La Milano dei canali e dei navigli, la Milano delle industrie di inizio ‘900, la Milano del miracolo economico italiano, della capitale della moda e del design: in questi primi due decenni degli anni 2000 il capoluogo lombardo punta a rinnovare nuovamente se stesso e stare al passo con le grandi metropoli europee e internazionali, attirando sempre più capitali investendoli in opere pubbliche e private.

Intere aree urbane stanno mutando il loro volto, andando a incidere sullo skyline di una città non più caratterizzata da campanili, alte ciminiere e tozzi condomini anni ’60, ma da slanciati grattacieli che si susseguono in una babilonica corsa al raggiungimento di altezze via via sempre più crescenti. I più importanti gruppi bancari e assicurativi nazionali decidono di ampliare le proprie sedi, costruendosi nuovi edifici in aree nevralgiche della città.

Nel 2004 si è conclusa la gara per la riqualificazione del vecchio quartiere fieristico, e nel l’anno successivo è stata inaugurata la nuova sede di Rho-Pero firmata Massimiliano Fuksas: grazie a questo trasferimento si è resa disponibile un’area di pregio a ridosso del centro urbano di Milano. Il progetto vincitore è stato CityLife, grazie alle alte qualità architettoniche-ambientali che i progettisti si sono prefissati e alla commistione di elementi pensati per il quartiere: il progetto riguarda un’area di 366.000 mq, suddivisi fra zone pubbliche e private, fra spazi verdi, servizi, negozi, uffici e residenze.

City Life Milano. Planimetria dell’intervento Credits @city-life.it

L’intervento ha come fulcro e come landmark urbano le tre torri del business centre progettate da tre archistar di fama internazionale: Arata Isozaki, Zaha Hadid e Daniel Libeskind.

City Life Milano. Le tre torri. Credits @ Milanoguida.it

“Milano è la città che meglio rappresenta il volto internazionale dell’Italia, paragonabile a Londra, Francoforte, Parigi. In tal senso, per noi, progettare a Milano rappresenta confrontarsi con il volto più contemporaneo dell’Italia”: è ciò che emerge dalla relazione dei tre progettisti, e pensando ai cantieri aperti nella città meneghina in questo inizio di XXI secolo non possiamo che prendere atto di questo “miracolo milanese”; basta citare il palazzo Lombardia (2007-2012) e il Progetto Porta Nuova, contraddistinto dalla torre Unicredit (2009-2012) e dal Bosco Verticale (2009-2014) della zona Garibaldi nonché dalla torre Diamante (2010-2012) e dalla torre Solaria (2010-2013) della zona Varesine.

City Life Milano. Il cantiere con le prime due torri costruite con, sullo sfondo, il progetto di Porta Nuova. Credits @city-life.it

La prima torre a essere stata completata a CityLife è l’edificio dell’Allianz, progettato da Arata Isozaki insieme ad Andrea Maffei: denominato il Dritto, l’edificio è stato inaugurato nel novembre 2015 dopo 3 anni di lavori. La torre presenta un modulo di sei piani di facciata curva che si ripete otto volte, caratterizzato da un disegno ispirato alla endless column di Constantin Brancusi: con i suoi 50 piani distribuiti lungo i quasi 210 mt di altezza, la torre Isozaki è il secondo edificio più alto d’Italia, dopo un altro grattacielo milanese, la Torre Unicredit di César Pelli, inaugurata nel 2014 a piazza Gae Aulenti.

Zaha Hadid si è occupata della progettazione della torre Generali: denominata lo Storto a causa del suo andamento tortile, l’edificio è alto 175 mt, presenta 44 piani ed è uno dei primi grattacieli ad affrontare il tema di edificare una torre in torsione realizzata interamente in calcestruzzo. Particolare attenzione è stata posta anche all’aspetto impiantistico, progettando una membrana che abbassi i costi energetici. La sua inaugurazione è avvenuta lo scorso ottobre 2017.

City Life Milano. Torre Hadid. Credits @LucioBove

City Life Milano. Torre Hadid. Credits @LucioBove

Ancora in costruzione è invece la torre progettata da Daniel Libeskind, i cui lavori sono iniziati nell’ottobre del 2015 e dureranno fino a fine 2020: denominato il Curvo, è pensato come un settore di superficie sferica che idealmente avvolge l’intera piazza delle Tre Torri, definito da una plastica curva dal cui interno fuoriesce un nucleo di distribuzione verticale fortemente prismatico. La torre sarà alta 173 mt, sarà costituita da 28 piani e avrà una lobby su due livelli che la metterà in contatto diretto con la galleria commerciale sottostante e con i percorsi coperti che portano alla fermata Tre Torri della metro, linea M5.

Al piano terra e al primo piano una piastra unisce le tre torri, al cui interno troviamo aree di ristoro, ristoranti, negozi di accessori e vestiario e un cinema multisala: periodicamente si svolgono eventi per rendere vitale il nuovo quartiere, fra i quali aperitivi e serate con dj e vocalist disposti nell’area commerciale.

A sud dell’area direzionale sorgono gli edifici residenziali, progettati dagli stessi Hadid e Libeskind: tutti i comparti edilizi hanno un portiere e una vigilanza attiva 24/24, con controllo agli accessi e sistemi centralizzati di controllo video, delle palestre accessibili a tutti i residenti 24/7 situate al piano terra e provviste di attrezzatura Technogym nonchè un helpdesk per richiedere assistenza all’interno delle abitazioni grazie a un numero verde creato ad hoc.

Il complesso delle residenze Hadid è composto da sette edifici a pianta e altezza variabile, dai 5 ai 13 piani, per un totale di 225 appartamenti: attenzione al dettagli e la cura dei materiali contraddistinguono tutte le metrature, dal bilocale al quadrilocale. I rivestimenti delle facciate curvilinee sono il vetro, l’alluminio e un particolare legno di cero rosso proveniente dal Canada.

City Life Milano. Residenze Hadid. Credits @city-life.it

City Life Milano. Residenze Hadid. Credits @city-life.it

City Life Milano. Residenze Hadid. Credits @city-life.it

Le residenze di Libeskind sono composte da 8 comparti edilizi, disposti in modo tale che si creino due macro corti semi private: definiti da altezze variabili da 4 a 13 piani, per un totale di 380 unità abitative, gli esterni sono caratterizzati da geometriche sfaccettature che variano di piano in piano, dove il motivo dei frangisole orizzontali unifica verticalmente il tutto. Particolare attenzione è stata posta sia all’aspetto energetico (sistemi di riscaldamento e di condizionamento all’avanguardia, uso di pannelli fotovoltaici installati sulle coperture degli edifici) quanto agli accorgimenti in termini di domotica: sistemi integrativi per l’accensione, lo spegnimento e il controllo delle varie funzioni per mantenere un eccellente livello di confort, anche da remoto.