È strano come siano spesso manciate di secondi a farci cambiare idea-

Cambiare strada, tornare indietro.

Ed è stata proprio una manciata di secondi a farmi decidere di fare qualche passo indietro mentre camminavo in un piovoso pomeriggio estivo.

Una manciata di secondi o un riflesso inusuale. Forse non mi sarei fermato se quelle incisioni su marmo non fossero state esposte in vetrina.

Forse non sarei entrato se non fossi stato curioso. Ad aspettarmi quadri, disegni, strane sculture e tavoli pieni di pennelli.

Eppure quel giorno non ho trovato solo una bottega in disordine. Ma qualcosa a cui avrei ripensato e ripensato.

 Una cosa che avrei ritrovato più volte. Come un linguaggio segreto mi parlava attraverso fotografie, immagini, armonie, libri.

 Un processo, quello della creazione, che mi ha sempre affascinato.

Un processo fatto di passi falsi. Di errori. Il contrario di quello che ci si aspetta alla fine. Eppure è quello che è nascosto che mi affascina. Fogli accartocciati lanciati su un muro. Note suonate al momento sbagliato. Foto mosse, sgranate. Mi ricorda la natura del mondo. Non il pressappochismo delle persone, ma la pesantezza della pratica.

Riordino i miei appunti.

 3 anni di studio. 3 anni di vita. 3 anni passano così velocemente.

Guardo indietro, guardo la pila di carta che si è formata sopra il mio letto.

Questi sforzi mi sono stati ripagati, è una lezione di umiltà-

Rifarei tutto.

 

Foto di proprietà di © Alessio De Santis