Autunno

 

Mi avvilisce l’assenza

di quell’intrico di stradine

delle intelaiature lampanti

che cibavano la mia mente.

In quei tempi,

sui tetti vermigli

si chinavano le ore ormai smarrite.

 

L’andatura mansueta

aveva il sapore di fantasticheria:

andavo,

e in quei sassi

mi pareva di presagire

ardore e remissione.

 

Imbevuto

di passioni intermittenti:

l’animo addestrato in me

non troverà mai il silenzio.