La Fondation Jérôme Seydoux-Pathé, un’organizzazione dedita alla conservazione del patrimonio di Pathé e alla promozione della cinematografia, si trova a Parigi, sulla Avenue des Gobelins, nelle vicinanze di Place d’Italie. Lo stabile fu convertito nel 1934 nel “Cinema Rodin” e successivamente fu trasformato, negli anni ’90, in cinema multisala.

Oggi, in questo lotto, sorge il nuovo progetto della Fondation, firmato dall’architetto di fama mondiale Renzo Piano, che ospita uffici, archivi della Pathé, un centro di documentazione e ricerca, spazi espositivi per mostre temporanee e permanenti, e una sala per proiezioni cinematografiche, il tutto su una superficie di circa 2.200 mq. La nuova sede è una presenza inattesa, un volume curvo che galleggia al centro della corte su cui si erge, con pochi punti di ancoraggio.

Fin dal principio, il Renzo Piano Building Workshop ( RPBW ), si è dovuto confrontare con i vincoli costruttivi locali, utilizzando il progetto come un “caso studio”, capace di implementare la qualità architettonica urbana circostante.

“L’arte di inserimento di un edificio in un blocco storico della città significa impegnarsi in un dialogo aperto fisico con quelli già presenti. Costruire su una struttura esistente presenta anche l’occasione per un progetto di ristrutturazione più diffusa, un recupero di spazio.”

( RPBW.COM )

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La particolarità del progetto sta nel coltivare una sensibilità specifica verso il luogo dove si va ad edificare, in quanto si tratta di una città con un forte patrimonio storico-artistico. Il tutto viene tradotto in un dialogo fra passato e presente, una nuova struttura capace di interagire con l’esistente. Un ulteriore obiettivo che RPBW si è posto è di riuscire a migliorare la qualità dello spazio urbano circostante il nuovo progetto, attraverso l’attenzione per la storia, per l’innovazione e per l’ecologia. Di fatto, la facciata dell’edificio preesistente su Avenue des Gobelins è stata restaurata, portando al suo antico splendore le statue di un giovane Auguste Rodin. Questa scelta è stata determinata dalla volontà di restaurare un’icona alla quale il quartiere è affezionato, in quanto ricca di valore storico ed artistico.

( LIVING.CORRIERE.IT )

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La Fondation Seydoux-Pathé è caratterizzata da uno spazio pubblico d’accesso alla fondazione, antistante la facciata storica e completamente trasparente, che richiama l’immagine di una serra. Dalla strada è possibile vedere un giardino sovrastato da una struttura dal volume curvo, che ospita le funzioni principali dell’intervento di Renzo Piano. Questi risultati sono stati ottenuti solo con la demolizione di uno spazio precedentemente sovraffollato, ottenendo un lotto trapezoidale libero da ogni struttura verticale di supporto che limiterebbe la vista.

( 11H45.COM )

Il piano terra, vista la differenza di quota tra fronte e retro, è realizzato con una leggera pendenza, un escamotage che ha consentito l’eliminazione di ulteriori connessioni sfalsate e rampe. Entrando nella piccola serra vetrata, il piano terra della fondazione, lo sguardo si rivolge all’interno della corte dove è situato un giardino di betulle, una piccola isola vegetale nel denso contesto architettonico della città metropolitana parigina.

La forma amorfa, un “egg-shaped form”, che si sviluppa sopra il lotto trapezoidale, nascosta dalla facciata preesistente, è determinata da vincoli strutturali quali la distanza dagli edifici circostanti e la volontà di migliorare l’illuminazione e la ventilazione in tutte le strutture adiacenti. Il disegno di questa forma nasce dall’idea di progettare un’entità organica all’interno della grande metropoli parigina. Dalla strada si intravede la nuova struttura che costituisce una presenza discreta durante il giorno e anche la notte, momento in cui è possibile paragonarla ad un lieve e dolce bagliore.

La superficie esterna è realizzata con 5.000 tessere di alluminio perforato, parte costituente, assieme al vetro sottostante, di una doppia pelle come rivestimento per l’intera struttura amorfa. Il primo ed il secondo piano contengono materiali di archivio sensibili alla luce, permettendo ai progettisti di non dover creare alcuna apertura.

( 11H45.COM )

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Charles Pathè è la sala di proiezione della Fondazione, con una capienza massima di 68 posti, si trova nel piano interrato del nuovo progetto. Qua viene promossa la visione del cinema muto, per lo più film prodotti da Pathé in Francia o all’estero.

( CONTEMAISON.FR )

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Al primo piano c’è una galleria che espone 150 pezzi di materiale cinematografico, la raccolta privata della Fondazione Jérôme Seydoux-Pathé, al fine di ripercorrere quasi 100 anni di storia e di evoluzione dei mezzi di ripresa.

( RPBW.COM )

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Nel secondo e terzo piano dell’edificio sono presenti gli archivi della società Pathé e di altre 80 aziende territoriali che si affidano alla fondazione.

Gli ultimi due piani ospitano gli uffici e la sala riunioni oltre che a prevedere la possibilità per i ricercatori di usufruire dei materiali messi a disposizione dalla Fondazione per ricerche e documentazioni. Questi piani godono di un ottimo afflusso di luce naturale grazie alla doppia pelle in alluminio e vetro. All’interno sono presenti archi in legno che esaltano la spazialità e fanno risultare l’edificio più confortevole.

Il particolare studio del doppio rivestimento in acciaio e vetro è stato reso possibile grazie all’impiego di software per la moderazione parametrica in grado di gestire la distribuzione delle lastre in alluminio, garantendo il principio di continuità della superficie e soprattutto una perfetta illuminazione naturale durante le ore del giorno.

( DOMUSWEB.IT )

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( CONTEMAISON.FR )

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( 11H45.COM )

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