Ultimamente sempre più persone si affidano ai voli aerei per viaggiare. All’interno dei terminal aeroportuali trovano sempre tutto ciò di cui hanno bisogno e il loro imbarco è facilitato dalle funzioni ben dislocate all’interno della struttura. L’aeroporto è la più grande sfida di un architetto, soprattutto nel XXI secolo dove i flussi di persone all’interno del terminal sono di circa 6/7 milioni all’anno.

Le caratteristiche di ogni aeroporto sono sempre le stesse, sia quelle di un aeroporto di dimensioni ridotte che quelle di un aeroporto in larga scala.

Le grandi Archistar hanno affrontato questa sfida analizzando e studiando le caratteristiche dei terminal integrandole con la loro cifra stilistica per creare strutture magnifiche e belle da un punto di vista estetico.

 

Aeroporto internazionale di Madrid-Barajas

Studio “Richard Rogers Partnership

 

 

Il nuovo terminal dell’Aeroporto Internazionale di Madrid-Barajas è stato progettato dallo studio britannico “Richard Rogers Partnership”, con la collaborazione di studi di architettura e ingegneria spagnoli e non, a seguito di un concorso indetto da AENA nel 1997. Si propone come la costruzione ingegneristica e architettonica più importante attualmente edificata in Europa ed è capace di contenere 67/70 milioni di persone all’anno.

Rogers ha sempre caratterizzato i suoi edifici con la vocazione all’apertura e alla trasparenza. Il progetto architettonico riunisce vari concetti quali la funzionalità, l’interesse estetico, la comodità per gli utenti e grazie alla sua collocazione a 600 metri sul livello del mare interagisce con l’ambiente naturale madrileno e la luce naturale del paesaggio.

 

L’innovazione principale riguarda i materiali impiegati e l’uso della luce. Grandi lucernari in vetro, tettoie rivestite di bambù, una copertura esterna composta da un doppio rivestimento di alluminio creano un’armonia con l’ambiente circostante e al tempo stesso riducono l’impatto ambientale.

L’intera struttura si estende per circa 1.200.000 mq di superficie e contiene tre edifici.

Il Parcheggio di 310.000 mq ha una capacità complessiva di 9.000 posti auto ed è costituito da sei piani o moduli di metallo indipendenti. Le tettoie e i rivestimenti esterni ricoperti di erba unificano visivamente i moduli separati, presentando l’aspetto tipico di un giardino.

Il secondo edificio, il terminal, è costituito da un soffitto ondulato in listelli di bambù e ripete la silhouette ondulata esterna. La struttura in bambù ignifugo crea spazi accoglienti e con l’aiuto dei lucernari e i “canyon”, grandi spaccature che attraversano l’interra struttura dal tetto al piano terra, si ottiene un miglioramento nella qualità dell’aria e i piani inferiori vengono illuminati direttamente dalla grande quantità di luce naturale.

L’intera struttura è sostenuta nella parte centrale da un sistema di travi di calcestruzzo che creano un reticolato, rivestito da travi di metallo con grandi spigoli. i pilastri a forma di “Y” poggiano su una piattaforma di calcestruzzo armato e costituiscono i punti di appoggio delle travi principali. Le colonne di acciaio non presentano lo stesso colore, ognuna ha una tonalità differente dall’altra per far sì che la lunghezza imponente dell’edificio non risulti noiosa. Si crea così un caleidoscopio di colori difficile da trovare in questo tipo di infrastrutture urbane.

 

 

La luce viene dunque irradiata attraverso l’uso degli ascensori panoramici e del vetro che costituisce i pavimenti dei ponti. Al contempo queste strutture permettono di godere della vista del paesaggio esterno; lo stesso avviene nel caso dei listelli di bambù che proiettano ombre sempre diverse con il passare delle ore. Il terminal è destinato a voli nazionali e diretti nei paesi appartenenti all’UE. Si sviluppa su una superficie di circa 500.000 mq su sei livelli, 74 banchi di accettazione e 38 pontili d’imbarco.

Il terzo edificio è il satellite, situato tra le nuove piste a distanza di 2 km dal terminal. Il satellite accoglie i restanti voli internazionali, con 300.000 mq e 26 aree di sosta per aeromobili. Nonostante la suddivisione dei voli, i passeggeri sono costretti a passare attraverso il terminal, dato che al suo interno si trovano le funzioni di check-in e raccolta bagagli. I questo edificio progettazione e funzionalità si fondono e permettono di sfruttare l’edificio satellite come zona per i controlli di sicurezza dei voli internazionali all’imbarco e allo sbarco.

 

La particolarità di questo aeroporto sta nella strategia ambientale adottata per ridurre l’inquinamento dei 120 aerei. La luce naturale assicura un minor consumo di energia e può essere immagazzinata, garantendo una riduzione delle spese di manutenzione e di conservazione. L’acqua piovana viene raccolta ed usata per irrigare le zone verdi. L’utilizzo della pietra calcarea per il pavimento consente di creare un ambiente accogliente, ammortizza la fatica e riduce il riflesso della luce, trasformando il terminal in uno spazio operativo, comodo e funzionale.

 

 

Aeroporto Internazionale del Kansai 

Studio “Renzo Piano Building Workshop

 

 

L’Aeroporto Internazionale del Kansai è situato su di un’isola artificiale nella Baia di Osaka. L’incarico è stato assegnato al “Renzo Piano Building Workshop” nel 1988 dalla società KIAC, a seguito di un concorso ad inviti a cui hanno partecipato numerosi architetti e Archistar. La competizione prevedeva la costruzione di un aeroporto su un sito non ancora esistente. La struttura è situata su di un’isola artificiale, diventando il primo aeroporto realizzato in mare aperto, per limitare i danni ambientali provocati sulla popolazione umana. Inoltre la costruzione ha permesso di alleggerire il traffico aereo notturno dei voli internazionali sul territorio del Giappone. Grazie ad un design innovativo e spettacolare, la costruzione rientra nella classifica dei “World Airport Awards”, collocandosi al nono posto.

