Lo studio giapponese Sanaa Architects promuove un progetto di forte impatto urbano che si estende complessivamente su 90.000 metri quadri di terreno, di cui 35.000 dell’ex Centrale del Latte di Milano. Il nascente campus Bocconi si integra in uno scenario di volumi importanti, già formalmente definito in epoche precedenti, in cui l’attenzione e la cura per gli aspetti concernenti l’architettura è sempre stata una costante. Il complesso si configura come un insieme unitario di edifici, decisamente non invasivo, bensì in linea con il contesto ed in grado di ridefinire la concezione di polo universitario come elemento integrante del tessuto urbano.

La filosofia nascosta alla base del progetto mira a pensare, plasmare e concepire l’architettura secondo una logica di apertura, studiata in relazione a diversi ambiti e secondo molteplici punti di vista. L’“Apertura” in termini di scelte progettuali è insita nell’animata ricerca della concezione di unitarietà con il contesto circostante: ciò si concretizza tramite la progettazione di uno spazio a corte, il quale richiama lo stile dei palazzi storici milanesi e diviene un forte espediente di connessione con il tessuto urbano.

I presupposti e le caratteristiche progettuali considerate e poste in atto per il nuovo campus, rispecchiano l’inconfondibile modo di intendere l’architettura dei Sanaa, volto a ricercare, sperimentare e definire dinamiche di interazione di vario tipo. Questa originale concezione dà adito ad una poetica basata sulla libertà di movimento nello spazio a disposizione, tramite l’assenza di una dura e serrata gerarchia in termini di suddivisione degli ambienti. In un’ottica di valorizzazione della struttura a livello cittadino, tale approccio è riconoscibile anche nell’architettura del Centro Universitario Rolex del EPFL a Losanna, firmato sempre Sanaa e inaugurato nel 2010.

Il nuovo Campus Bocconi presenterà una città universitaria integrata nel contesto circostante, poiché oltre alla residenza studentesca ospiterà una gran parte di superficie verde aperta al pubblico ed un centro sportivo polifunzionale. Lo stretto rapporto di interconnessione tra struttura e contesto urbano milanese non potrà far altro che incentivare il valore del polo universitario.

Il fulcro del progetto si sviluppa principalmente nell’ area occupata dall’ex Centrale del Latte di Milano, che in seguito ad un’operazione di riqualificazione, è già oggi, organizzata in modo da ospitare la nuova sede SDA school of Management, la quale occupa quattro edifici muniti di ristoranti, caffetterie e sale conferenze. L’ intervento complessivo riguardante il nuovo campus sembri instaurare un rapporto di armoniosa collaborazione con la preesistente sede della Bocconi, firmata Grafton Architects e realizzata nel 2008. Entrambe sono architetture dotate di una certa responsabilità, in quanto finalizzate a rimarcare l’importanza del contributo culturale che l’intero polo universitario svolge, sia in relazione alla formazione degli studenti che in merito al ruolo di vero e proprio landmark cittadino.

Nuovo Campus Bocconi, Saana Architects 2019. Planimetria generale. Credits ©sanaa.co.jp

Nuovo Campus Bocconi, Saana Architects 2019. Elaborati grafici. Credits ©sanaa.co.jp

Il campus verrà stilisticamente definito da una sequenza chiusa di forme dinamiche, ma del tutto aperte in termini di connessione visiva con l’esterno. La leggerezza e la trasparenza caratterizzeranno l’involucro delle strutture, in modo da enfatizzare il dialogo con la città.

Inoltre, Sanaa, mostra molta sensibilità in relazione alla questione ambientale, dimostrando una sentita apertura nei confronti delle accese tematiche del giorno d’oggi. A tale proposito studia e promuove un progetto autosufficiente e senza emissioni nocive, con pompe di calore e gruppi frigoriferi alimentati ad acqua, e pannelli fotovoltaici ad alta efficienza in copertura degli edifici.

Nuovo Campus Bocconi, Saana Architects 2019. Foto del cantiere in corso. Credits ©blog.urbanfile.org

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