Nel comune di Priverno, in provincia di Latina, il luogo prende il nome da una cloaca che già nei primi tempi in cui sorse il piccolo borgo era chiamata ‘Fossa Nova’.

La nascita dell’abbazia ha origini antichissime, la zona era già stata abitata dai benedettini che avevano costruito un monastero dedicato a Santo Stefano. Essi bonificarono l’area sovrapponendo l’edifico ai resti di una villa romana con terme, i cui ruderi sono in poca parte ancora visibili all’esterno.

Nel XII secolo il complesso religioso passò ai monaci cistercensi che ristrutturarono gli ambienti del monastero finalizzandoli alle loro particolari esigenze di vita; li trasformarono secondo i canoni spirituali ed artistici propri dell’Ordine. La nuova chiesa, concepita con un impianto più razionale e funzionale, fu iniziata fra il 1163 e il 1187 e la costruzione si protrasse per circa 45 anni.

Fra il XII e il XIII secolo la vita dell’abbazia e il suo circondario giunge all’apice con ampliamenti e ristrutturazioni. Sorsero così gli spazi per la foresteria, il refettorio e gli edifici attigui, la sala capitolare, il lato sud del chiostro, i dormitori dei monaci e dei fratelli conversi, le stalle e i magazzini, tutti secondo il severo stile di transizione fra romanico e gotico.

In questo periodo di massimo splendore della vita del vicus di Fossanova, sono attestati dai documenti d’archivio, la presenza dello Studium Artium, frequenti rapporti con gli uomini illustri che si interessarono dell’abbazia o che vi furono ospiti, le esenzioni tributarie e i privilegi concessi dai papi, che consideravano il luogo come un avamposto-fortezza contro i minacciosi Saraceni che risalivano dal sud.

L’influsso di Fossanova pertanto si estese in una discreta area geografica che comprendeva i duomi di Priverno e di Terracina con i loro relativi palazzi comunali, estendendosi presto a tutta la regione che perdurò fino al XIV secolo quando iniziò un lento declino, per tanti motivi contingenti. Dal ritiro dei favori papali, alla pestilenza del 1348, al trasferimento della sede papale ad Avignone fino dall’espansione dell’economia commerciale, cui non era più in grado di competere quella agraria dei monaci, fino alla perdita del corpo di san Tommaso d’Aquino, traslato a Tolosa nel 1369, che causò un forte calo di pellegrini.

Il giardino dell’abbazia verso i locali della farmacia dei monaci ph R.D’Antonio

Per riprendere vitalità dopo la profonda crisi religiosa e civile dei secoli XV e XVI, la comunità monastica di Fossanova si inserì nel movimento delle Congregazioni monastiche, nelle quali si andava articolando l’Ordine. La ripresa fu interrotta nel 1798, quando le truppe napoleoniche saccheggiarono il monastero. decretarono la soppressione dell’abbazia per incamerarne i beni. Furono salvate alcune reliquie e la testa (vera o presunta) di san Tommaso, che furono portate nella cattedrale di Priverno per esservi custodite e venerate.

Dopo la caduta di Napoleone i Cistercensi tornarono nell’abbazia che, nell’incuria generale, fu trasformata in dimora di bufali fino a quando Leone XII non la riscattò a proprie spese per affidarla ai Padri Certosini. Nel 1932 il monastero passò allo Stato Italiano, l’abbazia fu così affidata ai Frati Minori Conventuali che la curano e vi dimorano, alcuni in stato di clausura.

La facciata della chiesa fu costruita in blocchi di calcare bianco ed è caratterizzata da un grande portale incorniciato da un triplice arco a sesto acuto, nella cui lunetta è inserito un mosaico in stile cosmatesco a dischi e losanghe. Al di sopra di un primo timpano vi è un grande rosone a colonnine con capitelli a crochets che si uniscono ad archetti gotici, infine al di sopra vi sono un oculo ottagonale e il timpano maggiore.  In sostituzione del campanile, come da tradizione cistercense, vi è un uno slanciato tiburio a pianta ottagonale, rifatto nel XVI secolo dopo seri danneggiamenti dovuti alla caduta di un fulmine.

La facciata dell’abbazia di Fossanova ph R.D’Antonio

 

Tiburio dell’abbazia di Fossanova ph da wikipedia.org

 

L’interno della chiesa è grandioso e luminoso dato dall’effetto del travertino e dalle numerose monofore, vi sono tre spaziose navate, quella centrale è spezzata dal transetto trasversale con cui si dispone in forma di croce latina, al di là del transetto essa termina con una semplicissima abside quadrata, abbellita solo da un rosone lobato e tre monofore.

