Dall’Australia passiamo alla Francia. Nel nuovo appuntamento di Pillole d’Arte Contemporanea vi parleremo dell’artista francese Daniel Buren, che tra essenzialità e colore, è stato tra i primi a fornire una visione rinnovata del rapporto tra le opere d’arte e il contesto in si inseriscono. Vincitore del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1986, è oggi tra i principali esponenti dell’arte concettuale.

L’artista

Nato il 25 marzo 1938 a Boulogne-Billancourt, in Francia, Daniel Buren frequentò l’Ecole Nationale Supérieure des Métiers d’Art di Parigi, dove si diplomò nel 1960. L’artista diede presto vita a un proprio linguaggio espressivo, basato sulle qualità formali delle strisce come modello estetico. Ispirato infatti dalla loro onnipresenza nel design e nella moda francesi, dal 1965 promise di impiegarle sempre nella realizzazione dei suoi lavori. 

Daniel Buren installazione a Roma

La scacchiera arcobaleno ondeggiante, installazione realizzata da Daniel Buren a Roma. 2016. Fonte: galleriacontinua.com

Non solo. Le strisce colorate che si alternano nelle sue opere, costituite soprattutto da installazioni site-specific, sono larghe esattamente 8,7 cm. Il chiaro rifiuto della tradizione pittorica, accompagnato da una forte sperimentazione, lo ha reso un punto di riferimento all’interno del panorama artistico contemporaneo. 

Nuove prospettive, forme e colori per ridefinire lo spazio

Nei lavori di Buren, le nozioni di prospettiva e tridimensionalità vengono alterate. Fornendo una moltitudine di punti di vista che interferiscono, si arricchiscono e si contraddicono gli uni con gli altri, le strutture di Buren e i suoi interventi nello spazio diventano significativi per il contesto in cui si inseriscono.

Ciò comporta una completa reinvenzione dello spazio in cui i suoi lavori sono creati e installati. I colori primari e secondari, le superfici riflettenti e le righe verticali alternate, sono diventati un segno distintivo nella vasta produzione dell’artista. Attraverso questi espedienti, egli invita l’osservatore a entrare in relazione con l’ambiente limitrofo, offrendo così l’opportunità di riflettere sulla percezione dello spazio stesso. 

Volontariamente di forma banale, vuote di qualsiasi contenuto o significato, le strisce sono utilizzate da Daniel Buren come strumento visivo. Queste, spesso adesive, altre volte dipinte, sono sovente realizzate in loco e sono in grado di trasformare l’ambiente circostante

Spazio e contesto nelle installazioni di Daniel Buren

Nonostante l’età, Daniel Buren è da sempre in costante movimento. Ha infatti esposto le sue opere d’arte nelle gallerie di tutto il mondo, tra città quali Pechino, Shanghai, Miami e New York, per citarne alcune. 

Tuttavia, tra alcuni dei suoi lavori più noti vi sono installazioni realizzate in ambienti esterni. Inizialmente dedito a opere pittoriche di natura minimalista, l’artista francese cominciò presto a lavorare su materiali di diversa natura, tra cui carta, legno e plastica, per poi spostarsi sulle pareti di stanze ed edifici

Proprio il rapporto con l’ambiente, inteso come unione tra spazio, architettura e contesto sociale, è al centro della sua ricerca. Le enormi installazioni ambientali di Buren, che modificano in parte lo spazio di luoghi pubblici e non, permettendo un dialogo equilibrato e armonioso tra i due, non possono infatti essere riadattate. Per Buren, è l’unicità stessa del luogo a determinare l’opera d’arte e a renderla irriproducibile.

Daniel Buren a l'Havana

Il lavoro in loco di Daniel Buren a l’Havana. 2015. Fonte: galleriacontinua.com © DB-ADAGP Paris

È questo il caso del progetto realizzato durante la dodicesima Biennale dell’Havana, nel 2015. Da tradizione, gli abitanti sono soliti dipingere con colori accesi le superfici rovinate degli edifici. Egli ha fatto lo stesso, riportando in vita luoghi di passaggio quali fermate dei tram e porte delle abitazioni, facendo anche del tempo uno dei concetti chiave su cui lavorare. L’esibizione completa è diventata così visibile soltanto muovendosi nella città stessa, e riscoprendo la bellezza e la peculiarità dell’architettura dell’Havana.

Daniel Buren in mostra a Bergamo

La mostra Illuminare lo spazio, realizzata dalla GAMeC di Bergamo, evidenzia il più tardo interesse dell’artista per la luce, e in particolare l’utilizzo della fibra ottica.

Con questo progetto, fino all’1 novembre al Palazzo della Ragione di Bergamo, l’artista ha scelto di donare a una tra le città più colpite dalla pandemia, la possibilità di “ritrovare la luce”.

Installazione di Buren a Bergamo

Il lavoro realizzato da Daniel Buren per il Palazzo della Ragione di Bergamo. 2020. Fonte: pagina Instagram @gamec_bergamo

Fonte immagine di copertina: dezeen.com
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