Sigaretta n°12 della giornata
Soundtrack: Crawling – Linkin Park


Buonasera lettore,
premetto che scrivere stasera mi risulta davvero difficile, la traccia che sto ascoltando mi rapisce completamente e credo dovrò aspettare che finisca prima di riuscire a mettere due righe in fila.
È passato poco più di un mese dalla scomparsa di Chester, frontman dei Linkin Park, e ancora non ho fatto completamente pace con questa cosa, come lui del resto non era riuscito a fare con il suo passato.
Il pensiero su cui orbita la mia mente stasera è proprio questo: quanto ci condiziona il nostro passato e quanto sia difficile a volte mettere a tacere i fantasmi nel nostro armadio.
Che poi perdonatemi se tratto sempre queste tematiche un po’ delicate, ma incarnano davvero lo spirito e lo spazio della sigaretta della buonanotte e, citando un altro artista a cui sono affezionato (Eminem ndr.): tonight I’m cleaning out my closet.

Il murale in memoria di Chester Bennington a Los Angeles

Non vorrei neanche essere eccessivamente ridondante nelle tematiche, visto che la scorsa volta abbiamo parlato delle scelte e delle loro conseguenze, mi piacerebbe in questo frangente, nonostante una freschissima Laurea in scienze psicologiche applicate in bacheca, smettere di fare il “maestrino” e arrendermi all’evidenza dei fatti; il passato è una cosa che ci condiziona talmente tanto che io una soluzione o un buon consiglio da darmi/vi non ce l’ho proprio, almeno non stasera.
Si perché mi capita più di una volta al giorno di associare i miei comportamenti di oggi ad eventi di ieri, e magari delineare nella mia testa anche un buon modo per interrompere questo circolo vizioso, ma ci sono delle paure talmente radicate dentro di noi che per quanto possiamo impegnarci, difficilmente riusciremo a tagliare completamente fuori.
Perciò stasera me ne starò qui, a sbuffare fumo dalla bocca, a pensare a quanto fa male non riuscire più a lasciarsi andare, a quanto sia doloroso subire l’abbandono da parte di qualcuno e quanto la nostra vita e le nostre decisioni girino intorno al senso di colpa o al giudizio altrui.
Io sono sempre stato il primo a dire che bisogna fottersene di tutte queste cose, ma la realtà è che sono il primo che invece ne soffre terribilmente, e che dovremmo smetterla di prenderci per il c*lo ed affrontare il fatto che siamo deboli e vulnerabili di fronte alle persone, sopratutto di fronte a noi stessi, e che non per questo risultiamo peggiori di altri.
Credo sia forse questa la chiave di volta, imparare ad accettare le cose come sono realmente, senza stare troppo a rimuginare sul fatto che vorremmo essere diversi, e solo a quel punto saremo davvero in grado di cambiare alcuni lati di noi.
Domani ricomincerò, spannando il vetro dello specchio con il phon dopo aver fatto la doccia, scorgendo mano a mano il mio volto riflesso, non chiedendomi niente, solo di vivermi la mia giornata.

La sigaretta è spenta nel posacenere.

Buonanotte.