di Davide Bertugno

Una ricerca sulle geometrie presenti nel paesaggio pugliese. La linea orizzontale come limite dell’osservazione oltre la quale si estende il mare, o la collina. La relazione tra il paesaggio naturale e quello antropizzato. La linea verticale è incarnata nell’architettura in pietra, nelle torri costiere e nei monumenti dei centri storici.

Il paesaggio pugliese lavora spesso per sottrazioni, o meglio per assenze.
La terra, in molti casi, è brulla, piatta, libera. Per chilometri l’unica vegetazione è costituita da ulivi e viti che la punteggiano alternandosi con la macchia mediterranea e con sfumature di verde. L’orizzonte levantino del mare è spesso segnato dal passaggio dell’uomo: l’elemento antropico lo forma e lo destabilizza minandone gli equilibri, ma al contempo, definendone tratti di costa frastagliati. Il paesaggio che si traguarda appartiene al mondo che rappresenta, ma ne anticipa anche un altro: un palinsesto vergine pronto ad accogliere scritture e sovrascritture.

Copyright foto e testo ©Davide Bertugno