La filiale berlinese della DZ Bank è uno degli edifici più interessi di Frank O. Gehry, seppure non conforme al suo caratteristico stile che ritroviamo esternamente nel Guggheneim di Bilbao. La struttura è stata progettata dall’architetto Gehry, vincitore del concorso internazionale bandito nel 1995, per la realizzazione della nuova sede della DZ Bank, un casinò e un blocco di 39 appartamenti.

L’edificio denuncia con forza, sia nell’impianto planimetrico, sia nella composizione delle facciate la sua completa autonomia rispetto al contesto artistico e culturale circostante. Le rigide prescrizioni edilizie per la zona centrale di Berlino hanno obbligato l’architetto a rinunciare ai suoi tipici involucri strutturali esterni ma non hanno limitato la fantasia del progettista.

La vera natura di Gehry la troviamo all’interno, nell’atrio. Un tetto in vetro che prende la forma di un dirigibile, completamente in contrasto con la severità geometrica e strutturale del corpo della struttura.

( PHOTO.IENNELOPEZ.NET )

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L’atrio, infatti, è l’elemento principale della struttura in quanto, oltre ad ospitare una sala conferenze, unisce le due anime opposte dell’edificio, quella residenziale e quella commerciale. Una soluzione che a quanto pare ha permesso all’architetto di vincere il concorso e realizzare il suo progetto.

L’edificio si sviluppa seguendo una logica per “opposizione”. Sul Praiser Platz, di fronte alla Porta di Brandeburgo, ci sono gli uffici mentre sul lato opposto, rivolto su Behrenstrasse, si trova la zona residenziale.

La facciata su Praiser Platz è identificativa della volontà dell’architetto di integrare, sotto il punto di vista dei materiali, la nuova sede della DZ Bank con la porta di Brandeburgo. Per questo motivo, la facciata presenta la pietra di Vicenza, di un colore molto simile a quello della Porta. Un ulteriore caratteristica è lo studio di una composizione che permette alla facciata di imporsi sulla scena urbana con un’immagine trilitica, nascondendo le funzioni interne ad essa. Quest’immagine è data grazie all’utilizzo di enormi blocchi sovrapposti e l’assenza di infissi all’interno della cortina muraria.

( KSAMEDIA.OSU.EDU )

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L’altra facciata, seguendo sempre una logica per “opposizione”, racchiude temi completamente opposti: dinamismo, fluidità e ricerca di materiali moderni. il fronte non è rettilineo ma ondulato ed enfatizzato dall’utilizzo di Bow Window in acciaio inox e vetro.

( ERCO.COM )

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L’atrio e la “balena di cristallo”, nome attribuito alla struttura che occupa quasi completamente lo spazio del foyer, si pongono quindi come intermediari fra i due poli dell’edificio stilisticamente agli antipodi.

La base dell’atrio è costituita dal “Glass Floor”, una struttura di vetro posta all’altezza dell’entrata, la cui forma rigonfia richiama l’immagine di una superficie di ghiaccio sospesa nel vuoto. La sua funzione è di dividere la corte dallo spazio interrato, in origine destinato al casinò, garantendone l’illuminazione e la vista dall’alto.

( MODERNI.CO )

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( ARCHITIZER.COM )

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L’ “Atrium Skylight” è un ulteriore superficie trasparente di 1.120 mq, costituita da un reticolo triangolare in acciaio e vetro. Essa copre l’atrio all’altezza della linea di gronda interna. La sua caratteristica forma arrotondata, se vista da lontano, in particolare dalla cupola del Reichstag, sembra formare un enorme pesce di cristallo. Questa associazione all’immagine di un pesce è comune nelle architetture di Gehry, con particolare riferimento all’opera realizzata a Bilbao.

( ERCO.COM )

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Le strutture in vetro non si limitano solo ad essere utilizzate come coperture. Una terza superficie vetrata si trova sul lato che separa la corte dal blocco residenziale. La sua forma leggermente convessa fronteggia la parete del blocco residenziale, ricevendo luce dall’alto attraverso un ampio lucernario.

Il genio di Gehry non si limita unicamente alle strutture di perimetro. “Horse Head” è una struttura surreale e onirica, con le sembianze di un teschio di cavallo. Si trova al centro del grande cortile ed è progettata con sofisticate tecnologie informatiche.

( ERCO.COM )

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Rappresenta la parte più spettacolare della costruzione, quella che maggiormente mette in evidenza e ricerche e lo stile decostruttivista dell’architetto. Contiene una sala riunioni e video conferenze, completamente rivestita internamente in legno. L’interno è reso ancora più suggestivo dalle grandi vetrate e dalle incredibili superfici fluide. All’esterno l’intera struttura è rivestita in lamine di acciaio.

( ARCHITIZER.COM )

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( ERCO.COM )

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Uno studio importante è stato fatto dai Lightning Designer della “A-G Licht” di Bonn che si sono dovuti confrontare con la luce diurna e con l’atmosfera dell’atrio alla sera. Il pavimento della galleria perimetrale è composto da elementi in vetro opalescente, tutto a vantaggio dell’illuminazione degli uffici al piano inferiore.

( ERCO.COM )

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Di notte balza in primo piano la messa in scena di questo ambiente spettacolare e dei materiali di pregio. I faretti sulla grondaia forniscono gli accenti luminosi; la luce radente enfatizza le linee verticali. Per riprodurre in modo ottimale nella loro cromaticità superfici come la facciata interna in pino dell’Oregon, sono state impiegate lampade alogene a bassa tensione.Nel piano interrato dei faretti doppi con lampade alogene, appositamente prodotti da ERCO, illuminano un’insolita installazione artistica: forme quasi a nuvola in tubi di vetro fuso opalescente, opera dell’artista americano Nicolas Weinstein.

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