C’era una volta Roma, la capitale del mondo, la città elegante e barocca che accoglieva e stupiva i visitatori con il fascino senza tempo delle sue rovine e la maestosità dei suoi monumenti. “Un salotto da attraversare in punta di piedi” la definiva Alberto Sordi, “un museo a cielo aperto” è quello che ripetono i turisti quando gli viene chiesto di descrivere Roma in poche parole.

Di tutto questo, oggi, cosa è rimasto?

È difficile riconoscere l’aura di magnificenza che un tempo avvolgeva la capitale mentre si cammina per le sue vie sporche e dissestate da buche che assomigliano piuttosto a crateri lunari. Sembra in effetti di trovarsi su un altro pianeta, in un’altra dimensione, e non più solamente perché le sue bellezze millenarie lasciano tutti a bocca aperta, ma perché il suo sfacelo inghiotte ormai tutto e non permette più di godere delle sue meraviglie in estasi e in serenità.

Da anni Roma sembra lasciata a sé stessa, abbandonata, come una vecchia matrona stanca ed avvizzita, ad un destino già scritto. La si osserva spegnersi lentamente, alle ultime luci del giorno, mentre il Tevere lascia intravedere le banchine, prima ricoperte dalla piena degli ultimi giorni. Da qualunque punto la si osservi, la matrona sembra lanciare un disperato appello di aiuto, che resta ormai inascoltato da troppi anni.

“CHI HA RIDOTTO LA CITTÀ PIÙ BELLA DEL MONDO IN QUESTO STATO?”

Una via di Roma chiusa al traffico a causa di una voragine
ANSA/MASSIMO PERCOSSI

È la domanda che negli ultimi vent’anni romani, italiani e turisti continuano a ripetersi costantemente senza mai riuscire a trovare una risposta certa, univoca. In effetti gran parte della colpa, stando alle sentenze giudiziarie presenti e passate, sembra ricadere proprio da alla vecchia classe politica, che durante le ultime amministrazioni capitoline ha preferito sperperare le casse comunali in spese private, affidare incarichi ad amici e parenti e appalti a ditte amiche senza passare per bandi regolari.
Il risultato? È sotto gli occhi di tutti. Una città che ad oggi porta sulle spalle un debito mostruoso che si aggira sui 15 milardi di euro; debito pagato dai cittadini romani e italiani insieme, che non accenna a diminuire. Una capitale da 3 milioni di abitanti con due linee della metro funzionanti e una ancora in fase di completamento, con strade sfregiate da buche che rendono il manto stradale una vera e propria arma letale per automobilisti e motociclisti. Buche che – a causa della forte nevicata del 26 febbraio e delle piogge torrenziali delle ultime settimane – si sono trasformate in vere e proprie voragini in grado di inghiottire un SUV o più di un automobile. Per non parlare della spazzatura e dei rifiuti inquinanti o ingombranti che, in diversi punti della città, occupano larghi tratti di marciapiedi o di strada e che spesso sono causa di odori maleodoranti o di roghi tossici. Uno scenario di crisi ingestibile, una capitale che non riesce, sotto il punto di vista dell’efficienza dei servizi e della modernità, a competere con le altri grandi capitali europee. Il confronto è impari, come sanno bene i romani che vivono questi disagi tutti i giorni e i turisti (non per forza stranieri) che ogni giorno visitano la capitale italiana: basti fare un salto a Milano, capitale finanziaria e della moda del Bel Paese, per rendersi conto che qui a Roma c’è qualcosa che non va.

