Per qualche strano gioco del nostro cervello, nulla sveglia un ricordo quanto un odore.
Partendo da questa consapevolezza, ritornino indietro nel tempo di quasi 100 anni: è il 1921 e siamo in Costa Azzurra, lei è Gabrielle Bonheure (Coco) Chanel e questa è la storia della nascita del profumo più iconico di sempre.

La Cote D’Azure, il paradiso conteso tra artisti, nobili e nuovi ricchi, è definito dallo scrittore britannico William Somerset Maugham come “il luogo dove la vita è così insopportabilmente bella da dover farsi murare la finestra del suo studio per riuscire a continuare a scrivere”. Qui, Coco Chanel, con la compagnia dal granduca Dimitri di Russia, si convinse a realizzare il suo primo profumo, un’idea che sapeva già di rivoluzione!

Coco Chanel, il destino e il numero 5

A Grasse, un incontro concretizza il progetto: Gabrielle Chanel e Ernest Beaux, noto chimico di origini francesi specializzato nella fabbricazione dei profumi, accetta l’incarico di realizzare la prima fragranza della Maison Chanel.

In assoluta controtendenza alla moda dell’epoca – che cercava di isolare le note di un singolo fiore o elemento naturale -, Coco voleva ricreare un’essenza che le ricordasse gli odori della sua infanzia, il nitore e la pulizia che respirava da bambina nel monastero delle suore di Aubazine, dalle note volutamente “artificiali”, che le riportassero alla memoria l’odore del sapone sulle mani di sua madre e del bucato steso ad asciugare al sole.

“Voglio che sia un profumo da donna che sappia di donna. Una donna deve profumare di donna e non di rosa” – Ernest Beaux.

Qualche mese dopo Ernest Beaux presentò a Coco Chanel, come da accordi, più miscele ispirate alle sensazioni provate durante un soggiorno trascorso nella regione del Polo Nord, dove aveva potuto annusare il profumo meravigliosamente fresco dei laghi e dei fiumi sotto il sole di mezzanotte.

Due furono le serie dei campioni proposti: da a e da 20 a 24, realizzate con oltre 24 essenze. La particolarità delle miscele risiedeva nel fatto che Monsieur Beaux, per accontentare il desiderio di Coco Chanel, aveva combinato insieme alle essenze anche le aldeidi. Quest’ultime, prodotti di sintesi estremamente efficaci e tanto instabili quanto costosi, non sostituivano le essenze naturali, ma miscelati insieme ad esse da mani esperte erano in grado di generare un’armonia perfetta dove il profumo dei fiori non era così floreale, ma risultava più metallico, vibrante e persistente.

Tra tutti i campioni, Coco ChanelChanel scelse il flacone N°5.

Chanel profumi

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Per noi, forse, un numero come un altro, ma per lei era un segno del destino. Infatti, il cinque era il numero che “perseguitava” Coco sin da quando era piccola: lei era nata nel segno del leone, il quinto segno dello zodiaco, riprodotto numerose volte nei mosaici e nelle vetrate del monastero di Aubazine come motivo di fiore o come stella a cinque punte. Il cinque rappresentava il quinto elemento, l’etere, il numero che per le sue perfette proporzioni racchiudeva la sensualità nascosta del fascino femminile, oltre ad essere il numero fortunato del suo unico grande amore Boy Caplan e il numero che una chiromante le aveva predetto essere il suo numero fortunato.

Gabrielle, donna superstiziosa, riconoscendo il numero cinque come il suo talismano, non esitò un istante ad utilizzarlo: “Presenterò la mia collezione il 5 maggio, il quinto mese dell’anno e quindi lasceremo a questo campione il nome che ha già, ci porterà fortuna”.

Anche la boccetta contribuì a rendere la fragranza iconica: fu scelta un’ampolla farmaceutica, da laboratorio, in vetro, dal design pulito ed essenziale. Negli anni ha subito pochissime variazioni, di cui la più significativa risale al 1924, quando Chanel commissionò alle Cristalleries de Saint Louis una nuova linea più smussata negli angoli e con un tappo dalle proporzioni più importanti.

Oliver Polge, capo profumiere di Chanel, definisce oggi questa fragranza come “La fleur au flacon” (il fiore nella bottiglia): un nettare fatto di ingredienti esclusivi come il Gelsomino di Grasse dal profumo delicato e sensuale e la Rosa di Maggio dalle note dolci, mielate e speziate. Gli ingredienti sono coltivati esclusivamente in questa “valle incantata” nel sud della Francia e raccolti in precisi momenti dell’anno, del giorno e della notte.

Coco Chanel e il fascino della numerologia

Quella tra Coco Chanel e la numerologia è una vera e propria ossessione, soprattutto se letta attraverso la storia dei profumi. Nel 1922 nasce N°22, un profumo che “sa di pelle”, un’impronta fedele della femminilità, forte e seducente.

N°1932 è la fragranza preziosa che porta nel nome la data della prima collezione di alta gioielleria “Bijoux de Diamants” pensata da Coco, in cui le stelle del firmamento, le comete e la luna diventano diamanti. 31 Rue Cambon, invece, è l’indirizzo storico della Maison Chanel a Parigi e anche il nome dell’essenza di cipriato di iris, pepe nero e vetiver, che esprime un’eleganza senza tempo.

È la piazza ottagonale di Place Vendôme, dove al numero 18 risiede la Boutique di gioielleria Chanel, a dare ispirazione alla fragranza N°18; un profumo che si ispira alle pietre preziose, liquoroso e fruttato, unico e intenso grazie ai semi di ambretta, al muschio bianco e al geranio.

N°19 nasce, invece, dal concetto che “per essere insostituibili bisogna essere differenti” e rimane l’ultimo profumo pensato e indossato da Gabrielle Chanel. Nato dall’idea di creare una fragranza che superi il successo di N°5, Coco ordina a Henri Robert una nuova composizione che sia audace e intensa. Mademoiselle Chanel scomparirà alcune settimane dopo il lancio della nuova fragranza, che porta nel nome la sua data di nascita, il 19 agosto 1883.

Ecco che i numeri, come le circostanze, i ricordi e gli amori, sono diventati i veri ingredienti per una vita che in fondo è stata anche una favola, quella di Coco, un essere umano che cercava solo la libertà.

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