Ore 20:40: Inizia la 68esima edizione del festival di Sanremo. Alle spalle la fortunata edizione Conti-De Filippi: quella del tormentone di Gabbani e del tormento di Ermal Meta e Fabrizio Moro, della delicatezza di Michele Bravi, dello stile di Fiorella Mannoia e della riscoperta di Paola Turci. Non sarà facile fare meglio per Baglioni&Company.

Ore 20:45: Apre la serata sua maestà Fiorello, sicuro e disinvolto anche nel gestire la solita invasione di campo che ormai non fa più notizia. Sicurezza dell’Ariston impenetrabile quanto la difesa del Milan.

Ore 21:00: Non fai tempo ad abituarti alla conduzione Fiorello, che le illusioni franano quando ti ricordi che non c’è lui ma bensì Claudio Botox Baglioni al timone della scialuppa. Un po’ la stessa sensazione di quando mamma urla “è pronto e poi a tavola, c’è il minestrone”.

Ore 21:03: Baglioni con la stessa disinvoltura mia nelle interrogazioni di Chimica quando filosofeggiavo per non far capire che non ci stavo a capire un cazzo.

Ore 21:05: Per rompere il ghiaccio mister Botox mette nella stessa frase le parole “fanteria”, “pugni di riso” e “macchina spazio temporale”. Effetto Crash degno dei migliori David Lynch e Gigi Di Maio.

Ore 21:08: Michelle Hunziker non è ancora entrata ma già ci assilla negli spot pubblicitari.

Ore 21:12: Entra Pierfrancesco Favino, con un ottimo piglio.

Ore 21:13: Baglioni gira il collo.

Ore 21:15: è il momento di Michelle Hunziker, che non fa in tempo a entrare in scena e sta già conducendo Striscia la notizia.

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Ore 21:18: apre la competizione Annalisa. Con lei aspettative sempre molto alte. La sensazione qui è che lo stile ci sia, come sempre, ma il pezzo latiti soprattutto nel ritornello, con un arrangiamento molto invasivo che va sopra la canzone stessa. VOTO 6,5, ma da riascoltare.

Ore 21:20: La Hunziker decide che questo Sanremo lo conduce lei.

Ore 21.23: Ron si gioca la carta strappalacrime, portando un pezzo inedito di Lucio Dalla. La presenza del cantautore bolognese si sente a tal punto che la performance sembra sapientemente guidata dall’ alto. VOTO 7

Ore 21.25: Una Hunizker sempre più al centro chiarisce che valgono solo i voti validi. Buona metafora del paese.

Ore 21. 28: Baglioni fa ogni tanto capolino nelle inquadrature, omaggio a Paolini.

Ore 21.33: Terzi in gara i The Kolors, che plagiano i Sottotono che a loro volta hanno plagiato gli Nsync, che alla fiera mio padre comprò. Bella la giacca, però. VOTO 5

Ore 21.34: Favino che dopo 5 minuti di monologo interrompe la Hunizker è come quella sensazione bellissima di quando un crampo finisce e torni a vivere.

Ore 21. 35: Max Gazzè che chiede a Sanremo di capire il suo pezzo è un po’ come quando si va in discoteca per trovare l’anima gemella. Non è immediato ma è davvero un bel pezzo, scompigliato e poetico. Lui non delude, per niente. VOTO 7,5

Ore 21.52: Baglioni richiama sul palco Fiorello, un po’ come quando il Parlamento in totale impasse supplicò Napolitano di tornare a salvare la patria.

Ore 21.55 La Pausini con la raucedine via telefono è comunque più piacevole che dal vivo.

Ore 21.58: La serata prende sempre più la piega Hunziker-centrica. Segnaliamo fra i conduttori lo stesso feeling che c’è tra Salvini e Boldrini.

Ore 22.00: Il papillon di Baglioni oscilla più dello spread durante il governo Berlusconi.

Ore 22.10: La Pausini non riattacca: sembra un po’ nonna quando la conversazione finisce ma lei non trova il tasto rosso per buttare giù.

Ore 22.15: Si torna in gara con Miss Vanoni. Il pezzo inizia col botto, poi la canzone langue un po’ e nel ritornello perde un po’ del suo potenziale. Il trio con Bungaro e Pacifico però funziona, il risultato è buono. VOTO 7

Ore 22.16: I veri sconfitti di questo festival sono gli autori: non c’è nessun guizzo, nessuna battuta memorabile. Tutto scorre senza emozioni.

Ore 22.17: Ermal Meta e Fabrizio Moro sono garanzia di qualità, certo, ma qui si superano. Il pezzo è attuale, l’interpretazione è da brividi e l’alchimia fra i due è evidente. I migliori, senza dubbio. VOTO 8

Ore 22.24: Arriva Mario Biondi che canta “Rivederti”, ma non è neanche lui convinto che ciò sia una buona cosa. VOTO 4,5

Ore 22.34: Baglioni che afferma come non sia male essere DITTATORE artistico, in questo periodo storico, ricorda il tatto della nonna che chiede della fidanzatina a Natale.

