L’elemento base della progettazione odierna è la ricerca della sostenibilità e compatibilità con l’ambiente che ci circonda. La natura e il clima sono vittime di veloci cambiamenti e nuovi assetti, l’architettura come può confrontarsi con queste realtà?

Le teorie di edifici energicamente sufficienti e materiali leggeri e dalla produzione “eco” sono concetti di cui sentiamo parlar abbondantemente sui media. L’architettura, nascendo come artificio antropico, va in contrasto con la naturalità dei materiali e la spontaneità dei rilievi, assolvendo in primo luogo all’esigenza abitativa, primaria dell’uomo da sempre.

La progettazione, al contrario, è il mezzo sostenibile in cui la ricerca di materiali dall’alta durabilità e l’attenzione alla compatibilità con il sito, accompagnata da un’attenta analisi dei movimenti d’aria e della conformazione geologica del luogo, può superare gli standard eco imposti dalle normative.

L’Arbre Blanc Montpellier, FR – Sou Fujimoto Architects. PhotoCredits @SouFujimotoArchitect

Il caso dell’ Arbre Blanc di Sou Fojimoto dimostra questa teoria evolutiva della progettazione. Un edificio che segue il movimenti delle masse d’aria ed entra in contatto con la natura geologica del luogo, ponendo le radici per un futuro compatibile con il pianeta terra.

Un nucleo centrale avvolge i collegamenti verticali che servono con percorsi multipli aree residenziali e spazi di servizio-accoglienza. Un’idea di vivere mediterranea che l’architetto Sou Fujimoto ed il suo team sono riusciti a rendere attuale ponendo di nuovo in primo piano il vivere a contatto con il clima di questa regione.

L’Arbre Blanc Montpellier, FR – Sou Fujimoto Architects. PhotoCredits @SouFujimotoArchitect

Le aperture scorrono sulle superfici come foglie arboree, aprendo grandi spazi aperti e terrazze. Il movimento centrifugo della costruzione coinvolge i visitatori attraverso degli spazi pubblici in riva al fiume che partecipano alla vita stessa dell’Albero Bianco.

Concedere agli inquilini la possibilità di vivere gli spazi aperti è stato uno dei desideri alla base del progetto e ha reso attuale il concept dell’architettura mediterranea composta da intervalli aperti ed interni che uniscono momenti diversi della vita quotidiana.

L’Arbre Blanc Montpellier, FR – Sou Fujimoto Architects. PhotoCredits @SouFujimotoArchitect

L’Arbre Blanc
Montpellier, FR – Sou Fujimoto Architects. PhotoCredits @SouFujimotoArchitect

 


ENGLISH VERSION

The visionary residential building of the Sou Foujimoto studio in Montpellier has been completed. A Great White Tree that releases its openings like leaves in the wind and dominates the new landscape of the Provencal City.

The basic element of contemporary design is the search for sustainability and compatibility with the environment that surrounds us. Nature and climate are victims of rapid changes and new structures, how can architecture compare with these realities?

Theories of energetically sufficient buildings and light materials and “eco” production are the concepts that we hear most in the media today. The architecture emerging as an anthropic artifice is in contrast with the naturalness of the materials and the spontaneity of the reliefs, first and foremost fulfilling the housing need, which has always been the primacy of man.

Design, on the other hand, is a sustainable means of looking at climate where research on materials with high durability and compatibility with the local site, accompanied by a careful analysis of the air movements and geological conformation of the site, can exceed the eco standards imposed by the regulations.

The case of Arbre Blanc by Sou Fojimoto demonstrates this evolutionary theory of design. A building that follows the air movements of the site and comes into contact with the geological nature of the place, laying the roots for a future compatible with the planet earth.

A central core surrounds the vertical connections that serve residential areas and reception-service areas with multiple paths. An idea of ​​Mediterranean life that the architect Sou Fujimoto and his team have succeeded in making current by placing again in the foreground the living in contact with the climate of this region.

The openings run on the surfaces like tree leaves, opening up large open spaces and terraces. The centrifugal movement of the building involves visitors through public spaces along the river that participate in the very life of the White tree.

Granting tenants the opportunity to experience open spaces has been one of the desires underlying the project and has made the concept of Mediterranean architecture made up of open and internal intervals that combine different moments of daily life.

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