di Virginia Zettin

Nato tre anni fa dall’idea di «due ragazzi che si sono conosciuti, si sono innamorati e poi si sono lasciati», il concorso di scrittura di canzoni su commissione “Non è mica da questi particolari che si giudica un cantautore”è tornato dallo scorso 8 novembre ad animare il palco del celebre locale romano ‘Na Cosetta. Ma non solo: il “Non è mica” da quest’anno è raddoppiato, anzi triplicato.

Come ci ha raccontato il cantautore Carlo Valente – ideatore dell’evento insieme all’interprete Eleonora Tosto – sulla scia del concorso canoro lo scorso anno il gruppo ha lanciato l’etichetta discografica “Non è mica Dischi”, in collaborazione con la quale quest’anno è stato lanciata “Non è mica…la ribalta!”. Una rassegna pensata per riportare i giovani cantautori a teatro.

Carlo, il concorso “Non è mica” – sul palco di ‘Na Cosetta dal 26 ottobre al 9 maggio – sta diventando ormai un appuntamento fisso nel panorama musicale romano. Cosa porta di nuovo “Non è mica una ribalta”?

“Non è mica una ribalta” è un nuovo progetto lanciato da noi del “Non è mica” e il Teatro Mongiovino di Roma – dove si tiene un venerdì al mese – per unire teatro e canzone, portando i cantautori a teatro.

 

E quale migliore cornice se non quella di uno storico teatro di marionette?

Già. Dato che di questi tempi i cantautori sono un po’ in penombra abbiamo cercato di portarli in un territorio un po’ “particolare”. Un’altra particolarità è che ci portiamo cantautori non famosissimi, ma nemmeno sconosciuti e “obblighiamo” le persone ad arrivare alle 21 per assistere allo spettacolo che dura un’ora e mezzo due. Una sorta di concerto in acustico.

 

Alcuni nomi?

Abbiamo avuto per la prima serata del 26 ottobre Pino Marino, mentre il 30 novembre ci sarà Gabriella Martinelli.

Gabriella Martinelli

 

Quali altre novità ci riserva questa edizione 2018-19?

Il concorso canoro “Non è mica” – che dopo la sua prima edizione all’Antica Stamperia Rubattino di Testaccio – torna per la seconda volta di fila al ‘Na Cosetta – quest’anno sarà seguito in diretta anche da Radio Caos. L’etichetta discografica “Non è mica dischi”, altro progetto collaterale appena lanciato, sta producendo un partecipante della seconda edizione del premio con un lavoro che uscirà nella prossima stagione.

 

E i vincitori delle scorse edizioni invece?

Lo scorso anno ha vinto Le Teorie di Copernico alias Francesco Ghini, che ha pubblicato il suo primo singolo da una traccia che aveva scritto per uno dei nostri poeti e che breve dovrebbe veder uscire anche il suo primo disco. Mentre la prima edizione ha incoronato Mèsa, che proprio in questi giorni è in tour per le aperture di alcuni concerti de Le luci della centrale elettrica.

 

Ma perché è nato il “Non è mica”?

Volevamo far riavvicinare la poesia alla canzone d’autore facendo incontrare ogni mese dei cantautori a dei poeti, facendo scaturire da questo incontro delle canzoni su commissione sulla base di una traccia comune.

 

Una canzone al mese quindi?

Sì. O meglio, una a testa. Con cui esibirsi una serata al mese ogni volta davanti a una giuria diversa, composta da degli esperti e dal poeta stesso che aveva dato la traccia del mese. Quest’anno uno dei poeti sarà Federico Zampaglione dei Tiromancino.

 

E come si svolge nella pratica la gara?

C’è il giudice di interpretazione, il giudice di composizione e il giudice di testo e attinenza e si procede per punteggio in una sorta di “campionato”. Ma alla fine non è una vera e propria sfida: è più un modo per conoscersi e farsi conoscere attraverso la musica.

 

E il pubblico come viene coinvolto?

Il pubblico può partecipare votando il “Premio del pubblico”, scegliendo tre artisti per ogni serata.

 

I premi in cosa consistono?

Il primo classificato avrà la possibilità di partecipare all’iniziativa “La vetrina del disco” del Premio Bindi 2019 e potrà inoltre usufruire di un buono sconto dal liutaio romano Davide Serracini. Il secondo classificato sarà ospite al MEI – Meeting degli Indipendenti 2019, mentre il terzo premio prevede un concerto al Be’er Sheva di Rieti. Altri due riconoscimenti andranno al vincitore del Premio del pubblico – un concerto a ‘Na cosetta – e alla Miglior canzone – una sessione di registrazione al Cubo Rosso Recording.

 

Quanti cantautori si sono esibiti fin’ora?

In tutto per ora sono stati 20, dieci a edizione. Tra di loro Mesa, Danilo Ruggero, Priscilla Bei, Davide D’Adamo, Giulia Olivari: tutti cantanti emergenti che stanno avendo buoni riscontri sia nella capitale che fuori.

 

Nomi già conosciuti quindi?

A Roma sì, ma non tutti. Ad esempio Mesa, che ha vinto la prima edizione quando non era ancora molto conosciuta, adesso ha fatto un grande disco e ha aperto anche il concerto di Calcutta allo stadio di Latina. E molte canzoni che ha scritto per i nostri poeti le ha messe nel suo disco che adesso sta girando tutta Italia.

 

Una vera e propria officina della musica quindi.

Esatto. La cosa bella di questo concorso è che, a prescindere dalla classifica, tutti loro alla fine avranno sette brani inediti – uno al mese. Molti degli artisti che hanno partecipato, a partire dai brani che hanno scritto per noi poi hanno fatto degli EP, dei dischi, hanno girato videoclip, hanno partecipato a premi e ricevuto riconoscimenti e quindi questo premio gli è servito parecchio. È veramente un premio figo.

 

Un po’ una sorta di talent?

No, non ha niente a che fare con i talent. Zero assoluto. “Non è mica” si basa sul confronto, sull’aiuto reciproco e sulla sperimentazione: l’atmosfera è completamente diversa. Alla fine, la classifica non viene neanche più seguita, ognuno si impegna a scrivere la propria canzone al meglio e a tenersela custodita nel cassetto per farla uscire al meglio.

 

Effettivamente di solito talent dà il successo immediato a una persona sola, mentre qui sembra che piano piano siano in tanti a potercela fare…

Esatto! Anche se in realtà non è neanche indispensabile “che ce la possano fare”. Qui si lavora sui contenuti, non sull’artista. Vengono prima le canzoni, prima il messaggio e l’intenzione e poi, magari, arriverà anche il personaggio. Perché, come dico sempre, oggi si scrive su quello che vediamo, mentre bisognerebbe tornare a scrivere su quello che ci vediamo dentro.

 

In conclusione, quindi, possiamo dire che un ragazzo di vent’anni che vuole fare il cantautore può ancora farcela oggi?

Assolutamente sì. Poi con i mezzi di oggi è molto più facile rispetto al passato. O forse mi sbaglio?