Fonte: agenpress.it

L’attuale amministrazione Raggi sta cercando di “tappare” i buchi e le buche di questa città, ma la sua opera procede a rilento, con diversi incidenti di percorso, e intanto il coro di lamentele dei cittadini si ingrossa ogni giorno di più. I tempi delle gare d’appalto sono lunghi e i cittadini, dopo anni di disagi e promesse tradite, sono stufi di aspettare. Nonostante la via della legalità e dei lavori di lunga durata (questa è una delle spiegazioni più serie ed esaustive del problema buche che abbia trovato nella galassia di internet) sia quella migliore per far ripartire una città semi-distrutta daccapo, i romani preferiscono la “rattoppata” veloce e rudimentale della buca, così da poter percorrere di nuovo il tragitto casa-lavoro con il motorino senza rischiare di rompersi l’osso del collo.

Turisti si fanno il bagno in una delle fontane dell’Altare della Patria, a Piazza Venezia / Fonte: roma.corriere.it

Ed è proprio su questo punto che mi piacerebbe aprire una piccola parentesi su uno dei problemi più antichi e più seri di questa città: la responsabilità dei cittadini. Perché se è vero che le giunte che negli ultimi vent’anni hanno amministrato Roma l’hanno lasciata in uno stato di sfacelo totale, per questo stato declino c’è sicuramente una responsabilità anche dei cittadini romani. Il rispetto per la propria città, per le bellezze di valore inestimabile in essa contenute e per il decoro della stessa sembra qualcosa ormai di avulso dai cittadini romani. Abituati al caos, all’inciviltà e a sistemi di carattere mafioso, gli abitanti di Roma si sono “adattati” a questo stile di vita, diventando anch’essi artefici del degrado e del malcostume imperante di questa città. E con loro i turisti.

Non è raro, infatti, trovare turisti dei civili paesi nordeuropei letteralmente lavarsi o farsi il bagno nelle fontane più famose e più belle della capitale. Una scena ormai abituale, a cui si devono sommare gli sfregi commessi nei confronti di monumenti patrimonio dell’umanità come il Colosseo. È come se il germe dell’inciviltà e delle violazione delle regole venga trasmesso anche ai turisti provenienti da paesi definiti più moderni e all’avanguardia del nostro, che, una volta giunti qui, si sentono a loro volta in diritto di sporcare e non rispettare una delle città più belle del mondo.

 

IL RISCATTO SU TRIPADVISOR

Eppure, nonostante tutte le sue criticità e le sue mancanze, Roma, proprio pochi giorni fa, è stata eletta dagli utenti del celebre sito di viaggi TripAdvisor, la terza città più amata del mondo. Vista ala grave crisi in cui versa Roma, questa notizia appare piuttosto sorprendente. Com’è possibile un risultato del genere, allora?

I parametri presi in considerazione dal sondaggio riguardano le recensioni e i giudizi ottenuti da hotel, attrazioni e ristoranti: da questi dati emerge che ne gli ultimi dodici mesi la Capitale è cresciuta nell’apprezzamento dei visitatori, tanto da scalare quattro posizioni e raggiungere, dal settimo posto assegnato dal sito nel 2015 e nel 2016 e dal quarto guadagnato nel 2017, l’agognato podio.

A quanto pare Colosseo, Fori imperiali, San Pietro e gli altri monumenti e siti della Grande bellezza riescono ancora ad offuscare, agli occhi dei viaggiatori, i problemi della città eterna, dalle buche agli alberi pericolosi fino alla spazzatura non raccolta.
Una magra consolazione che non riesce però a distogliere l’attenzione dai problemi di una città che vive di luce riflessa e che basa la sua attuale reputazione adagiandosi sulle glorie di un passato ormai troppo lontano.
La fiducia in futuro più roseo per la nostra città appare sempre più vacillante, ma, come tutti sappiamo, Roma è stata una città in grado di rinascere sempre dalle sue ceneri e dalle sue rovine, non a caso la chiamano la “città eterna”.

©polkadotpassport.com

Speriamo quindi che questa città possa ancora sorprenderci, come ha fatto in passato. Nel frattempo, godiamoci questo splendido tramonto dalla terrazza del Giardino degli Aranci e per un attimo, un attimo soltanto, dimentichiamo tutti i problemi e le preoccupazioni quotidiane.