 

L’isola artificiale è una grande opera di ingegneria civile. Lunga 4 km e larga 2,5 km, poggia su di un 900 colonne che la sostengono che attraversano 40 metri di mare e strato fangoso per poi piantarsi in 40 metri di roccia. Il problema dell’assestamento è ovviato da una soluzione ingegnosa e complessa. Una serie di sensori rilevano quando l’assestamento in un determinato punto supera una tolleranza massima, così da poter regolare la colonna attraverso martinetti idraulici che lo regolano e lo bloccano nella nuova posizione. L’isola si è assestata tra il 1992 e il 1996 di 50 cm e ad oggi continua ad assestarsi. Questa si collega alla terraferma con un ponte a due livelli, quello superiore per il traffico su gomma e quello inferiore per quello su rotaia.

L’edificio si estende per 1,7 km e si presenta con un aliante. La forma dell’aliante è ben riconoscibile in pianta: i raccordi stradali disegnano i due alettoni di coda, il corpo principale è la fusoliera e il terminal sono le ali. Nonostante le travi a vista siano disposte regolarmente e costituiscono una griglia modulare, la struttura assume un carattere ondeggiante e asimmetrico.

 

Si sviluppa su diversi livelli che creano un unico grande atrio centrale. Il design del testo è frutto di numerosi studi sulle dinamiche dei flussi d’aria all’interno dell’edificio. In sezione trasversale, il tetto si presenta come un arco irregolare e ogni arco ha un diverso raggio. Ciò permette all’aria di circolare internamente dal lato dei passeggeri al lato della pista senza l’utilizzo di condotti chiusi. I deflettori guidano l’aria lungo il soffitto e riflettono la luce proveniente dall’alto. Grazie a questo studio la vista della struttura è libera. A seguito dello studio del flusso dell’aria, anche le travature tridimensionali che sorreggono il tetto hanno una sagoma asimmetrica. Da questi studi è nato inoltre il bisogno di trovare un modello matematico che potesse garantire la standardizzazione dei componenti. Il risultato è la stessa curvatura di tutti gli 82.000 pannelli in acciaio inossidabile.

Le stesse regole matematiche sono applicate alle curve delle “ali” dell’edificio, il Terminal.  Concettualmente le ali rappresentano la parte superiore di un anello di 16,800 m con una curvatura quasi impercettibile ma necessaria per permettere la vista alla torre di controllo.

Il design della struttura influisce anche sul flusso di passeggeri giornalieri all’interno del corpo principale e del terminal. Creando una prospettiva forzata, i passeggeri sono diretti in modo “naturale” verso la direzione voluta. L’orientamento è chiaro in qualunque punto della struttura grazie alla sua asimmetria.

Queste caratteristiche hanno permesso al progetto di ricevere numerosi riconoscimenti, fra i quali l’essere nominato una delle dieci strutture “Monumento dell’ingegneria civile del Millennio”.

New passenger terminal and master plan Zagreb Airport

Studio “Zaha Hadid Architects

 

La progettazione del nuovo terminal per l’Aeroporto di Zagrabia è un’occasione persa per lo studio “Zaha Hadid Architects”. Il concorso, in cui lo studio ha ottenuto il 5° posto, richiedeva la realizzazione di un nuovo terminal aeroportuale nella città di Zagabria e la pianificazione di una “Città aeroportuale” a uso misto. Il concorso permetteva l’ampliamento dell’aeroporto di 75.000 mq fino ad un massimo di 150.000 mq per 10 milioni di passeggeri all’anno. La “Città aeroportuale” doveva essere inscritta in un’area di 500.000 mq.

 

L’intervento proposto da Zaha Hadid per l’area a uso misto attorno alla zona del terminal adotta una strategia paesaggistica a “tappeto” che collega le diverse parti del sito e crea un enorme parco urbano. Inoltre l’intervento urbanistico si propone di combinare con successo le aspirazioni nazionali , lo sviluppo regionale , il flusso di passeggeri , e requisiti tecnici-operativi necessari per la realizzazione. Perfino il parcheggio è caratterizzato da una copertura verde che lo fonde con il paesaggio in modo da offuscare le linee di divisione tra natura e architettura.

 

Questo genere di intervento per un aeroporto sembra ideale per l’applicazione dei concetti di fluidità e continuità individuabili in tutte le opere di Zaha Hadid, che in questo caso raggiungono il loro massimo livello di espressione così da generare un’architettura che fonde senza soluzione di continuità pavimenti, pareti e soffitti. L’aeroporto assume una conformazione organica, anche se principalmente regolare, che si dilata progressivamente a partire dall’area di accesso fino alla struttura più larga delle porte d’imbarco dove sostano gli aerei. Strutturalmente l’edificio richiama le forme degli alberi, sia esternamente che internamente, attraverso uno schema regolare ma all’apparenza asimmetrico di colonne inclinate e ampie vetrate irregolari.

 

L’operazione rende facile l’ accesso alle strutture del terminal e colloca le aree delle partenze e degli arrivi su uno stesso piano, a breve distanza dai collegamenti ferroviari e stradali. Grazie ad un attento studio dell’illuminazione naturale ed artificiale, l’edificio riesce ad adottare una strategia ambiziosa di sostenibilità.