Il Nuovo Centro Congressi o “Nuvola di Fuksas”, così denominata in riferimento al peculiare disegno dell’auditorium interno alla “teca” in vetro e acciaio, è stata inaugurata il 29 ottobre 2016 a Roma (ve ne avevamo già parlato qui).

L’opera, avveniristica e mastodontica, è stata progettata dallo Studio Fuksas e realizzata dalla società Condotte SpA a partire dal 2008. Si sviluppa su un’ampiezza complessiva di circa 55 000 m², nel quartiere EUR, tra viale Cristoforo Colombo, viale Europa, viale Shakespeare e viale Asia.

I volumi principali del complesso sono costituiti dall’auditorium, che è in grado di accogliere 1850 persone (1900 m²), dalle sale conferenze (1.330 m² totali), dal foyer dell’auditorium (3.500 m²), dal forum/foyer di 5.580 m², da un’area commerciale di 3.300 m² e da un albergo, definito “la Lama”, alto 56 metri e contenente 441 stanze.

La teca costituisce l’edificio poligonale esterno, in vetro, acciaio e pietra. L’involucro è costituito da una doppia parete-facciata e ha compiti isolanti e di protezione dai raggi solari e contiene zone e percorsi d’emergenza, aerati da perforazioni della parete esterna. La quantità di ferro utilizzata (17mila tonnellate) per quest’opera è pari a tre volte quella usata per realizzare la Torre Eiffel parigina. Il che ha destato non poche polemiche.

ll complesso permetterà alla capitale di dotarsi di un moderno centro congressi in grado di ospitare eventi di varie tipologie, da convegni ed esposizioni fino a mostre e spettacoli.

Nel 2012 ha ricevuto a Londra il premio Best Building Site del Royal Institute of British Architects.

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Nei giorni 8, 9, 10 e 11 dicembre i proprietari hanno deciso di aprire le porte del Nuovo Centro Congressi a tutti: per prenotarsi era necessario recarsi sul sito ufficiale della Nuvola, il giorno 28 Novembre, scegliere la fascia oraria desiderata compresa fra le 9:00 e le 19:00, e lasciare il proprio nominativo e l’e-mail personale per accreditarsi all’evento.

Il tour guidato, della durata di 45 minuti, era completamente gratuito e comprendeva la visita di tutti gli spazi interni della nuovissima struttura: partendo dall’ampio e luminoso foyer d’ingresso, procedendo per la sala conferenze ed entrando, infine, all’interno del vero e proprio fulcro dell’opera, da cui deriva l’ormai celebre soprannome “Nuvola”, che contiene l’auditorium. Per raggiungere il cuore pulsante del Centro Congressi, è necessario salire le scale mobili monoblocco più lunghe d’Europa.

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Una volta terminata la visita guidata e usciti dalla struttura, è difficile digerire tutte le emozioni che si provano quando si è al suo interno e le impressioni, per la maggior parte dei visitatori, sono contrastanti.

Sicuramente non possono lasciarci indifferenti i costi faraonici di realizzazione, che oscillano tra i 239 milioni di euro (a detta di Fuksas) e i 467 milioni di euro (secondo il sottogretario dell’Economia e Finanze); ma d’altra parte ci si può consolare pensando alle ottimistiche aspettative riguardo all’indotto economico stimato in 350 milioni di euro l’anno (forse esagerato?). Impressionante è anche la parcella da capogiro dell’architetto, pari a 24 milioni di euro e i costi della diretta televisiva Rai dell’inauguazione che, secondo alcune ricostruzioni, ammonterebbero a un milione di euro.

La parte che contraddistingue l’opera e che, in qualche modo, la rende unica al mondo, cioè la Nuvola, rivestita in fiberglass e saldata alla monumentale teca di vetro e acciaio, perde le sue caratteristiche di leggerezza e sospensione, che erano presenti nelle intenzioni dello studio Fuksas e visibili nei tanti rendering da loro diffusi in questi anni, per via del pesante e voluminoso rivestimento che la ingloba e la appesantisce.

La sua bellezza e la sua trasparenza sono forse più apprezzabili di sera, quando si accendono le sue luci multicolore e, finalmente, la sua sagoma appare chiara e distinguibile, attirando lo sguardo di curiosi e passanti, incantati da quest’opera ancora tutta da capire e da apprezzare.

 

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© Foto di Andrea Fanelli e George Franklin