La biblioteca Hertziana, nata dalla donazione di Heriette Hertz, nota collezionista d’arte di origine tedesca, è stata ospitata fin dall’origine nel Palazzo Zuccari, edificio d’angolo tra via Sistina e via Gregoriana su Trinità dei Monti. La Fondazione  è una delle istituzioni di ricerca più attive nel campo della storia dell’arte dell’architettura in Italia, con una collezione preziosa di volumi e trattati, e una delle più complete raccolte fotografiche esistenti.

Palazzo Zuccari sede della Fondazione Hertz, Roma. Credits @ValerioRennola

La costruzione della una nuova sede per la Biblioteca Hertziana, nasce dall’esigenza di custodire i volumi in un unico complesso funzionale. L’incarico fu vinto nel 1995 dall’architetto madrileiro Juan Navarro Baldeweg, che ripristinò il collegamento tra le due sedi della fondazione, Palazzo Zuccari e Palazzo Stroganoff, con un edificio che, grazie ad una sensibilità molto fine, si inserisce nel tessuto storico della Roma barocca.

Mascherone di Ingresso alla Biblioteca Hertziana, Roma. Credits @ValerioRennola

Nella progettazione dell’edificio Baldeweg studia la storia di Roma e delle sue maniere, tra cui le teorie del restauro conservativo, rielaborando le informazioni all’interno del progetto. La committenza suggerì l’occupazione della porzione libera del giardino interno alle proprietà, ma Baldeweg reinterpretò questa richiesta conservando una parte del giardino di Palazzo Stroganoff all’interno dell’edificio e ripristinando in facciata il mascherone, una figura antropomorfa che al tempo permetteva l’ingresso ai giardini.

Fase di scavo archeologico e ritrovamento della Villa romana. Fonte: www.biblhertz.it

Durante la progettazione e la fase di scavo è stata rinvenuta la villa antica del mecenate Lucio Licino Lucullo, notevole esempio di architettura romana di abitazioni private e, come spesso accade a Roma, i lavori di fabbricazione della biblioteca subirono una fase di stallo. Il prolungamento dei tempi per la costruzione di questo edificio ha però giocato a favore del risultato finale, arrivando a delle soluzioni tecnico costruttive notevoli per garantire la conservazione della villa antica.

Sezione dell’edificio con alla base il sistema costruttivo per la conservazione della villa romana Fonte: www.biblhertz.it

Una sequenza di 178 micro pali, inseriti al bordo del lotto, sostiene una colossale platea di bordo con un piano trave alto tre metri che sovrasta l’area archeologica e la rende coperta e accessibile dall’interno. La costruzione quindi poggia sul piano trave e si eleva per circa otto livelli in altezza, oltre ai due interrati, intorno al vuoto centrale del patio, in ricordo del giardino storico del palazzo. Le superfici vetrate continue avvolgono lo spazio trapezoidale del patio su tre lati, formando cosi un pozzo di luce che inonda tutti i livelli interni e va ad allargarsi in copertura. La parete opaca in fondo al patio fa da contenimento all’enorme archivio retrostante accessibile dalle sale lettura.

Vista interna della Biblioteca Hertziana, Roma. Credits @ValerioRennola

Ogni livello si affaccia sul vuoto centrale costruendo una successione di terrazze a gradoni che aggettano diversamente e si sovrappongono fin in copertura, sistema che, spiega il progettista, riprende l’aspetto delle terrazze antiche di villa di Lucullo.

Il nuovo edificio della biblioteca di Juan Navarro Baldeweg, fotografato dalla terrazza sul tetto. Fonte: www.biblhertz.it Credits:@AndreaJemolo

L’intervento di Juan Navarro Baldeweg rappresenta una soluzione raffinata ed intelligente all’intervento dell’architettura in un centro storico, senza creare falsi o tentativi di riuso delle tecniche antiche. Il progetto che, sovrappone la trasparenza del vetro per il patio interno, alle grandi superfici bianche dei marcapiano, diventa un luogo per lo studio, la cultura e l’arte in cui l’architettura fa da binario a queste tre componenti.

Mascherone di Ingresso alla Biblioteca Hertziana, Roma. Credits @ValerioRennola

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