Incamminandosi per via Beatrijsstraat a Rotterdam ci si trova in un tradizionale quartiere residenziale del nord Europa, composto da una successione di case a schiera moderniste. La ripetizione dello schema architettonico olandese viene però interrotta in corrispondenza dell’incrocio con l’asse di Graaf Florisstraat, con una provocatoria conclusione verticale di uno di questi edifici: un parapetto finestrato che racchiude al suo interno un vero e proprio villaggio di colore azzurro. La famiglia Didden, proprietaria dell’appartamento all’ultimo piano dell’edificio, necessitava un’espansione della propria abitazione senza dover rinunciare alla vita della città e così nel 2006 affidò la ricerca di una soluzione allo studio MVRDV.

Didden Village, Rotterdam. Credits ©MVRDV

Oggi alzando lo sguardo si nota come lo studio di progettazione olandese abbiano reso a pieno il compito, affidatogli dalla famiglia Didden per l’ampliamento della loro casa, con spazi gioco, zona giorno e un soppalco adibito a zona notte. L’intervento ha suggerito l’inserimento di nuove unità abitative autonome in copertura: tre volumi puri con la copertura a falda, di cui due accostati come una successione di elementi a schiera. Gli MVRDV propongono un vero e proprio villaggio per i bambini della famiglia con piazza, alberi, panchine e docce all’aperto: una città nella città.

Didden Village, Rotterdam. Credits ©MVRDV

Ma il dato principale e quasi provocatorio è il rivestimento di queste volumetrie: poliuretano blu, un materiale usato tradizionalmente in architettura come isolante termico, quindi nascosto all’interno di un pacchetto murario, ma che in questa occasione viene esposto all’esterno come una sottile patina che riveste la casa dei Didden. Questa scelta permette agli MVRDV di ricreare un modello materico in scala 1:1, tramite l’uniformità del materiale utilizzato, tipica della modellistica di architettura, con lo scopo di assumere il ruolo di elemento segnante tra passato e presente con un netto distacco dalle costruzioni esistenti, composto per la maggior parte da mattone faccia a vista.

Con questa nuova metodologia d’intervento lo studio MVRDV propone esplicitamente una nuova modalità di espansione della Città. Lo sviluppo in altezza di una costruzione diventa strumento architettonico per mostrare come sia possibile espandere fisicamente e architettonicamente la città creandone un secondo livello di sviluppo: una città sopra la città.

Questa nuova metodologia di espansione porta inoltre con sé un forte dato sul risparmio economico, come proposto da MVRDV: “L’aggiunta può essere vista come un prototipo per l’ulteriore ‘densificazione’ della città esistente. Aggiunge una vita al tetto alla città. Abbatte il costo per le travi, l’infrastruttura e delle finiture extra, e alla fine mira ad essere più basso del prezzo di terra equivalente per l’edificio.”

Ma come è possibile ampliare un edificio verticalmente? La struttura dell’edificato può reggere un’aggiunta così importante in copertura?

 

Dalla carpenteria dell’ultimo piano, pubblicata dallo studio di progettazione, è evidente la grande complessità del sistema ordito e impalcato. Il sistema di travi principali in legno scarica il proprio peso sulla muratura esistente e permette ai telai lignei superiori di connettersi con la struttura portante.

La sezione dell’edificio mostra come il solaio dell’ampliamento sia più del doppio delle solette interne della costruzione esistente, dimensione data dalla sovrapposizione del nuovo solaio sul pacchetto copertura esistente.

Date le considerazioni strutturali, il Didden Village può esser considerato come una struttura autonoma, che poggia sulla cima di una casa a schiera esistente: un’architettura parassita, che non si limita a vivere sulla struttura di un edificio, ma mira a diventarne parte costitutiva.

A differenza delle architetture parassite di Park Associati, come il The Cube di Bruxelles o il Priceless di Milano, entrambe location per ristoranti itineranti, che hanno una funzione temporalmente limitata e che quindi possono assumere configurazioni molto scostanti dal tessuto urbano, qui il villaggio si pone come un’architettura parassita permanente.

L’inserimento provocatorio del nuovo livello della città Didden Village, Rotterdam. Credits ©EYE-LEVEL VIEW

Questa permanenza a Rotterdam crea senza dubbio una rottura con la tradizione locale estetica e costruttiva: rappresenta un’evidente rottura col contesto. Evidentemente non si tratta di un’architettura che rompe il tessuto urbano, ma lo densifica: è quindi un vero e proprio secondo livello urbano costruito su e a misura dell’esistente.

E se questa nuova metodologia di espansione divenisse un must per gli olandesi? La città non ne guadagnerebbe forse in meglio?

Didden Village, Rotterdam. Credits ©be.luca Instagram