Chiesa di San Pio da Pietrelcina Roma, Studio SAA&A: Vista esterna.
Photo credits @ValerioRennola

Puro esempio di rigenerazione di uno spazio urbano, la chiesa San Pio da Pietrelcina nasce in un lotto chiuso a corte da una serie di edifici residenziali nel rione Malafede di Roma, zona di completamento urbanistico tra l’Eur e Vitinia. Il quartiere nasce con un piano unitario composto da fabbricati simili nelle altimetrie e nel disegno dei fronti continui, ad uso principalmente residenziale e data la quasi totale assenza di servizi diurni, come negozi ed uffici, il rione ha assunto nel tempo la funzione di “quartiere dormitorio”.

La promozione del progetto nasce a seguito del piano “cento chiese per Roma” per il giubileo del Duemila ma l’effettivo bando di concorso fu indetto nel 2005 con la partecipazione di vari gruppi e studi d’architettura romani, dei quali lo studio SAA&AAnselmi e associati risultò vincitore.

Il complesso edilizio, preceduto da un ampio spazio aperto vegetale e pavimentato di 900mq, è composto dall’edificio sacro che fa da quinta alla piazza e da un corpo regolare laterale che ospita le funzioni parrocchiali, aule e uffici.

Chiesa di San Pio da Pietrelcina Roma, Studio SAA&A: Vista della piazza esterna e della facciata principale.
Photo credits @ValerioRennola

Il progetto dello studio SAA&A ha dato forma alla simbologia Cristiana, meditando sul rapporto tra l’Uno e il Molteplice, tra la divinità e le sue manifestazioni, applicando la numerologia al disegno dei prospetti dove le tre curve della facciata di accesso, simbolo della trinità cristiana, vanno a legarsi all’unica curva ribassata della facciata posteriore.

L’unione di questi profili curvi crea una superficie continua che copre lo spazio liturgico ad unica aula orientato ad est, come vuole la tradizione, con altare al centro del lato maggiore per creare un ambiente unitario in cui i fedeli possano assistere alla liturgia intorno al pastore, apportando una novità rispetto alla classica conformazione delle strutture cristiane che presentano solitamente un altare sul lato minore e uno spazio longilineo per i fedeli, che crea una disparità nella percezione tra le prime e le ultime file.

Chiesa di San Pio da Pietrelcina Roma, Studio SAA&A: Facciata con le tre cuspidi verso la piazza.
Photo credits @ValerioRennola

L’edifico si inserisce, quindi, come una forma libera, bianca e trasparente che si distacca dal contesto senza voler prevalere. Il modus operandi degli architetti prende ispirazione dalla costruzione degli edifici sacri nelle città medioevali, che con i loro marmi bianchi e forme acute, ridisegnavano l’urbanistica compatta dei centri storici, spiccando dal laterizio rosso utilizzato per i palazzi limitrofi.

Chiesa di San Pio da Pietrelcina Roma, Studio SAA&A: Dettaglio del prospetto fronte piazza.
Photo credits @ValerioRennola

Le scelte compositive e le soluzioni strutturali cambiarono nel corso della nascita del progetto, i progettisti immaginavano la copertura come una superficie di calcestruzzo armato che sollevandosi da terra si liberava come un panneggio mosso dall’aria. Successivamente a causa delle soluzioni tecniche e dei costi, il supporto ingegneristico ha convenuto optare per la tecnica costruttiva dell’acciaio prefabbricato, quindi lavorato in fabbrica e montato in opera.

Due travi d’acciaio alte un metro e mezzo composte da una doppia ala e un anima centrale, si posizionano in corrispondenza delle facciate maggiori. Entrambe le travi montano già i profili finali curvilinei a cui verranno fissate delle travi secondarie, congiungendo così un profilo all’atto e creano la copertura con lamiera grecata e strato di calcestruzzo in chiusura. Infine, maioliche irregolari color pastello rivestono la superficie esterna dei fogli rendendoli resistenti all’acqua e conferendogli lucentezza ed eleganza.

Le due ali delle travi principali vengono lasciate a vista anche nell’aspetto finale, alleggerendo notevolmente l’aspetto della copertura e dando l’impressione di due sottili fogli che coprono lo spazio rettangolare, arrivando poi a terra con un’inaspettata dolcezza.

Chiesa di San Pio da Pietrelcina Roma, Studio SAA&A: Rivestimento in maioliche irregolari.
Photo credits @ValerioRennola

Lo spazio interno ruota intorno all’altare, schermato dalla vetrata esterna con un elemento pieno, ed è caratterizzato dalla presenza degli arredi cristiani, mensa e leggio, presentati come elementi scultorei che insieme alla copertura, ricordano il movimento dei panneggi. La configurazione dello spazio per i fedeli si sviluppa concentricamente intorno al luogo di celebrazione del rito, sfruttando la dote acustica dell’edificio e raccogliendo maggiormente l’ambiente.

Chiesa di San Pio da Pietrelcina Roma, Studio SAA&A: Interno della struttura vista grandangolare.
Photo credits @ValerioRennola

Al di sotto della superficie curva, sono inseriti elementi pieni scatolari che si discostano dall’orientamento planimetrico dell’edificio, indicando luoghi con funzione particolare come l’ingresso e la fonte battesimale. Forme scultoree minimali, invece, sono stati posizionate lungo i lati minori della pianta che, dando rappresentazione le trappe del martirio di cristo, segnano ai visitatori il momento in cui le superfici del tetto iniziano a ribassassi.

Una struttura leggera appesa alla copertura crea un soffitto ribassato per un ambito più raccolto in cui vengono celebrate le messe feriali, ambito delimitato da corrimano longilineo leggero che recinta lo spazio senza chiuderlo nettamente come in una cappella.

Lo spazio per il coro è sollevato dalla base per sfruttare al meglio l’acustica nata dalla copertura curva ed è raccordato a terra tramite una scala trasparente che lascia passare la luce e conferisce a questo spazio un effetto di aerea importanza.

Chiesa di San Pio da Pietrelcina Roma, Studio SAA&A: Interno della struttura e vista della cappella feriale.
Photo credits @ValerioRennola

L’intervento per il quartiere Malafede ha donato alla comunità un luogo di incontro in cui svolgere attività sociali e culturali, un riferimento per gli abitanti attorno a cui far svolgere la vita del quartiere. Prova di come un solo edificio possa far cambiare le abitudini, l’estetica e la praticità di un insediamento abitato e dei suoi cittadini.

Le scelte dello studio Anselmi e associati sono state orientate seguendo l’istinto e la sperimentazione per la ricerca di un nuovo modello di edificio religioso, aggiungendo così un piccolo segno, ma di marcata importanza, per l’evoluzione di un modello che nella storia ha sempre demarcato un forte legame con la canonica tradizione.

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