“Feltrinelli Porta Volta non è solo un sogno che si realizza: è un progetto che prende forma, che dialoga con la città, è un modo di vivere il nostro tempo, e la necessità della cultura nel nostro tempo. Questo spazio sarà di tutti quelli che vorranno lavorare con noi ad un diverso modo di stare assieme e di pensare la nostra società: all’insegna dell’uguaglianza, della forza del pensiero, della qualità”.

Carlo Feltrinelli

 

Il 13 dicembre è stato inaugurato il nuovo complesso Feltrinelli Porta Volta, il primo edifico pubblico italiano firmato dallo studio Herzog & De Meuron, con la capacità di svolgere un importante ruolo all’interno della riqualificazione urbana di questa zona milanese.

 

( ARCHDAILY )

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Il masterplan complessivo per la nuova sede della Fondazione Feltrinelli detiene un importante potenziale strategico per la realizzazione di un impatto positivo su tutto il territorio limitrofo, grazie alla sua dimensione urbana.

L’analisi storica dell’area di Porta Volta è inserita con maestria nel progetto realizzato dallo studio Herzog & De Meuron, vincitori del Pritzker Prize e progettisti di importanti interventi in tutto il mondo, tra cui la New Tate Gallery di Londra, lo Stazio Nazionale di Pechino, lo Young Memorial Museum di San Francisco e la Allianz Arena a Monaco di Baviera.  L’assetto urbano di Porta Volta risale allo storico corso delle Mura Spagnole, risalenti al XVI secolo, l’ultima serie di fortificazioni che fin dall’epoca romana hanno definito i confini dello sviluppo urbano e demografico della città. Nel IX secolo, Via Alessandro Volta è stata il punto di partenza per lo sviluppo e l’espansione della città fuori le antiche mura, mutando il suo ruolo come collegamento e nuovo asse urbano. Prima della realizzazione del progetto, il vuoto del sito era un testamento architettonico e urbanistico ma allo stesso tempo anche storico, in quanto fu colpito e distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale.  L’assegnazione del sito all’edificio Feltrinelli e ad altri due edifici sottolinea la portata storica, anche grazie alla ripresa della tradizione milanese degli edifici gemelli.

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I nuovi edifici ospitano, al livello della strada, caffè ristoranti e negozi, in una zona destinata all’interazione e alla ricreazione per i cittadini.

Un vuoto separa la Fondazione Feltrinelli e l’edificio adiacente, riflettendo due costruzioni largamente autonome, ma allo stesso tempo dipendenti reciprocamente ed inserite in un masterplan complessivo. Il progetto prevede la realizzazione di un polmone verde, costituito da boulevard e piste ciclabili, che deve essere inteso come estensione e prolungamento dei viali preesistenti. L’area verde ha la funzione di salvaguardare e valorizzare i resti delle mura spagnole. Per permettere, ciò è stata attrezzata con panchine, sedute e un’area giochi appositamente dedicata all’infanzia. L’illuminazione è stata progettata seguendo un criterio morale importante per l’intera zona, in quanto rende il sito illuminato e quindi più sicuro, specialmente la sera, quando saranno organizzati eventi ed altre attività. La Fondazione, in accordo con il Comune, può usufruire a titolo gratuito dell’area verde per la realizzazione di eventi e di attività per sessanta giorni all’anno.

I progettisti, nella volontà di inserire culturalmente e architettonicamente l’edificio all’interno dell’assetto urbano milanese, hanno tratto ispirazione dalla semplicità e generosità dell’architettura storica milanese, ad esempio Ospedale Maggiore e il Castello Sforzesco. L’ispirazione però è tratta anche da architetture proprie della tradizione rurale Lombarda, quali le cascine, già adottate da Aldo Rossi come riferimento per il suo edificio residenziale nel quartiere Gallaratese.

Per questo motivo l’edifico proposto dallo studio Herzog & De Meuron ha una forma allungata e stretta che in un modo vagamente figurativo introduce un tetto a capanna, classico delle cascine, che si fonde con le facciate, esprimendo la geometria del sito e mostrando equilibrio tra trasparenza e spazialità. In questo caso le facciate, la struttura e lo spazio si fondono insieme per creare un unico spazio integrato nell’architettura e nell’urbanistica milanese.

( DEZEEN )

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La vetratura corre per tutta la lunghezza dell’edificio, delimitando un’area di 2.500 mq sviluppata secondo criteri logici e innovativi, che permetteranno alla nuova sede di essere poliedrica e funzionale per ogni evento o necessità. La composizione dei pieni e dei vuoti genera ritmo lungo tutta la struttura, che permette la presenza di spazi diversi, pur nella chiara unitarietà del progetto.

Il piano terra della Fondazione ospita l’ingresso, la caffetteria ed il Book Store principale che si sviluppa su circa 400 mq. Il primo e secondo pian interagiscono tra loro attraverso un volume a doppia altezza, con la destinazione di spazio polifunzionale adatto a mostre, conferenze, esposizioni e tanto altro, ed una capacità complessiva di 250 persone. Il terzo e quarto piano sono destinati ad uffici mentre il quinto piano è isolato da tutte le altre funzioni dell’edificio, imponendosi come la Sala Lettura della Fondazione che offre ai ricercatori e ad un pubblico interessato la possibilità di studiare documenti appartenenti al patrimonio della Fondazione, situati nell’archivio sotterraneo.

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“Milano è una città in continua evoluzione che guarda verso il futuro senza dimenticarsi delle proprie radici. Questo è ben rappresentato nel progetto di Herzog ‘Feltrinelli per Porta Volta’, che si inserisce in una serie di interventi di riqualificazione in tutta la città per lo sviluppo armonioso di una delle maggiori capitali europee. Questa riqualificazione inoltre permette di creare luoghi di aggregazione e di cultura, oltre che aree verdi. Un intervento che contribuirà a rendere Milano sempre più attrattiva.”

Fondazione Feltrinelli: www.fondazionefeltrinelli.it

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