chic come te vuole un trapboy come me

E io l’ho capito subito

Ami se rispondo male, se non mi faccio trovare
A cena in quel ristorante che adori, però poi mi faccio aspettare
Foto con altre, ma è tutto normale
Fai la gelosa, non rispondi al cellulare

Cupido, un capolavoro di Sfera Ebbasta pubblicato il 6 aprile 2018 come singolo estratto dal suo terzo album in studio Rockstar.

 

Threesome – Canova

“In due è amore, in tre è una festa”. I Canova sono una band milanese in attività dal 2013, che vi racconta una storia che fa: Stanotte / Un threesome si potrebbe fare…”. Viva il poliamore!

 

Le seghe – Gesù Christie

Sono circondati da un’aura di mistero e santità. Chi sono i Gesù Christie? Alla destra di chi siedono? Abbiamo solo due nomi: Oh e Tayo ed un singolo il cui titolo non lascia nulla al caso, ma parla d’amore e di mani amiche dal nome Federica. Da bravi investigatori, però, abbiamo indagato e scoperto qualcosa in più. Per esempio, ad Oh piace: viaggiare in macchina, l’imbarazzo che si crea tra sconosciuti negli ascensori, passare pomeriggi sui vari e-shop a contemplare cose che non può permettersi o che non gli servono a nulla; non gli piacciono, invece, il sensazionalismo e la beatificazione che si fa sul cantante, attore, autore di moda, dormire da solo ed i porno senza sceneggiatura. A Tayo piace: quella sensazione che si prova ogni volta che è la prima volta, l’odore dei ricordi ed il tuffo emotivo che ne consegue, il momento in cui le persone cambiano la direzione del proprio sguardo nel momento in cui le sorprendi osservarti; non gli piacciono, invece, le pentole della Mondial Casa, quelli che si etichettano da soli e  la superficialità attribuita alla musica nella cultura italiana. Per Oh l’amore moderno è l’egoamore, per Tayo è Pulp. Oh non userebbe alcuna canzone per rompere il ghiaccio, mentre Tayo ammette di essere un sentimentalone che si affida a piano e voce. Rimaniamo sintonizzati per saperne di più ed aspettarci altri pezzi fantastici ed esilaranti.

 

Ricominciamo da 3 – Ex-Otago

Per il finale ci concediamo un chiusura strappalacrime. Il primo colpo lo dà questo pezzo del 2011, altro evergreen dei genovesi Ex-Otago che abbiamo ripescato dall’album Mezze Stagioni. “Dovevamo partire in tre/ Io te e l’amore/ Ma uno non è venuto e/ non so il perché”.  DOVE SONO I MIEI KLEENEX?!

 

Calcutta – Pesto

Non fate quella faccia, non poteva mancare Edoardo, uno di noi, portavoce della nostra abitudine e beatitudine nel  crogiolarsi infelicemente. Nulla da dire: vi ricordiamo le due date estive del 21 luglio allo stadio di Latina e del 6 agosto all’Arena di Verona, nonché l’imminente uscita del nuovo album Evergreen, prevista per il 25 maggio. Vi lasciamo con il magone per non aver ancora urlato weee deficienteee a nessuno. Buon Pesto a tutti.