La navata centrale dell’abbazia di Fossanova ph. R. D’Antonio

Abside con l’altare maggiore illuminato da tre monofore ph. R. D’Antonio

Lo stile romanico non prevede abbellimenti pittorici, così come il monito cistercense per cui il monaco non deve essere distratto nelle orazioni da inutili orpelli. La semplicità dello stile e la funzionalità della struttura sono un’esigenza di spiritualità ed un manifesto di povertà di cui l’ordine fa professione. Tuttavia vi sono tracce di affreschi nel lato sinistro del presbiterio e nei transetti dove si aprono due cappelle per lato. Sulla parete sinistra del presbiterio vi è un affresco datato 1274, raffigurante San Tommaso con l’ostensorio.

Affresco di San Tommaso con L’Ostensorio datato 1274 sulla parete sinistra del transetto ph. R. D’Antonio

Nel transetto sinistro, sopra la porta dei morti che conduce al cimitero dei monaci, un affresco allude al memento mori, tre cavalieri incontrano tre scheletri che alludono al monito: “quello che noi eravamo voi siete e quello che noi siamo voi sarete”. Nelle cappelle a sinistra vi sono affreschi più tardi, una crocefissione e una madonna con bambino sull’altare, nonché i monaci in preghiera che ricevono la regola da San Tommaso. Nelle cappelle nel transetto destro invece vi sono affreschi del XVIII secolo raffiguranti sant’Antonio e San Giuliano.

Affresco sulla porta dei morti alludente al Memento mori ph R. D’Antonio

Lungo la navata destra vi è la porta dei monaci che permette l’accesso al chiostro del secolo XI. La porta è sormontata da un arco a tutto sesto la cui lunetta conserva un affresco raffigurante la Madonna col Bambino e le Sante Lucia ed Apollonia, di scuola privernate del XIV.

Il chiostro colpisce per la bellezza e la varietà delle sue colonnine marmoree. Esse si presentano a gruppi di due, tre, fino ad otto, sono lisce, scanalate, tortili, a punta di diamante, creano giochi di luce ed ombre e invitano ad osservare i capitelli, anch’essi molto vari; da quelli con le foglie d’acanto, con gigli, a palmette, a uncino, fino a quelli con teste umane, leonine o taurine.

Alcune colonne tortili del chiostro ph. R. D’Antonio

 

Veduta del chiostro ph. R. D’Antonio

Veduta centrale dell’edicola del chiostro ph. R. D’Antonio

 

Veduta laterale dell’edicola del chiostro ph. R. D’Antonio

Al centro della galleria orientale vi è la sala capitolare, il cuore politico amministrativo del monastero, dove riunioni e decisioni importanti venivano discusse. Accanto vi è la scala per i dormitori e la zona di clausura, a destra il corridoio che porta ai giardini e alle stanze di San Tommaso, dove secondo la tradizione morì.

Sala Capitolare ph R. D’Antonio

La cappella di San Tommaso conserva il soffitto a cassettoni ligneo della metà del ‘600, oltre a un coevo rilievo marmoreo di scuola berniniana sull’altare, rappresentante il momento in cui il santo prima di morire interpreta il Cantico dei cantici ai monaci che, commossi, lo ascoltano e ne trascrivono le parole ispirate.

La Cappella di San Tommaso particolare del rilievo marmoreo del Santo che interpreta il cantico dei cantici ph R. D’Antonio

Sulle mura della cappella vi sono due distici latini che legano indissolubilmente la vetustità dell’abbazia alla figura di San Tommaso, essi, dipinti ai lati dell’arco di accesso alla cappella, recitano: “qui è morto Tommaso per divenire luce più splendida al mondo e Fossanova ne divenisse così come candelabro” e “è stato innalzato il luogo per essa che luceva e non è stata affossata la lucerna; chi dunque potrebbe negare che questa fossa sia veramente nuova?”

Immagine di copertina Esterno della piazzetta triangolare del borgo di Fossanova con visione dell’abbazia  ph R.D’Antonio

 

Informazioni utili

Luogo:
Via San Tommaso d’Aquino, 1 Fossanova (LT)
Orario di apertura:
tutti i giorni dalle 8.00 alle 19.30
Ingresso gratuito

 

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