A volte mi perdo in mille inutili discorsi. In “come sarebbe se” e “ma se facessi questo”. Invento piani, strategie, inutili giochi di prestigio.

Altre volte, uso l’istinto. L’istinto è quella cosa che ti fa deviare strada, quella cosa che aggiunge quella variabile incontrollabile nella tua vita. L’istinto è quella cosa che se ne sta lì e non aspetta altro che distruggere i tuoi piani, tutte le tue belle parole.

Ti dice di tornare sul tuo percorso, quello vero- fregandosene dei libri che hai letto, delle lezioni illuminanti che hai appreso dal passato, fregandosene dei consigli di amici e conoscenti.

E all’improvviso smetti di parlare e parlare e poi parlare ancora. E decidi, una volta ogni tanto, di essere onesto con te stesso. Cominci a notare, come tutto sia semplice, limpido. Quasi umile.

Dove sono quei piani, quei sogni, quelle grandi avventure nella tua testa?

Ma forse è proprio così che nascono: da piccoli passi, da impercettibili traguardi. Dai minuscoli successi della vita quotidiana. O forse nascono dagli errori? Dai passi falsi e dalle cose che forse non avrei dovuto dire?

Non lo so, non ho le risposte. E non voglio neanche cercarle. Magari mi verranno in un momento di illuminante lucidità durante un venerdì sera. O forse ci sbatterò così forte la testa da dovermene ricordare ogni volta che mi guardo allo specchio. Nel dubbio, io continuo a camminare.

 

Photo credits: ©Alessio De Santis