Dopo aver percorso via Merulana, arriviamo sul colle Celio, dove il nostro sguardo incontra la prima basilica urbana costruita a Roma: San Giovanni in Laterano. Inizialmente chiamata San Salvatore, fu fatta costruire da Costantino su quello che era precedentemente il territorio della famiglia dei Laterani, dove sorgevano le ultime caserme di cavalieri fedeli a Massenzio. Pertanto nel 318 iniziarono i lavori e, non avendo i costruttori modelli a cui ispirarsi, presero spunto dalla basilica civile romana: longitudinale, con un primitivo transetto, 5 navate con colonne a capitello corinzio raccordate da un architrave, il soffitto a capriate lignee e numerose finestre.

 

Full name: "Papale Arcibasilica Patriarcale Maggiore Cattedrale Arcipretale del Santissimo Salvatore e dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista al Laterano, madre e capo di tutte le chiese della Città e del mondo"

Facciata della basilica

Navata centrale

Navata centrale

Nel 410 la basilica subì ingenti danni dovuti al sacco di Roma per mano dei Visigoti di Alarico e nel 455 dai Vandali. Successivamente fu riportata al suo antico splendore da Leone Magno. Nel X secolo la basilica fu rinaugurata e consacrata al santo di cui porta il nome.

Come in tutte e quattro le basiliche maggiori romane, troviamo in essa un’opera di uno dei più grandi scultori medievali: Arnolfo di Cambio. Nel chiostro della basilica infatti, possiamo trovare il monumento a Riccardo Annibaldi, opera sulla quale si è discusso molto: inizialmente infatti si pensò che il giacente scolpito fosse il cardinale Riccardo Annibaldi, morto ad ottant’anni nel 1276. Ciò significa che questa dovrebbe essere stata la prima opera di Arnolfo, ma dopo vari studi questa tesi venne meno per diversi motivi: i caratteri troppo maturi, lo stile già pieno degli influssi gotici, il volto del defunto così giovane e i vestiti non adatti ad un cardinale. Gli esperti sono così arrivati a dedurre che il giacente non è altro che un suddiacono, nipote omonimo del cardinale Annibaldi, morto a soli trent’anni, nel 1289.

monumento a Riccardo Annibaldi

monumento a Riccardo Annibaldi

Nel 1291, per volere di papa Nicola IV, venne commissionata a Jacopo Torriti la decorazione musiva dell’abside: nella conca absidale troviamo una croce gemmata al centro, dalla quale sgorgano i quattro fiumi del paradiso, dove si abbeverano due cervi e quattro agnelli; ai lati della croce, simmetrici, troviamo ( partendo da sinistra) San Paolo, San Pietro, un piccolo San Francesco ( da poco canonizzato, ma già molto acclamato dalle folle), la Vergine con il papa Nicola IV in proskiùnesis, Giovanni Battista, Sant’Antonio (anche lui di dimensioni ridotte), San Giovanni Evangelista e Sant’Andrea. L’opera che ammiriamo oggi però non è l’originale, ma una copia esatta datata fine 1800, dato che l’abside originale andò distrutta durante i lavori per il ricollocamento di quest’ultima.

abside

abside

La navata centrale come la vediamo oggi è opera di Borromini, che nel 1647, progettò le dodici nicchie che solo nel 1702, per volere di papa Clemente XI, furono riempite con le colossali statue dei dodici apostoli.

Giuseppe Mazzuoli, San Filippo

Giuseppe Mazzuoli, San Filippo

All’esterno, la facciata odierna è stata progettata nel 1732 da Alessandro Galilei, lontano parente di Galileo, è costituita da un lungo atrio e da un loggiato che si innesta sopra a quest’ultimo, sul modello di San Pietro, in proporzioni più ridotte. Come dicevamo all’inizio, essendo la prima basilica voluta da Costantino, San Giovanni in Laterano verrà utilizzata come modello per le altre due basiliche volute dal primo imperatore cristiano: San Pietro e San Paolo fuori le mura, ma questa è un’altra storia…

 

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