Se negli ultimi decenni la figura dell’architetto è stata poco considerata e spesso maltrattata in Italia, gli si è dato ben più spazio in seguito alle catastrofi dei sismi dell’Abruzzo, delle Marche, dell’Emilia Romagna. Molti grandi nomi dell’architettura italiana ed estera sono stati interpellati per risolvere il difficile problema delle ricostruzioni. Teorie quasi opposte si sono sovrapposte sui giornali, lotte sotterranee sono venute a galla su quanto e come si possa rispettare il passato e la tradizione pur abbracciando sperimentazione e innovazione, rispettando le normative della sicurezza e del buon costruire.

Non solo si è discusso del modo di progettare, ma anche delle impellenti necessità dell’emergenza, dei tempi di costruzione spesso troppo lunghi. Sono state avanzate numerose ipotesi sul progetto temporaneo, effimero e smontabile, contro l’imperituro approccio di “una casa è per sempre” che è tipico dell’abitare italiano. Una risposta univoca è molto difficile raggiungerla, sicuramente per le diversità di pensiero ma soprattutto per la grande varietà di contesti in cui è richiesto di andare ad intervenire.

Mettendo momentaneamente da parte la grande quantità di parole e teorie, Artwave raccoglie 8 progetti concretamente realizzati in Italia per le comunità terremotate negli ultimi 10 anni. Alcuni di questi, intervenendo in un momento delicato e in luoghi particolarmente sensibili, hanno subito aspre critiche, perlopiù legate alla questione economica e alla effettiva necessità di questi nuovi interventi.
Se diverse visioni impongono spesso diverse priorità, è importante sottolineare e non dare per scontato che il coinvolgimento del progettista architetto, come nella grande maggioranza dei casi, non è mai solo velleità estetica: troppo spesso oggi si adduce all’architettura un carattere superficiale e superfluo.
Gli esempi scelti evidenziano invece l’attenzione dei progettisti non solo agli aspetti tecnologici e strutturali, sicuramente essenziali, ma anche di emergenza, di ottimizzazione economica, di sostenibilità ambientale e soprattutto di vivibilità in risposta ai bisogni della comunità, e questa ricerca non compromette la qualità estetica delle architetture.

Viviamo in un Paese “fragile“, come lo ha definito Domus in un famoso articolo, ma anche incredibilmente caratterizzato: ogni luogo ha le proprie tradizioni e la propria identità, che hanno bisogno di essere conservati più di ogni altra cosa. La risposta dei professionisti in questi casi è stata all’altezza delle richieste: interventi attenti, ben pensati e ben progettati sotto tutti i punti di vista, che purtroppo rimangono ancora dei casi isolati nell’ambito delle ricostruzioni, che troppo spesso hanno mancato di una vera e propria gestione coordinata. Progetti che sfuggono alla vista quando si osserva l’insieme delle nuove costruzioni realizzate con bassa qualità architettonica e scarso impatto sociale, poco attente al contesto e alle necessità insite dei luoghi e dei loro abitanti.  Progetti che invece possono ispirare con il loro approccio integrato, con semplicità e originalità.

 

Sala da concerti, L’Aquila
Shigeru Ban Architects
(2011)
Un’architettura temporanea proposta dal governo nipponico, che ha coinvolto il famoso architetto Shigeru Ban, ha offerto alla città abruzzese devastata dal sisma del 2009 uno primo spazio culturale per eventi e concerti. Attraverso un disegno molto semplice si sono risolte le questioni economiche e funzionali: si è fatto uso di materiali economici tra cui cartone, policarbonato e acciaio, assemblati per costruire un landmark urbano traslucido. Il cartone riveste anche gli spazi interni assolvendo anche alle richieste per la performance acustica dell’edificio.

 

Auditorium del Parco, L’Aquila
Renzo Piano Building Workshop
(2012)

La struttura costruita nel grande parco che ospita il Forte Spagnolo de L’Aquila dallo studio di Renzo Piano è uno dei simboli della volontà di ricostituzione di una comunità nel centro storico di questa città. Un complesso di 3 edifici a forma di cubo ospita la nuova realtà musicale, con l’auditorium ubicato all’interno di un parallelepipedo ruotato: le pendenze favoriscono il posizionamento degli spalti e del palcoscenico. Duecento alberi sono stati piantati all’interno del parco, per compensare l’utilizzo del legno nella struttura e nel colorato rivestimento degli edifici.

