Concludiamo il nostro viaggio attraverso le 4 basiliche papali con la più chiesa più famosa, centro del
cattolicesimo e sede del papato: San Pietro in Vaticano.

Successivamente all’editto di Milano del 313 e alla realizzazione di San Salvatore ( l’odierna San Giovanni in Laterano), Costantino commissionò la costruzione della basilica dedicata all’apostolo Pietro, del quale si trovarono i resti proprio nella zona della necropoli vaticana: la tomba del Santo era situata su un’edicola su un muro rosso, vicino il circo di Nerone. Il circo fu ovviamente abbattuto e la collina preesistente fu sbancata e tramite un ingegnoso sistema di palafitte i lavori per la chiesa iniziarono nel 324 e terminarono nel 333. La struttura prese spunto ovviamente da San Giovanni in Laterano: 5 navate, ognuna di altezza differente dall’altra, tetto a doppio spiovente, soffitto a cassettoni ed un grande quadriportico per accogliere i pellegrini. La tomba del Santo si trovava pressappoco al di sotto dell’abside; l’aggiunta del transetto non fece altro che contrassegnare quest’area come “zona di rispetto” nei confronti del primo Papa.

All’interno la basilica doveva presentarsi piena di mosaici, ornamenti gemmei, cassettoni rivestiti in foglia d’oro e l’abside sicuramente mosaicata con le figure di Cristo, Costantino e Pietro. La basilica odierna come tutti sanno, è frutto di secoli di modifiche e miglioramenti: architetti del calibro di Giuliano da Sangallo, Bramante, Raffaello, Michelangelo (che disegnò la cupola), Carlo Maderno per quanto riguarda la facciata, Bernini invece si occupò del colonnato e della piazza. Questi sono soltanto i più celebri degli innumerevoli artisti che si sono susseguiti per rendere ancora più maestosa la sede pontificia.

interno cupola san pietro

Interno della cupola di San Pietro

Anche in questa basilica, come nelle precedenti, troviamo un’opera di Arnolfo di Cambio, andata però distrutta e della quale rimane solo il giacente: il Sacello di Bonifacio VIII.

statua papa

Sacello di Bonifacio VIII

L’opera, datata 1294/1296, si trovava sulla controfacciata della basilica ed era sostanzialmente una piccola cappella privata su quattro colonne, con il giacente coperto da un tendaggio retto da angeli, guglie e pinnacoli di influenza gotica e sulla parete una decorazione in stile cosmatesco e un mosaico di Jacopo Torriti nella parte superiore. L’opera è come sempre innovativa: fu la prima volta infatti che un Papa si fece scolpire morto quando ancora era in vita. La precisione anche in quest’opera è maniacale, dai dettagli del panneggio e del viso, fino ad arrivare al basamento, decorato con lo stemma della famiglia Caetani. Purtroppo, dell’opera completa, oltre al giacente, rimangono soltato i disegni di Giacomo Grimaldi, che documenta i lavori di restauro della basilica avvenuti a cavallo tra il 1500 e il 1600.

schizzo restauro 1500-600

disegni di Giacomo Grimaldi

Come dicevamo, la piazza e il colonnato furono affidati a Gian Lorenzo Bernini, sotto Alessandro VII, tra il 1657 e il 1667: il progetto iniziale prevedeva due bracci laterali, curvi come in una sorta di abbraccio, e un terzo corpo staccato dai due, che avrebbe nascosto la piazza a coloro i quali giungevano da quell’agglomerato di vie e viuzze presenti nel rione di Borgo.

san pietro veduta colonnato

veduta aerea della piazza e del colonnato

Il progetto del terzo corpo fu abbandonato, e il quartiere successivamente fu sventrato durante il fascismo con l’apertura di Via della Conciliazione, che annullò completamente l’effetto teatrale e stupefacente pensato dal Bernini.

san pietro da Via della Conciliazione

veduta di San Pietro da Via della Conciliazione

Con “l’abbraccio” del colonnato, il nostro viaggio attraverso le quattro basiliche maggiori di Roma si conclude: questi luoghi, che dal IV secolo fino ad oggi hanno ospitato milioni e milioni di pellegrini, risplendono di luce propria, luce che ha illuminato l’animo di ogni singolo visitatore giunto per ammirare la bellezza e la magnificenza di queste chiese, che le rendono uniche in tutto il mondo.