Le stazioni sono l’iconografia classica del viaggio. Rappresentano la prima cosa che vediamo appena arriviamo a destinazione e possono essere paragonate ad un “biglietto da visita” della la città. Con l’avvento dell’ Alta Velocità numerose sono le stazioni che nascono in Italia sotto la firma di importanti architetti, vincitori del premio Pritzker e sensibili alla cultura artistica Italiana. Progetti architettonici innovativi e avveniristici si contraddistinguono per la loro straordinaria apertura, innovazione e per il loro rispetto verso il patrimonio artistico italiano, così da essere considerati come capolavori dell’architettura contemporanea.

 

Stazione Reggio Emilia AV Mediopadana

Studio Santiago Calatrava architects & engineers

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Conosciuta come “Onda Bianca”, la nuova stazione Alta Velocità di Reggio Emilia, progettata dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava ed inaugurata nel 2013, è inserita in un ampio progetto denominato “Le vele di Calatrava” che comprende una serie di tre ponti. L’intero progetto riqualifica l’area di accesso al casello autostradale e la stazione Alta Velocità di Reggio Emilia che costituisce l’unica fermata della linea Milano-Bologna.

La stazione è stata progettata secondo le caratteristiche del design organico tipico dello stile di Calatrava e grazie alla sua collocazione, 4 km a Nord rispetto al centro della città, la eleva a nodo viario di fondamentale importanza per il trasporto regionale, nazionale e internazionale.

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( SIMONESIMONE PHOTOGRAPHER )

 

L’ avveniristica copertura progettata dall’architetto si sviluppa in lunghezza per 483 metri, si alza da terra per 20 metri e si estende in larghezza per un massimo di 50 m.

Il nome “Onda bianca” deriva dalla forma della copertura, un enorme struttura modulare in acciaio bianco, calcestruzzo e vetro. I 25 portali d’acciaio sfalsati e distanti tra loro di circa 1 metro delineano un andamento sinusoidale, caratterizzando la struttura con dinamicità e attribuendogli la forma di un’ onda. L’effetto ottico, che caratterizza e rende unica la stazione nel panorama architettonico italiano, si estende sia in pianta che in elevazione, costituendo un volume tridimensionale sinusoidale.

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( SIMONESIMONE PHOTOGRAPHER )

 

La costruzione si sviluppa su due piani. Al piano terra vi sono le corrispondenze con le linee regionali, i servizi per i viaggiatori quali bagni pubblici, ufficio turistico, biglietterie e gli spazi commerciali.il piano superiore con i binari, le banchine e lo spazio per le risalite collegate all’ingresso.

In prossimità delle banchine laterali, la copertura prevede un tamponamento tra i portali di acciaio realizzato pannelli di vetro stratificato, con la funzione di proteggere i passeggeri. Enormi quantità di acciaio, circa 14.000 tonnellate, sono state impiegate nella realizzazione di questa imponente stazione.

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Quattro scale mobili poste lateralmente collegano i due livelli insieme a due ascensori panoramici, situati nella zona centrale.

In corrispondenza delle banchine di salita e discesa è stata progettata una copertura in vetro composta da pannelli rettangolari traslucidi.

L’impatto ambientale è ridotto grazie alla presenza di alberature di medio-basso fusto che coprono esternamente la stazione fino all’altezza dei binari. La facciata antistante risulta libera in quanto il parcheggio è stato leggermente interrato e coperto da un’ariosa zona verde.

Nonostante la complessità della struttura, essa rappresenta un’opera imponente ma al tempo stesso leggera e dinamica, simbolo di un’eredità che l’architetto Calatrava lascia alla città di Reggio Emilia.

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Florence Tav Station

Studio “Foster + Partners

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Nel 2002 Norman Foster, archistar inglese, ha vinto il concorso internazionale per la realizzazione della prima Stazione AV a Firenze.

