Rudyard Kipling è stato uno scrittore e un poeta britannico.

A cavallo tra Otto e Novecento ha pubblicato diverse opere. Tra le più note ricordiamo la raccolta di racconti Il libro della giungla (1894), i romanzi Kim (1901), Capitani coraggiosi (1897), i componimenti in versi Gunga Din (1892), Se (1895) e Il fardello dell’uomo bianco (1899).

Dai suoi libri sono stati tratti numerosi film e cartoni animati.

Oggi vi proponiamo Sela sua poesia più famosa e popolare. Citata da Oriana Fallaci in “Un Uomo”, amata e tradotta da Indro Montanelli, recitata per diverso tempo, ogni sera dall’ospite di turno, durante la trasmissione televisiva “Mezzanotte e dintorni” condotta da Gigi Marzullo, questa poesia è stata letta e riletta, recitata e amata.

 

Rudyard Kipling (1865 – 1936) (Photo by Hulton Archive/Getty Images)

Se riesci a non perdere la testa quando tutti intorno a te
la perdono e ti mettono sotto accusa.

Se riesci ad avere fiducia in te stesso
quando tutti dubitano di te,
ma a tenere nel giusto conto il loro dubitare.

Se riesci ad aspettare senza stancarti di aspettare
o essendo calunniato a non rispondere con calunnie,
o essendo odiato a non abbandonarti all’odio,
pur non mostrandoti troppo buono,
né parlando troppo da saggio.

Se riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni.

Se riesci a pensare senza fare dei pensieri il tuo fine.

Se riesci ad incontrare il successo e la sconfitta
e trattare questi due impostori allo stesso modo.

Se riesci a sopportare di sentire le verità
che tu hai detto distorte da furfanti
che ne fanno trappole per sciocchi o vedere le cose
per le quali hai dato la vita distrutte e umiliarti
a ricostruirle con i tuoi strumenti oramai logori.

Se riesci a fare un solo fagotto delle tue vittorie
e rischiarle in un solo colpo a testa e croce
e perdere e ricominciare da dove iniziasti senza
mai dire una sola parola su quello che hai perduto.

Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi,
i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo
che non te li senti più ed a resistere
quando ormai in te non ce più niente
tranne la tua volontà che ripete “resisti!”

Se riesci a parlare con la canaglia
senza perdere la tua onestà
o a passeggiare con i re
senza perdere il senso comune.

Se tanto nemici che amici non possono ferirti
se tutti gli uomini per te contano
ma nessuno troppo.

Se riesci a colmare l’inesorabile minuto
con un momento fatto di sessanta secondi
tua è la terra e tutto ciò che è in essa
e quel che più conta sarai un uomo, figlio mio.

Rudyard Kipling, Ricompense e Fate, 1895