 

Scuola Pencil Box, San Felice sul Panaro
Didoné Comacchio Architects, Mide Architetti
(2012)
Questo progetto per un asilo è stato realizzato in soli 50 giorni dopo il terremoto in Emilia Romagna. Una lunga serie di coloratissimi portali rende piacevole e vivibile uno spazio molto semplice, pensato per l’ottimizzazione dei costi della stabilità della struttura. Un grande muro in cemento dona matericità alla facciata di ingresso e un forte senso di sicurezza e protezione. Dietro di questo, una struttura lineare e pulita, di facile realizzazione, ospita le nuove aule, coloratissime e in stretto legame con gli spazi esterni.

 

Nuova Chiesa di Medolla
Davide Marazzi architetti
(2013)
Il sisma del maggio 2012 ha compromesso la struttura della chiesa di Medolla, e nell’immediato non era possibile attuarne il restauro. L’architetto Davide Marazzi ha progettato un edificio religioso caratterizzato da una flessibilità tale che ne permetta in futuro un uso come spazio collettivo che possa ospitare funzioni diverse, qualora venga restaurata la chiesa originale.
La tecnologia della prefabbricazione in legno ha risposto alle necessità di tempi brevi (è stata costruita in 8 mesi), antisismicità e sostenibilità, senza rinunciare alla qualità progettuale.

 

Nido d’infanzia, Guastalla
Mario Cucinella Architects
(2014)
Al confine fra Emilia Romagna e Lombardia, lo studio di Mario Cucinella ha realizzato non un semplice edificio scolastico, ma uno spazio educativo fluido per l’infanzia, anche in questo caso, come nella chiesa di Medolla, con un sistema costruttivo semplice di portali in legno. All’interno i portali si trasformano con sinuose finiture curve. Molte trasparenze e una interessante complessità degli spazi rendono questo progetto molto innovativo senza rompere con il contesto, con grande semplicità.

 

Learning garden e palestra scolastica, Cavezzo
Carlo Ratti Associati
(2014)
Un intervento di congiunzione fra due edifici scolastici già esistenti è stato realizzato in provincia di Modena, attraverso la creazione di una serra abitata, un giardino vetrato che collega le varie funzioni e diventa esso stesso spazio di condivisione, di didattica, di gioco. Una struttura di copertura molto leggera risponde alle necessità antisismiche e le grandi vetrate illuminano lo spazio interno rendendolo prosecuzione delle aree esterne.

 

La Casa della Musica, Pieve di Cento
Mario Cucinella Architects
(2017)
A 5 anni dal terremoto che ha colpito l’Emilia, è stata inaugurata a maggio la nuova Casa della Musica di Pieve di Cento, ispirata alla tradizione musicale della città. Nove piccoli laboratori di forma circolare formano un edificio “diffuso”, unito a una piazza coperta centrale che funge da polo e da spazio distributivo. Un’architettura originale e riconoscibile, oltre che un importante centro di aggregazione per la comunità. Come in tutti i progetti di questo studio, grande attenzione è rivolta anche alla qualità della sostenibilità ambientale ed energetica dell’edificio.

 

Polo della ristorazione di Amatrice
Stefano Boeri Architects
(2016)

L’opera è solo la prima parte del progetto “Amate Amatrice” finalizzato all’aiuto delle popolazioni colpite dal sisma dell’agosto 2016, oltre che un modello e una buona pratica per tutte le zone colpite da un’emergenza: un insieme di strutture costruite con moduli prefabbricati in legno si assembla intorno a un grande spazio centrale, una nuova piazza che possa costituire un punto di riferimento e di ritrovo per gli abitanti, con l’obiettivo di ricreare un nuovo tessuto urbano. Nel caso di Amatrice si sono insediati diversi tipi di servizi legati alla ristorazione e alla gastronomia, insieme alla nuova mensa scolastica. Nella vicina Norcia è in fase di cantiere un centro polivalente progettato dallo stesso architetto Boeri.