Decostruttivismo II: LINEA

La linea è la traccia del punto in movimento. La traiettoria di un atto creativo che esprime la forza che l’origina. La linea divenuta forma esiste sempre anche quando non è tracciata: al bordo di una campitura di colore, al margine tra la luce e l’ombra ecc. Sul foglio la linea separa due superfici: una figura e uno sfondo, divide e unisce. Rette o curve, tese o avvolgenti, le linee sono energia che si fa materia. La linea, anche spezzata e angolata, è l’unico elemento che in funzione del suo addensamento può creare una superficie. La linea può anche essere curva.  Scrive Kandinsky: “è propriamente una retta ma deviata dal suo cammino per la continua pressione laterale”.

La capacità morfogenetica della curva sta nell’originario conflitto dinamico da cui ha origine e che imprime in essa una forte carica tensionale.

W. Kandinsky, Composition VIII, 1923

“La linea geometrica è un’entità invisibile. E’ la traccia del punto in movimento, dunque un suo prodotto. Nasce dal movimento e precisamente dalla distruzione del punto, della sua quiete estreme, in sé conchiusa. Qui si compie il salto dallo statico al dinamico. La linea è, quindi la massima antitesi dell’elemento pittorico originario, il punto. […] Per quanto riguarda il ruolo e il significato della linea nella plastica e nell’architettura, non c’è bisogno di dimostrazioni la costruzione nello spazio è, di per se, una costruzione lineare. Un compito importantissimo per la ricerca nella scienza dell’arte sarebbe un’analisi dei destini delle linee nell’architettura, almeno nelle opere tipiche presso popoli diversi e in epoche diverse, e, ad essa collegata, una traduzione puramente grafia di queste opere.”

W. Kandinsky, Punto, Linea e Superficie

Zaha HADID (1950-2016)

Zaha Hadid, architetto dal profilo complesso, è stata una delle maggiori personalità creative del mondo contemporaneo.
Ispirata al Movimento Moderno, in particolar modo alle opere degli architetti tedeschi Mies van der Rohe e Gropius, e alle forme espresse dal Costruttivismo Russo; ha successivamente presentato un approccio nuovo nell’architettura che, sostenuto dalle audaci premesse teoriche delle originarie sorgenti ispiratrici, ha portato alla canalizzazione del flusso creativo Decostruttivista. Osservatrice delle pratiche dell’età contemporanea, la Hadid mette alla prova la sua ricerca architettonica nella rappresentazione del dinamismo e dell’instabilità dell’architettura. Un metodo progettuale, dunque, che turba la quiete di superfici a riposo con tortuose asimmetrie, sinuose linee, sdrucciolevoli curve e vorticose spirali, poiché satellite del concetto di fluidità.

Strutture governate da un ordinato caos-calmo e composte da materiali che assecondano le idee dell’architetto, come acciaio e cemento armato, che si flettono al processo creativo, ma che allo stesso tempo si affidano al rigore scientifico dei calcoli matematici, che incarnano la bellezza di uno stabile disequilibrio.

Zaha Hadid Painting. Credits @zaha-hadid.com

LFOne – Landscape Formation One

Weil am Rhein, Germania 1999

LFOne. Weil am Rhein 1999. Credits @zaha-hadid.com

LFOne. Weil am Rhein 1999. Credits @zaha-hadid.com

Questa piccola costruzione, destinata a spazi espositivi e a un centro di ricerca ambientale, non si presenta come volume compatto ma si dissolve lentamente nel parco circostante suggerendo un continuum del percorso espositivo. Grazie al contesto del sito e alla presenza di accessi multipli all’edificio, è lo spettatore stesso a scegliere dove iniziare e terminare il percorso seguendo i fluidi percorsi interni suggeriti dalla geometria del luogo. Come degli scatti repentini, la Hadid disegna le linee guida per una progettazione nuova che segue morbidamente il contesto ambientale.

LFOne. Weil am Rhein 1999. Credits @zaha-hadid.com

Zaha Hadid Painting. Credits @zaha-hadid.com

Complesso Residenziale SPITTELAU

Vienna, Austria 2005

Complesso Residenziale Spittelau. Vienna 2005. Credits @zaha-hadid.com

Il processo rientra nell’iniziativa presa per rivitalizzare il Wiener Gürtel di Vienna in un punto caratterizzato dalla sovrapposizione di molti elementi infrastrutturali: il Danube Canal e le diverse testimonianze storiche delle tre fasi di sviluppo del sistema ferroviario viennese, dal viadotto di Otto Wagner, alla prima ferrovia sotterranea, fino alle attuali linee metropolitane. Il complesso polifunzionale ideato da Zaha Hadid è composto da tre parti che contengono appartamenti, uffici e studi di artisti.

Complesso Residenziale Spittelau. Vienna 2005. Credits @zaha-hadid.com

I volumi degli edifici, gli spazi pubblici coperti e i percorsi determinano un nuovo tessuto urbano, che si snoda intorno al viadotto di Otto Wagner generando molti spazi interni ed esterni. In questo modo i diversi blocchi gli girano intorno e lo sovrastano, creando una larga piattaforma per la vita pubblicità della città. Il progetto, riconnettendo le aree pubbliche esterne, i ristoranti e i vari servizi, diventa un catalizzatore per la riqualificazione dell’area urbana e crea presupposti per ulteriori interventi architettonici. In futuro il complesso residenziale Spittelau potrà essere collegato alla University of Business e alla Stazione Northern Train tramite un percorso pedonale e una pista ciclabile.

Complesso Residenziale Spittelau. Vienna 2005. Credits @zaha-hadid.com

Complesso Residenziale Spittelau. Vienna 2005. Credits @zaha-hadid.com

Complesso Residenziale Spittelau. Vienna 2005. Credits @zaha-hadid.com

Complesso Residenziale Spittelau. Vienna 2005. Credits @zaha-hadid.com

Stazione dei Vigili del Fuoco VITRA

Weil am Rhein, Germania 1993

Zaha Hadid Painting. Credits @zaha-hadid.com

Vitra fire station. Weil am Rhein. Credits @zaha-hadid.com

La stazione dei Vigili del fuoco nel campus Vitra, ad oggi ad uso espositivo, è stata una delle prime opere realizzate dall’architetto. Nasce dalla voglia di inserire al margine del sito un volume-cuneo dalle forme dinamiche: un’assimilazione di linee e piani dalla forma stretta e allungata che richiama i campi agricoli limitrofi. All’interno l’edificio si sviluppa tramite una serie di setti che spezzandosi e inclinandosi, creano una configurazione mutevole passo dopo passo, in risposta ai requisiti funzionali richiesti. La stesso Hadid dichiara: “l’edifico è movimento congelato. Esprime la tensione dello stato di allarme, la possibilità che da un momento all’altro possa esplodere in azione”.
L’assenza di dettagli con particolare attenzione ad angoli e spigoli suggerisce la volontà di non interferire con la forma prismatica della composizione.

Vitra fire station. Weil am Rhein. Credits @zaha-hadid.com

Zaha Hadid Painting. Credits @zaha-hadid.com