Ecco che passo ad un’altra cosa.
Ad un’altra fantasia, ad un’altra illusione.
C’è qualcosa di così attraente nella leggerezza.
Non è forse così che dovremmo vivere? Senza limiti, senza schemi, nessuna promessa.
Eppure si è padroni di tutto e padroni di niente.

C’è qualcosa di magico nella musica.
Una complessità mascherata.
Un tocco che nasconde 7 anni di esercizio.
Un armonia che pretende disciplina, impegno, dedizione.
Eppure è così leggera.
Così sfuggevole, cangiante, multiforme.

Cresco. Il mio corpo cambia, la mia mente si evolve.
Sento di non poter più guardare dietro.
Sento di dover scegliere.
Di dovermi dedicare a qualcosa. Fissare dei limiti, porre dei paletti.
Perché la verità è che non c’è nessuna libertà nella leggerezza.
E’ solo un passare da un fiore all’altro.

Flash forward. Mi guardo allo specchio.
So esattamente cosa fare e esattamente in che modo farlo.
Costretto da i miei obblighi ritrovo la mia libertà.
E per la prima volta, mi sembra reale.

© Photo credits: Alessio De Santis