Ore 22.43: è tempo di scongelare i Pooh. Roby Facchinetti smascella che è un piacere, in un mix fra una drag queen impazzita e Silvio Berlusconi (il confine fra i due a volte è labile). Riccardo Fogli prova a seguirlo ma è troppo arancione per essere vero. VOTO 3

Ore 22.50: Il pezzo dello Stato Sociale porta finalmente il brio che mancava, è scritto in modo intelligente e la ballerina 80enne che chiude (da Dio) la performance è un colpo di genio che non fa rimpiangere Gabbani. VOTO 7,5

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Ore 23.03: C’è Noemi, presenza di ormai certa qualità a Sanremo. Ha fatto sicuramente di meglio, ma il pezzo è nel suo stile (e menomale, dati gli ultimi passi falsi) e convince. VOTO 7

Ore 23.09: Entrano i Decibel per continuare, dopo lo Stato Sociale e Noemi, il trend che ci ha svegliato dal sonno dogmatico. Ed in effetti, pur non dimostrando la grinta che ci saremmo aspettati, il tocco dark glam con rimandi a Battiato è un buon esempio di cultura musicale VOTO 6,5

Ore 23.24: Mentre avanziamo con la stessa velocità di un discorso di fine anno di Mattarella, entrano Elio e le storie tese che scelgono il palco dell’Ariston come termine della loro carriera. La canzone parla di loro, ed è forse la prima volta che la spirale della comicità che li ha sempre caratterizzati si avvita su stessa in uno specchio autoreferenziale che non giova al risultato finale. VOTO 5

Ore 23.25 e ho usato la parola autoreferenziale. Se c’è un voto utile è per me.

Ore 23.26 Entra Giovanni Caccamo, uno che ne sa e di cose belle ne ha fatte. Fino al momento in cui ha cominciato a urlare.  Ma è sussurrando delicatamente che riusciva a muovere il cuore. VOTO 5,5

Ore 23.34 ah, ma c’è anche Baglioni stasera?

Ore 23.35: Red Canzian è l’unico dei tre Pooh che pur in un oceano di banalità manifesta segnali di vita. VOTO 5

Ore 23.42: C’è Barbarossa che canta in romanesco. Ricorda un pezzo di Paola Turci, e come per lei, il risultato è abbastanza buono. VOTO 6

Ore 23:50: Il gradimento della Hunziker scende più velocemente della popolarità di Renzi, siamo sotto al 25% della soglia PD di Bersani.

Ore 23: 56 Entra Morandi, suppongo avrà avuto un ingresso in lista con consumazione inclusa entro mezzanotte?

Ore 00:00: La parte sinistra della faccia di Baglioni è già andata a letto.

Ore 00:09: Il duetto MorandiParadiso non regala particolari emozioni.

Ore 00:10: Panico all’Ariston per una presunta bestemmia della Hunziker, stava in realtà solo chiamando sul palco Diodato.

Ore 00:15: Il pezzo della coppia Diodato e Roy Paci è sanremese ma non troppo. il fatto che il secondo si limiti solo a suonare la tromba lo rende uno dei pezzi più gradevoli della serata. VOTO 6,5

Ore 00:16: “We we qui bisogna risparmiare” esclama Michelle con addosso 8 mln di euro di vestito.

Ore 00:18: Con Nina Zilli siamo passati da Diodato a Diobasta. VOTO 4,5

Ore 00.28: Renzo Rubino è uno dei giovani più interessanti che abbiamo. Artista d’altri tempi, estroso e stiloso al punto giusto. Il pezzo sembra di buona qualità ma purtroppo non sembra suscitare troppe emozioni. Da risentire, di sicuro. VOTO 6,5

Ore 00.42: Dai che ce la stiamo facendo. Sarà l’ora, ma la coppia AvitabileServillo scivola via impalpabile e innocua. VOTO 5

Ore 00.47: A quest’ora neanche Patti Smith probabilmente sarebbe in grado di suscitare interesse. Figuriamoci Le Vibrazioni, con un Sarcina in sovrappeso e in versione Grignani dei povery.

Ore 01:00 Siamo arrivati alla classifica finale, agli artisti viene attribuito un colore in base all’apprezzamento del brano. Metodo preso direttamente dall’asilo di fronte.

Ore 01:01. Hunziker con spaventosa nonchalance distribuisce colori qua e là, con la stessa autorità di una animatrice di feste per bambini.

La classifica finale non riserva grosse soprese, premiando (almeno quello) i pochi pezzi buoni della serata: Gazzè, lo Stato Sociale e il duo Meta-Moro su tutti, con Noemi e Annalisa che seppur non convincendo, fanno il loro. Abbastanza sconcertante la presenza della Zilli nella parte altra, mentre meritavano sicuramente di più Vanoni e Decibel.

Nel complesso fatico a ricordare, negli ultimi 15 anni, serate di apertura così scarne e brutte, sia a livello musicale, con molte delusioni, che a livello televisivo dove, al netto dell’ottimo Fiorello, il trio di conduzione è pessimamente assortito, e gli autori non pervenuti.

Che Dio(dato) ce la mandi buona per le prossime 4 sere.