Anche la tirannia degli editori – intimando agli autori di scrivere romanzi in un angusto spazio di tempo – ha contribuito a modellare lo scenario letterario. Sotto pressione, sono stati sfornati capolavori che, forse, non sarebbero stati tali se chi li ha composti non avesse dovuto rispettare, senza il supporto di deroghe, impietosi e cinici ultimatum: questi ultimi, infatti, non di rado inducono lo scrittore a sfrondare lungaggini e fronzoli lesivi della qualità dell’opera.

Alle prese con serie difficoltà economiche, a Dostoevskij fu commissionato un libro da concludere in ventisei giorni: allora scrisse “Il giocatore” (1867). In quattro settimane il premio Nobel Kazuo Ishiguro ha realizzato “Quel che resta del giorno” (1989). Nel suo diario ha poi confessato che in quel mese, per non perdere il ritmo, rifiutò di rispondere al telefono o alle missive. A sir Arthur Conan Doyle non servirono più di tre settimane per scrivere “Uno studio in rosso” (1886), in cui fa la sua comparsa, per la prima volta, Sherlock Holmes. “Ci avrei impiegato anche meno – spiegò – se impegni inderogabili e problemi di salute non mi fossero stati di intralcio”. Il capolavoro della beat-generation, “Sulla strada” (1957) fu composto in meno di tre settimane. E pensare che Jack Kerouac, negli anni precedenti, si era lamentato con se stesso per la “brutta abitudine” di scrivere lentamente, ricorrendo a continue revisioni e rielaborazioni. Ma quando l’ispirazione, a lungo cercata, arrivò, quella “brutta abitudine” fu subito spazzata via. E in venticinque giorni Muriel Spark compose il suo romanzo più famoso, “Gli anni fulgenti di Miss Brodie” (1961). Commentando il successo dell’opera, la scrittrice scozzese dichiarò: “Mi era stato richiesto di raccontare come avevo trascorso le vacanze estive. Io, invece, scrissi di come la mia insegnante avesse trascorso le sue”. A tale ardita licenza poetica si legò la sua fama.

Una foto scattata il 13 maggio 2012 che mostra un dettaglio del rotolo di carta originale, lungo ben 36 metri, del romanzo di Jack Kerouac, “On the Road”. Photo credit: BERTRAND LANGLOIS/AFP/GettyImages

 

In copertina: Una foto d’epoca di Muriel Spark intenta a scrivere su dei fogli di carta. Fonte: bbc.co.uk