Piero Umiliani è stato un punto di riferimento per la musica italiana. Ben 150 film sono stati arricchiti di sonorità jazz e lounge music appositamente scritti dal grande maestro. Dai locali di Harlem, fino agli schermi italiani, l’impronta di Umiliani ci accompagna ancora oggi, anniversario della sua nascita.

Nasce a Firenze il 17 luglio 1926, inizia a frequentare lezioni di piano da piccolissimo e continua gli studi laureandosi prima in Giurisprudenza, poi al Conservatorio di Firenze in “Contrappunto e Fuga”.

L’influenza jazz di Piero Umiliani

Si appassiona sempre più alla musica jazz americana di stampo californiano come Gerry Mulligan, Helly Manne e Chet Baker. Essi realizzarono un jazz più accessibile e collegato all’ambiente di Hollywood che si appoggiava alle colonne sonore di orchestre italiane, guarda caso materia privilegiata di Umiliani. Ascolta Duke Ellington e Louis Armstrong, i primi dischi giunti segretamente in Italia con le truppe americane nel dopo guerra, all’epoca considerati robaccia.

Si esibisce fin dagli anni quaranta, ottenendo ottimi consensi che lo porteranno nel 1951 a incidere due dischi con l’Associazione Amici del Jazz. Nelle sale di registrazione della Durium di Milano per la prima volta in Italia risuona lo stile bebop.

Dopo un breve e fortunato periodo in Norvegia con la sua jazz band dei Masseglias, il compositore torna a Roma e inizia la sua carriera di arrangiatore, curando la musica di programmi televisivi come Il Mattatore, con Vittorio Gassman e vari cortometraggi.

Colonna sonora dei migliori film italiani

Ed ecco che nel 1958 arriva l’occasione giusta per emergere definitivamente: con il regista Mario Monicelli compone la colonna sonora del film I Soliti Ignoti, candidata premio oscar e vincitrice di due Nastri D’Argento.

La carriera di Piero Umiliani è un variegato mosaico di collaborazioni con i più grandi personaggi della musica, del cinema e dello spettacolo di tutto il mondo.

Scrive le musiche dei migliori film italiani, collabora con Chet Baker e Hellen Merrill per le musiche di Smog, un film del 1962 diretto da Franco Rossi; collabora con Pier Paolo Pasolini per Accattone, e con Alberto Sordi e Nino Manfredi. Compone le musiche di La Ragazza dalla Pelle di Luna, sotto la regia di Luigi Scattini e per lo stesso autore anche Svezia, Inferno e Paradiso nella quale ricordiamo il celebre “Mah Nà Mah Nà”. Per ultimo, lo ricordiamo in La Pupa del Gangster, di Giorgio Capitani con le eccellenze Marcello Mastroianni e Sofia Loren.

Questo è uno dei tanti campi di impiego della musica di Piero Umiliani, un artista che nella sua straordinaria capacità di immergersi nella musica a 360° ci ha impreziosito di finezza musicale agli occhi del mondo.

In effetti, è stato anche ripreso, analizzato e scomposto da altri artisti, come frammenti di specchio del mondo di Umiliani si assemblano in generi musicali come l’hip hop.

Famoso in Italia e all’estero: l’omaggio di Loyle Carnel

“Ain’t Nothing Changed” è il singolo contenuto nell’album d’esordio Yesterday’s Gone del rapper Loyle Carnel, un nuovo volto di Londra Sud. Le sue produzioni sono intrise di sonorità jazz, smooth, ritmi lenti e cadenzati. Accolgono testi pieni di significati, che ricordano emozioni vissute e racconti che ti lasciano trasportare dalla malinconia. Così com’è malinconico il sassofono iniziale che risuona lontano e arriva sfumato, come un ricordo. Appartiene a Piero Umiliani, nella raccolta della colonna sonora per il film La Ragazza dalla Pelle di Luna di Luigi Scattini.

Un’emozione scoprire che l’eredità di Piero Umiliani sia raccolta dagli artisti, ascoltata nelle cuffie degli ascoltatori, consapevoli o no che al Jazz Made in Italy manca il riconoscimento che gli spetta. Manca qualcuno che cuci una parte della nostra storia un po’ dimenticata. Tanti Auguri Maestro!

Immagine di copertina: Pagina Facebook Piero Umiliani
© riproduzione riservata