Passeggiando per le strade di Parigi, prendendo un quartiere a caso, è abbastanza probabile, con un po’ di fortuna, certo, ma anche senza una cartina in mano, di poter capitare su una qualche grande opera d’architettura moderna, e nemmeno rendersene conto a primo impatto. È quel che, ad esempio, può accadere passeggiando nei dintorni del Parc Mountsouris, nel XIV Arrondissement. Gli amanti dell’architettura avranno sicuramente visitato la cité internationale universitaire de Paris, in cui ogni padiglione si mostra per qualche sua particolarità architettonica tipica del suo paese, e dopo una passeggiata nel grande parco costruito a fine 1800 si potrebbe pensare che sia tutto lì.
Eppure, proprio vicino quel parco, si può percorrere una piccola via privata, Square de Montsouris, che si mostra fin da subito particolarmente diversa dalla città che la ospita. Piccole case individuali da 2 o 3 piani incorniciano la via fatta di ciottoli. Ogni casa ha un suo stile ben preciso, colorato o sobrio, ben curato, in un silenzio che non sembra appartenere alla città grande, caotica e rumorosa, che è Parigi. Infondo a questa piccola via, percorsa da qualche turista incuriosito, ci ritroviamo improvvisamente la vista chiusa da quello che potrebbe sembrare un grande, grosso, cubo bianco.

Maison Ozenfant vista da Square de Montsouris

È divertente pensare a Charles-Edouard Jeanneret, in arte Le Corbusier, nel 1922, intento nella realizzazione di un edificio che gli abitanti del quartiere difficilmente avrebbero apprezzato.
Fortunatamente la casa, anche atelier, è per un suo amico e collaboratore dalle ampie vedute, il pittore Amédée Ozenfant, da cui prenderà il nome.

Maison Ozenfant casa d’angolo

La Maison Ozenfant si presenta come una casa d’angolo bianca, regolare nelle forme, tipiche di quel che sarà il movimento purista. Al primo piano si trova l’appartamento dell’artista, mentre, come è ben chiaro dall’ampia vetrata che compone le due facciate d’angolo, al secondo piano si trova l’ampio atelier luminoso, destinato alla pittura.

La grande vetrata dell’atelier Ozenfant

Sono chiari gli intenti dell’architetto e dell’amico pittore, che dopo aver fondato il loro manifesto “Après le cubisme” – dopo il cubismo – intendono creare un’arte nuova, da zero, estendendo poi il concetto anche all’architettura. Gli eccessi decorativi vengono eliminati e ciò a cui si punta è la rappresentazione di un oggetto puro, delineato, pulito ed essenziale.

L’angolo delineato e preciso dell’edifico

Non potevano immaginarlo gli abitanti del quartiere, che questa casa, a prima vista completamente fuori contesto per un quartiere borghese parigino, durante gli anni ’20, sarebbe stata la prima di una lunga serie di opere puriste, a cui il grande Maestro avrebbe dedicato gran parte della sua vita.

La casa chiude la visuale della via con la sua volumetria squadrata e bianca

Ph. crédits © Morgana Angélique Forconi