Dopo Facebook e Apple, Google ha scelto per la progettazione della sua futura sede il gruppo BIG di Bjarke Ingels. Già nel 2015 furono presentate immagini relative alla nuova sede di Mountain View, California, dove il gruppo di architetti danese, con l’aiuto di Heatherwick Studio, aveva pensato ad un’espansione territoriale basata sulla valorizzazione della natura strettamente legata ad edifici a scala umana attraverso delle tensostrutture. Diversi problemi hanno, però, reso impossibile la realizzazione del progetto.

Google HQ, Mountain View, 2015 © BIG & Heatherwick Studio

bjarke-ingels-group-BIG-thomas-heatherwick-google-headquarters-mountain-diagram1

Google HQ, Mountain View, 2015 © BIG & Heatherwick Studio

Da qualche mese, la notizia di un nuovo progetto, adattato e ridimensionato in base alle richieste di committenza e contesto, sta facendo parlare di sé. Le nuove immagini mostrano una pianta quadrata composta da edifici alternati a spazi aperti, collegati tra loro da percorsi e passerelle, e coperti da una struttura tesa che regola il clima, la qualità dell’aria e l’ambiente acustico.

bjarke-ingels-group-BIG-thomas-heatherwick-google-headquarters-mountain-2017

Google HQ, Mountain View, 2017 © BIG & Heatherwick Studio

Una grande parte del successo di Google può essere attribuito alle soluzioni ingegneristiche ai problemi complessi; il processo architettonico non deve essere da meno. Come Google continua ad esplorare territori sconosciuti, il suo spazio di lavoro comincia ad interpretare varie forme. Abbiamo racchiuso queste sotto un’unica struttura. Questo sviluppo flessibile è delimitato da muri e solai, che danno la possibilità di creare interni agili e al passo con le necessità di crescita di Google.” – Bjarke Ingels, BIG.

bjarke-ingels-group-BIG-thomas-heatherwick-google-headquarters-mountain-2017_2

Google HQ, Mountain View, 2017 © BIG & Heatherwick Studio

3bjarke-ingels-group-BIG-thomas-heatherwick-google-headquarters-mountain-2017_9

Google HQ, Mountain View, 2017 © BIG & Heatherwick Studio

Seguendo la filosofia di Google, dove l’utente viene prima di qualsiasi cosa, gli architetti hanno pensato ad un edificio che faccia della qualità sanitaria ed ambientale il suo elemento principale. Le stazioni di lavoro sono comode ed efficienti: la luce del sole attraversa le chiusure a forma di sorriso condizionando le sensazioni dei lavoratori; i materiali sono naturali e biofili; l’acustica è rilassante.

bjarke-ingels-group-BIG-thomas-heatherwick-google-headquarters-mountain-2017_2

Google HQ, Mountain View, 2017 © BIG & Heatherwick Studio

Il primo piano è lo spazio più stimolante dell’edificio, contiene spazi vuoti da utilizzare in futuro e spazi riservati alle postazioni di lavoro. Il piano terra, vivace, collaborativo e sociale, ospita programmi secondari e spazi pubblici. I pavimenti sono collegati tramite cortili, ciascuno accuratamente calibrato per favorire circolazione, luce del giorno, biofilia, interazione spontanea e wayfinding.

8bjarke-ingels-group-BIG-thomas-heatherwick-google-headquarters-mountain-2017_2

Google HQ, Mountain View, 2017 © BIG & Heatherwick Studio

L’obbiettivo di Bjarke Ingels è quello di promuovere un senso della comunità integrando rispettosamente l’ambiente naturale. Ridurre l’asfalto a favore della natura e promuovere il traffico pedonale-ciclabile anche attraverso l’edificio, con la speranza di creare un modello e fissare uno standard ancora più alto per la Silicon Valley.

bjarke-ingels-group-BIG-thomas-heatherwick-google-headquarters-mountain-2017_8

Google HQ, Mountain View, 2017 © BIG & Heatherwick Studio

 

© riproduzione riservata