Lo studio Foster & Partners insieme allo studio di ingegneria Ove Arup & Partners sono a capo della progettazione della stazione che si esternerà su una superficie di oltre 45.000 mq e sarà connessa mediante una nuova linea tranviaria all’attuale stazione di Santa Maria Novella e al centro storico della città. Il progetto garantisce una grande opera architettonica funzionale e moderna alla città di Firenze e riqualifica l’intera area degli ex Macelli.

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( FOSTERANDPARTNERS.COM )

 

La nuova stazione risulta funzionalmente perfetta e sintetizza le imponenti gallerie dei treni, ereditate dall’ottocento, in una grande copertura a cupola di vetro e acciaio. La copertura di Foster però si distacca da quelle dell’ottocento per l’introduzione di un nuovo sistema tecnologico multilayer. Questo sistema garantisce il controllo ambientale e acustico, l’illuminazione naturale, il ricambio dell’aria e l’evacuazione dei fumi attraverso l’articolazione della copertura in diaframmi che assolvono a funzioni diverse. La struttura arcuata permette di di regolare l’afflusso dell’aria calda attraverso aperture permanenti, garantendo così una temperatura interna ideale. L’adozione di nuove tecnologie è garantita dal ricorso a risorse rinnovabili che riducono il fabbisogno di energia e l’emissione di inquinamento. Sensibile alla sua posizione storica, l’architetto ha integrato nel pavimento materiali familiari a tutta la città, tra cui il marmo verde e quello bianco.

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La tipologia della stazione è nuova, la sua distribuzione è verticale e per questo somiglia ad una grande fermata metropolitana. La struttura si sviluppa per 25 metri sotto terra ed è composta da un unico volume lungo 454 m e largo 52 m. Questa nuova tipologia apre lo spazio interno della stazione a tutta altezza, garantendo così la possibilità di vedere i treni e le banchine fin dalla superficie, facilitando l’utilizzo e l’orientamento delle numerose funzioni situate all’interno. La possibilità di osservare i treni in arrivo e in partenza è data anche da un’ampia terrazza a livello della strada. Al piano terra sono concentrati tutti i servizi della stazione – biglietterie, negozi, agenzie di viaggio, ristoranti, le uscite verso i terminal degli autobus, la fermata del tram, i taxi e i parcheggi.

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( FOSTERANDPARTNERS.COM )

 

 

Stazione metropolitana Municipio, Napoli

Studio Alvaro Siza

MAGAZINE.LARCHITETTO

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La stazione “Municipio” è stata progettata dagli architetti Alvaro Siza ed Eduardo Souto de Moura e fa parte della “Metro dell’arte” di Napoli.  Inaugurata nel 2015, serve le zone di Piazza del Plebiscito, i quartieri Spagnoli e la zona di Beverello.

Il complesso ferroviario si sviluppa tra la torre San Giorgio e la Torre Beverello, ed è un importante esempio di come l’architettura postmoderna riesce ad integrare perfettamente ciò che appartiene al passato, in questo caso i ritrovamenti archeologici delle grandi mura tufacee e le mura delle fortificazioni del periodo vicereale, insieme al Torrione cinquecentesco. I numerosi ritrovamenti hanno modificato ben 27 volte il progetto di partenza dei due architetti. La denominazione “Stazione Archeologica” deriva infatti dall’eccezionale quantità di reperti rinvenuti, tra cui cinque navi di epoca romana. Interamente, infatti, vi è stata allestita un’area mussale permanente con parte dei ritrovamenti di Piazza Municipio.

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Gli interni della stazione metropolitana sono sobri, semplici ed essenziali per mettere in risalto ciò che è stato ritrovato. La grande Hall di accesso è caratterizzata dai colori delle mura di fortificazione e dal Torrione cinquecentesco dell’Immacolata. In contrasto con le mura tufacee si trova l’opera dell’artista israeliana Michal Rovner, un grande dipinto di 37 metri completamente ispirato al Vesuvio. Lo storico dell’arte Achille Bonito Oliva è il curatore della parte artistica della stazione. L’intera struttura è ariosa ma essenziale, dialoga quindi con il passato e il presente.

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