18 anni dall’affidamento dell’incarico, 8 anni dall’avvio del cantiere, 12 varianti presentate, 3 anni di attesa per il permesso a costruire rilasciato dal Comune di Roma, 10 mesi di stop dei cantieri per un crack finanziario dell’azienda appaltatrice. Nasce così il Centro Congressi all’ Eur, opera dell’architetto Massimiliano Fuksas.

Fra pochi mesi la “Nuvola”, un nome ufficioso e inadatto secondo l’architetto, sarà inaugurata al pubblico il 29 Ottobre 2016, con un evento mediatico in diretta Rai, ma solo da gennaio 2017 la struttura sarà operativa. Ad oggi rimane ancora da completare il piccolo spazio verde pubblico che si inserisce fra la via Cristoforo Colombo e l’edificio stesso, in modo da alleggerire il carico visivo e fisico tra le due parti.

( Uno dei Foyer all'interno della Nuvola - eurspa.it )

( Uno dei Foyer all’interno della Nuvola – eurspa.it )

 

Il nome è ancora da definire. Sarà un concorso che determinerà quale sarà il nome ufficiale del Centro Congressi che verrà svelato il 29 ottobre prossimo durante la cerimonia di inaugurazione. “Nuvola” è un nome banale. L’architetto assicura che di notte, quando l’intera struttura è soggetta all’illuminazione artificiale, la banalità della denominazione appare chiara e sconfina nella spiritualità: “Perchè Roma è anche questo, spiritualità”. Nonostante non sia ancora stata aperta al pubblico, ha ricevuto a Londra, nel 2012, il premio Best Building Site del Royal Institute of British Architects.

( Passerella di ingresso alla Nuvola - eurspa.it )

( Passerella di ingresso alla Nuvola – eurspa.it )

La struttura occupa una superficie di circa 55.000 mq ed è situata in una zona strategica dello storico quartiere dell’Eur. Tutta l’idea progettuale si può sintetizzare in tre parti: la Teca, la Nuvola e la Lama.

Ciò che vediamo dall’esterno è la Teca, una struttura orientata longitudinalmente, alta 40 metri, larga 70 metri e lunga 175 metri. Essa è stata costruita in funzione di “contenitore” per la Nuvola ed è realizzata in acciaio con una doppia facciata in vetro. L’ingresso è ribassato rispetto al filo stradale, uno stratagemma utilizzato anche da Gehry per il Guggenheim di Bilbao, e si apre su una superficie di 9.000 mq con funzione di Sala Plenaria. Quest’ultima è realizzata in modo da poter essere modulata in 16 moduli più piccoli grazie a grandi porte a soffietto che fungono da pannelli divisori. Una piastra, raggiungibile tramite scale mobili, permette l’accesso alla Nuvola.

( artribune.com )

( artribune.com )

La Nuvola è il fulcro del progetto. La sua costruzione è messa a contrasto con la teca così da creare un binomio perfetto fra forme astratte e liberamente articolate e forme geometricamente definite e classiche. Questa struttura è il cuore del Centro Congressi ed ospita:  – l’auditorium, con 1850 posti e una superficie di 1900 mq la cui particolarità, oltre alla forma è il rivestimento in ciliegio americano che garantisce una perfetta acustica;  – i relativi servizi quali: sale conferenze di 1.330 mq, foyer dell’auditorium di 3.500 mq, forum-foyer di 5.580 mq, un’area commerciale di 3.300 mq, bar, guardaroba, camerini, sale traduzioni e deposito.

( Il telo della Nuvola disposto sui piatti pantografi - eurspa.it )

( Il telo della Nuvola disposto sui piatti pantografi – eurspa.it )

questa struttura si presenta come l’elemento architettonico che caratterizza tutto il progetto, da qui il soprannome “Nuvola”, ed è realizzata con nervature d’acciaio a vista ricoperte da un telo trasparente che si estende per 15.000 mq.

( Auditorium interno alla Nuvola - artribune.com )

( Auditorium interno alla Nuvola – artribune.com )

La Lama è la struttura ricettiva al cui interno trova posto un albergo di 439 camere che funzionerà in forma autonoma rispetto al Centro Congressi. Si sviluppa in altezza per 55 metri e si estende per 126 metri in lunghezza e 14 in larghezza. Al livello interrato è previsto un parcheggio per 600 posti auto.

L’intero complesso è costruito sull’idea di base di un centro congressi polifunzionale, in grado di ospitare eventi congressuali, espositivi, artistici e tanto altro. La progettazione del Centro Congressi si contraddistingue per l’impiego di soluzioni mirate a ridurre il consumo energetico e a rendere la struttura eco-compatibile. Il sistema di climatizzazione a portata variabile consente un consumo ottimale di energia in funzione all’effettivo affollamento dei locali. La copertura della teca è ricoperta da pannelli fotovoltaici che consentono un produzione di energia elettrica naturale e la protezione del fabbricato dal surriscaldamento.

La struttura è il risultato dell’immenso lavoro di un gruppo che ha operato sinergicamente, nonostante i vari imprevisti e la massiccia superficie di vetro e di acciaio che la costituisce. Si pensi che per l’acciaio la quantità utilizzata è pari a tre volte quella della Torre Eiffel.

Questo progetto connoterà il quartiere Eur non solo come business district, ma anche come attrazione per il turismo congressuale, consentendo a Roma di diventare una Capitale di livello pari a quello delle più importanti capitali di tutto il mondo.

( corriereobjects.it )

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