Il Seagram Building è un grattacielo di New York, situato al 375 di Park Avenue, tra la 52ª e la 53ª Strada, nella Midtown Manhattan, commissionato dalla multinazionale canadese Joseph E. Seagram & figli, e completato nel 1958. Per l’affidamento dell’incarico, Phillys Lambert si rivolse a Philip Johnson, il quale la indirizzo verso un gruppo di architetti moderni più validi tra cui Ludwig Mies van der Rohe che lei scelse come progettista del nuovo edificio.

© Francesco Mazzi

La scelta urbanistica è radicalmente nuova. La torre non viene collocata a filo con Park Avenue, la cui trasformazione da via residenziale a direttrice degli uffici iniziava allora, ma nel mezzo del lotto che corrisponde ai tre quarti dell’isolato tra la 52esima e la 53esima strada. L’arretramento dell’edificio dà luogo ad una piazza pubblica e dimensiona un vuoto a cui rapportare il pieno, individua una dilatazione verso l’interno rispetto agli allineamenti tradizionali esistenti e crea un innovazione nello scenario storico delle “strade corridoio” di Manhattan: l’edificio diventa così principale riferimento, sia verticale che orizzontale, nel panorama della Park Avenue.

© Francesco Mazzi

La pianta dell’edificio, arretrata di 27,5 metri rispetto al fronte stradale, è rettangolare con le travi verticali della struttura in acciaio e cemento armato disposte a maglia quadrata (sei pilastri verticali sul prospetto principale e quattro su quello laterale). L’interasse dei pilastri, tra i quali si inseriscono sei aperture finestrate, è di 8,5 metri.

Pianta piano terra – Seagram Bulding

La differenziazione tra la base ed il corpo principale dell’edificio è fortemente accentuata dalla presenza dei pilastri del portico che, pur scomparendo alla vista nella parte superiore, rimangono visibili ed enfatizzati nelle soluzioni d’angolo dove vengono doppiamente sovrapposte una guaina in cemento e una lamina in metallo. I pilastri del portico costituiscono un secondo basamento, virtuale ed aereo, poggiato sulla grande lastra in granito e delimitato superiormente sia dal soffitto del pianterreno di 7,30 metri di altezza sia dallo sbalzo che lo prolunga in aggetto sulla facciata, separandolo dalla massa superiore dei piani.

© Francesco Mazzi

La struttura di ferro è rivestita, al di sopra del piano terra, di un curtain wall di bronzo e vetro scuro per proteggere dal sole. Alla sommità del grattacielo di 39 piani, il motivo modulare delle finestrature si interrompe per dar posto al grande volume degli impianti tecnici in esso racchiusi. Attraverso le diverse ingegnosità tecniche più che con  l’invenzione di nuove forme Mies consegna un edificio che ristabilisce un ordine ed una nuova gerarchia nel tessuto urbano in cambiamento di Park Avenue.

“Il lungo cammino che va dai materiali al lavoro creativo, attraverso la funzione, ha un unico scopo: creare ordine dalla disperata confusione della nostra epoca” Mies van Der Rohe